Piazza Mercato, situata a poca distanza da quella del Carmine, è una delle più importanti e misteriose piazze di Napoli. Bella e dannata, la piazza è uno dei luoghi simbolo di Napoli.

Rinomata per le sue numerose botteghe e frequentatissima nei giorni immediatamente precedenti alla festività della Befana perché stracolma di giocattoli e dolciumi per i più piccoli, Piazza del Mercato ha un cuore che batte in modo incessante ogni giorno.

 

Piazza del Mercato, storia e mestieri

Fu grazie agli Angioini che Piazza Mercato divenne un importante centro di traffici mercantili. Fu Carlo I d’Angiò a trasformare il “Campo del Moricino” in una grande spazio libero e pubblico, destinandolo prevalentemente ad uso commerciale.

Da questo momento in poi la piazza divenne uno dei fulcri della vita quotidiana napoletana.

La storia di Piazza Mercato è stata scenario, nel corso dei secoli, di sanguinose rivoluzioni, grandi epidemie e ed esecuzioni capitali.

La prima di queste risale al 29 ottobre 1268, giorno della decapitazione di Corradino di Svevia, ultimo erede della dinastia sveva. La stessa sorte toccò anche al rivoluzionario Tommaso Aniello, detto Masaniello (nel 1647) e a molti martiri della Repubblica Partenopea del 1799 tra cui spiccano i nomi di Eleonora Pimentel de Fonseca Luisa Sanfelice.

Piazza del Mercato Napoli

I Monumenti di Piazza del Mercato

La piazza, danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata vittima della speculazione edilizia diffusasi a Napoli subito dopo il conflitto. Ne è testimone la costruzione del cosiddetto palazzo Ottieri.

La piazza è ornata da due fontane-obelischi settecentesche ed è inoltre abbellita dalla presenza della settecentesca Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato. Costruita nel 1351 per volontà del conciatore di pelli Domenico Persio che decise di dedicare una cappella a Corradino di Svevia,

Sono visibili dalla piazza la chiesa di Sant’Eligio Maggiore, la più antica risalente all’epoca angioina e la basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore che da più di 8 secoli è meta di turisti e visitatori che vengono a rendere omaggio all’icona della Madonna Bruna.

Il 15 luglio si svolge il cosiddetto incendio al campanile. L’intero campanile, con i suoi 75 metri d’altezza, viene rivestito da luminarie di fuoco che imitano un vero incendio che viene spento solo quando arriva il quadro della Vergine del Carmine. Il giorno dopo, il 16 luglio, i napoletani festeggiano la Madonna del Carmelo: la chiesa celebra messe in onore della sua patrona ogni ora.