Sono tante le cose da vedere sull’isola di Procida ma c’è ne uno in particolare che trasmette una particolare suggestione, parliamo del borgo fortificato di Terra Muratagià Palazzo D’Avalos, che dà il benvenuto a tutti coloro che arrivano in traghetto.

Terra Murata è una cittadella a picco sul mare raggiungibile solo attraverso un’irta salita, percorrendo la quale, è possibile ammirare il suggestivo borgo marinaro di Marina Corricella e un panorama indimenticabile che abbraccia tutto il Golfo di Napoli con le isole di Ischia e Capri.



Questo borgo fermo nel tempo prende il nome dalle mura costruite nel Medioevo per proteggere la popolazione dagli attacchi via mare, ancora oggi vi si accede tramite i varchi originari ed è un dedalo di viuzze e case addossate l’une alle altre, con pochissime aperture verso l’esterno  e soprattuto edifici e chiese di notevole valore storico-architettonico.

Terra Murata Corricella Procida

La caratteristica conformazione del borgo di Terra Murata è visibile anche dal mare nel tratto che segue il porto di Marina Grande dove si apre dapprima una piccola spiaggetta e una misteriosa grotta nota come Grotta del Bue Marino che una leggenda di pescatori vuole abitata da una strana creatura marina.

A Terra Murata è possibile visitare: Abbazia di San Michele Arcangelo, Borgo Antico di Terra Murata, Belvedere di Via Borgo, Casa Tipica procidana, Castello “D’Avalos” (solo dall’esterno), Piazza delle Armi, Complesso Carcerario (solo dall’esterno), Porta di “Mezz’Omo” e di “Ferro”, Via del Mulino, Belvedere dei Due Cannoni, Convento di Santa Margherita (solo dall’esterno).

Il percorso di visita dura circa due ore, si attraversa il cortile, la caserma delle guardie, l’edificio delle celle singole, il padiglione delle guardie, l’edificio dei veterani, la medicheria e i saloni, dove è ancora visibile l’importante architettura e i soffitti rinascimentali.

Terra Murata Spiaggia dell Asino

Suggestive sono le doppie grate in ferro alle finestre che, per tre volte durante la notte, a mezzanotte, alle tre e alle sei, le guardie battevano con un bastone per controllare il rumore, sordo nell’eventualità le inferriate fossero state segate. Questo rumore è diventato negli anni uno scandire del tempo anche per i cittadini.

La storia – Tutto ha inizio nel 1529, quando Carlo V d’Asburgo assegnò Procida ai d’Avalos, i quali lasciarono una forte impronta sull’assetto urbanistico dell’isola. Fu in particolare Innico d’Avalos a trasformare, tra il 1560 e il 1570, l’allora Borgo di Terra Casata in Borgo di Terra Murata; e proprio a lui si deve l’edificazione dell’ex carcere, inizialmente un edificio dalla doppia funzione di residenza signorile e di fortezza, a cui fu dato il nome di Castello d’Avalos.

Terra Murata Monastero di Santa Margherita

Passato ai Borbone nel 1736, il Castello d’Avalos fu trasformato in Palazzo reale e casino di caccia da Carlo III, mentre dal 1815, divenne prima scuola militare, poi prigione e carcere di massima sicurezza dello Stato Italiano. L’elenco degli ospiti è ricco di nomi illustri legati al regime fascista: il viceré d’Etiopia e quello di Albania, alcuni ministri del Duce e il principe Junio Valerio Borghese, indimenticabile Comandante della X Mas. Qui il regista Nanni Loy nel 1971 ambientò il film “Detenuto in attesa di giudizio”, con protagonista Alberto Sordi.

Nel 2013 l’intero complesso, che aveva chiuso i battenti nel 1988, è stato acquisito dal Comune di Procida che si è impegnato in un importante processo di riqualificazione per realizzarne un polo artistico-culturale di valenza internazionale che prevede anche una parte ricettiva.

Terra Murata, Procida

Indirizzo: Via Terra Murata, 33
Giorni di apertura: Sempre (chiuso il lunedì da ottobre a marzo),
Orari di Visita: Maggio/settembre: 9.30 e 11.30 – 15.00 e 17.00 – Ottobre/aprile: 9.30 e 11.30 e 14.00
Prenotazione entro le ore 12.00 del giorno prima sul sito del comune di Procida
Prezzo intero: 10 euro