Ultima Modifica il 16 Novembre 2020

La Chiesa del Gesù Nuovo, una delle più conosciute e frequentate di Napoli, è particolarmente legata alla devozione di Giuseppe Moscati, il santo laico che usò la scienza come strumento di Dio.

La carità era, secondo lui, la vera forza capace di cambiare il mondo. Ancora oggi, li dove si venera il suo corpo, c’è un cappello accompagnato da un cartello che recita: “Chi ha metta, chi non ha prenda”.



Chi era Giuseppe Moscati il medico dei poveri

Definito il “medico dei poveri”, San Giuseppe Moscati nasce a Benevento il 25 luglio 1880 da Francesco e Rosa De Luca. Trascorse gran parte della sua giovinezza a Napoli, città in cui la famiglia Moscati si trasferì per motivi lavorativi.

Dopo il conseguimento del diploma di maturità classica, si iscrisse nel 1897 alla Facoltà di Medicina. Conclusi gli studi universitari intraprese la carriera ospedaliera nell’Ospedale degli Incurabili. Per continuare a restare accanto agli infermi ai quali era molto legato, rinuncia alla cattedra universitaria e all’insegnamento.

Giuseppe Moscati morì di infarto il 12 aprile 1927, aveva solo 46 anni! Quella di Moscati è stata una vita dedicata completamente al servizio degli ammalati alla ricerca scientifica ispirandosi totalmente al Vangelo.

Giuseppe Moscati è stato beatificato da Papa Paolo VI, nel 1975, e canonizzato da San Giovanni Paolo II nel 1987.

Viene celebrato a Napoli il 16 novembre, giorno in cui i resti mortali del Santo furono trasferiti dal Cimitero di Poggioreale nella Chiesa del Gesù Nuovo. Nella stessa chiesa, ogni terzo mercoledì del mese vi è la Messa dedicata ai malati.

San Giuseppe Moscati e la Chiesa del Gesù

Giuseppe Moscati 2
I resti mortali del santo sono custoditi in un’urna bronzea (realizzata da Amedeo Garufi) nella Chiesa del Gesù Nuovo. La chiesa è stata scelta perché è proprio qui che egli trascorreva molto tempo in preghiera al mattino, prima di iniziare la sua giornata e assolvere i suoi impegni da medico.

Nella Cappella della Visitazione, la seconda della navata destra, sono presenti numerosi ex-voto che la gente gli ha offerto come omaggio per la grazia ricevuta.

Qui campeggia in bella mostra una statua di bronzo, realizzata da Pier Luigi Sopelsa nel 1990, che lo ritrae in camice, con lo stetoscopio al collo e la mano destra aperta, protesa in avanti in segno di saluto. I devoti costantemente stringono la sua mano in cerca di speranza e guarigione.

Sempre all’interno del Gesù Nuovo è stato ricostruito, grazie a una donazione dall’amatissima sorella Annina, lo studio medico di San Giuseppe Moscati. E’ un piccolo museo di fotografie e oggetti che gli sono appartenuti, inclusa la poltrona dove muore alle tre del pomeriggio del 12 aprile 1927 a soli 46 anni.

Pare che Giuseppe Moscati ancora oggi si aggiri fra i corridoi degli ospedali napoletani e spesso compare in sogno agli ammalati, confortandoli e dando loro consigli.

I miracoli del medico santo Giuseppe Moscati

San Giuseppe Moscati si è reso protagonista di ben 3 eventi prodigiosi guarendo tre persone: Costantino Nazzaro, Raffaele Perrotta e Giuseppe Montefusco.

Capella della Visitazione

Costantino Nazzaro, un maresciallo degli agenti di custodia, era affetto dal morbo di Addison. I medici non gli davano alcuna speranza, ma egli con la famiglia intensificò la preghiera a Giuseppe Moscati. Una notte sognò che il dottor Moscati per operarlo; guarì inspiegabilmente il giorno successivo.

Il secondo miracolo approvato dalla Congregazione per le Cause dei Santi è quello di Raffaele Perrotta, guarito da meningite cerebrospinale meningococcica. Quando gli fu diagnosticata, la patologia era già in forma grave e il ragazzino a detta dei medici aveva pochissime speranze di sopravvivere. La madre, disperata, ripose un’immagine di San Giuseppe Moscati sotto il cuscino del figlio, che miracolosamente guarì.

L’episodio miracoloso più clamoroso è la guarigione di Giuseppe Montefusco di Somma Vesuviana. Al giovane ventenne, nel 1978 fu diagnosticata una leucemia acuta mieloblastica, una patologia che lo avrebbe condotto alla morte. La madre, disperata per le condizioni di salute del figlio, una notte vide in sogno la figura di un uomo alto e distinto, con due baffi non più alla moda ed un modo di fare assai tranquillo.

Quando si recò nella Chiesa del Gesù Nuovo riconobbe nella foto di Giuseppe Moscati il medico visto in sogno. Furono allora rivolte a Moscati preghiere collettive e Montefusco, nel giugno 1979, guarì perfettamente. Nessuno è mai riuscito a spiegare quel miracolo clinico. O almeno così vuole la leggenda.