La Chiesa del Gesù Nuovo, una delle più conosciute e frequentate di Napoli, è particolarmente legata alla devozione di Giuseppe Moscati, il santo laico che usò la scienza come strumento di Dio.



San Giuseppe Moscati e la Chiesa del Gesù

Proprio perché è lì che vi trascorreva molto tempo in preghiera al mattino, a lui è dedicata la seconda cappella (Cappella della Visitazione) della navata destra.

Qui campeggia in bella mostra una statua di bronzo che lo ritrae in camice, con lo stetoscopio al collo e la mano destra aperta, protesa in avanti in segno di saluto.

Dal 16 novembre 1930 i suoi resti i suoi resti mortali sono racchiusi in un’urna bronzea, per opera dello scultore Amedeo Garufi, situata sotto l’altare della cappella.

Capella della Visitazione

Sempre all’interno del Gesù Nuovo è stato ricostruito, grazie a una donazione dall’amatissima sorella Annina, lo studio medico di San Giuseppe Moscati; un piccolo museo di fotografie e oggetti che gli sono appartenuti, inclusa la poltrona dove spirò alle tre del pomeriggio del 12 aprile 1927.

Chi era Giuseppe Moscati

Definito il “medico dei poveri”, San Giuseppe Moscati nacque a Benevento da una nobile famiglia il 25 luglio 1880. La sua vita fu ricca di avvenimenti e conquiste, nonostante la breve durata, poiché morì a Napoli a soli 46 anni.

Quella di Moscati fu una vita dedicata completamente al servizio degli ammalati e alla ricerca scientifica.

Inizziò la carriera di medico a soli 23 anni ispirandosi totalmente al Vangelo; non inseguì ricchezze, né onori, non fece a cazzotti con i colleghi per diventare primario né per guadagnare dottorati.

Giuseppe Moscati 2
La sua fama si diffuse velocemente e conquistò senza problemi l’abilitazione per insegnare in ambito universitario, ma decise di restare a servizio dei semplici, dei poveri, soprattutto quelli dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli, dove toccava con mano la sofferenza altrui.

Nel suo studio cera un cappello accompagnato da un cartello che recitava: “Chi ha metta, chi non ha prenda”.

I Miracoli

Dopo la morte del professor Moscati si verificarono molti casi di guarigioni miracolose e attribuite alla sua intercessione presso Dio. Per questi eventi fu beatificato da Papa Paolo VI, nel 1975, e canonizzato da San Giovanni Paolo II nel 1987.

L’episodio miracoloso più clamoroso avvenne nel 1978; un ragazzo in fin di vita per una leucemia, ormai rassegnato e morente su un lettino di ospedale, vide di notte avvicinarsi la figura di un uomo alto e distinto, con due baffi non più alla moda ed un modo di fare assai tranquillo.

Dopo avergli somministrato un farmaco sconosciuto, disse al ragazzo di addormentarsi: la mattina seguente, l’ammalato guarì fra lo stupore di tutti i medici. Nessuno riuscì mai a spiegare quel miracolo clinico. O almeno così vuole la leggenda.

Pare che Giuseppe Moscati ancora oggi si aggiri fra i corridoi degli ospedali napoletani e spesso compare in sogno agli ammalati, confortandoli e dando loro consigli.