Palazzo d’Avalos, e l’intero borgo di Terra Murata, rappresenta uno dei beni più importanti del patrimonio architettonico dell’isola di Procida. Un luogo ricco di storia e mistero.

L’ex Carcere dell’isola di Procida è un imponente edificio cinquecentesco realizzato nel finire del sec. XVI° a picco sul mare. Con la costruzione del Palazzo venne realizzato l’attuale accesso al borgo di Terra Murata.



Dopo oltre trent’anni di abbandono il Palazzo D’Avalos, l’antico carcere borbonico di Procida, è stato riaperto al pubblico nel dicembre 2016.

Palazzo D’Avalos – la storia

Tutto ha inizio nel 1529, quando Carlo V d’Asburgo assegna l’isola di Procida ai d’Avalos, i quali lasciarono una forte impronta sull’assetto urbanistico dell’isola. Fu in particolare Innico d’Avalos a trasformare, tra il 1560 e il 1570, l’allora Borgo di Terra Casata in Borgo di Terra Murata. E’ proprio a lui si deve l’edificazione dell’ex carcere, inizialmente un edificio dalla doppia funzione di residenza signorile e di fortezza, a cui fu dato il nome di Castello d’Avalos.

Terra Murata Spiaggia dell Asino

Passato ai Borbone nel 1736, il Castello fu trasformato in Palazzo reale e casino di caccia da Carlo III; mentre dal 1815 divenne prima scuola militare, poi prigione e carcere di massima sicurezza dello Stato Italiano.

L’elenco degli ospiti è ricco di nomi illustri legati al regime fascista: il viceré d’Etiopia e quello di Albania, alcuni ministri del Duce e il principe Junio Valerio Borghese, indimenticabile Comandante della X Mas. Qui il regista Nanni Loy nel 1971 ambientò il film Detenuto in attesa di giudizio, con protagonista Alberto Sordi.

Nel 2013 l’intero complesso, che aveva chiuso i battenti nel 1988, è stato acquisito dal Comune di Procida che si è impegnato in un importante processo di riqualificazione per realizzarne un polo artistico-culturale di valenza internazionale che prevede anche una parte ricettiva.

La Visita

Il percorso di visita dura circa due ore – si attraversa il cortile, la caserma delle guardie, l’edificio delle celle singole, il padiglione delle guardie, l’edificio dei veterani, la medicheria, e i saloni, dove è ancora visibile l’importante architettura e i soffitti rinascimentali.

Nelle stanze dell’ex carcere il tempo sembra essersi fermato. Non è difficile imbattersi in scarpe e vestiti impolverati, appartenuti ai detenuti, o in matasse di canapa e vecchie macchine per cucire arrugginite che narrano la storia di un luogo tanto affascinante quanto spaventoso.

Suggestive sono le doppie grate in ferro alle finestre che, per tre volte durante la notte, a mezzanotte, alle tre e alle sei, le guardie battevano con un bastone per controllare il rumore, sordo nell’eventualità le inferriate fossero state segate. Questo rumore è diventato negli anni uno scandire del tempo anche per i cittadini.

Informazioni utili

Indirizzo: Via Salita Castello;

Giorni di apertura: sempre aperto tranne il lunedì, ma solo da ottobre a marzo;
Orari: Da maggio a settembre: 9.30 e 11.30 – 15.00 e 17.00; Da ottobre ad aprile: 9.30 e 11.30 e 14.00; Prenotazione entro le ore 12.00 del giorno prima sul sito del comune di Procida.
Prezzo: intero 10 euro; ridotto 5 euro.