Nisida, l’isola ai piedi della la collina di Posillipo, ospita un Parco Letterario e Naturale. Un progetto che ha innovato la didattica dell’istituto penitenziario minorile.

Questo scoglio, malgrado sia ora legato alla terra ferma da una strada, fa parte dell’arcipelago delle isole Flegree e fin dai tempi antichi è fonte di ispirazione per poeti, scrittori e musicisti.



Il Parco Letterario è stato immaginato e realizzato come un viaggio per godere delle ricchezze naturali di Nisida attraverso suggestivi percorsi.

I sentieri, dedicati ad Omero e ad altri celebri scrittori, percorrono l’isola dal Centro Europeo di Studi di Nisida fino ad arrivare a Porto Paone, la profonda insenatura circolare all’interno dell’isolotto.

Il parco Letterario di Nisida è periodicamente aperto al pubblico grazie alle visite guidate organizzate da una serie di associazioni.

L'Isola di Nisida, Napoli

Il progetto, che ha visto l’impegno personale dei ragazzi ospiti dell’istituto minorile, è nato grazie all’impegno della direzione dell’istituto e in particolare della professoressa Maria Franco. Leggi Nisida, la più piccola delle isole del golfo di Napoli.

Nisida, l’isola di Polifemo

Secondo lo studioso francese Victor Bérard, Nisida (dal greco “nesis” = piccola isola) è uno dei luoghi visitati da Ulisse, l’eroe dell’Odissea, opera di Omero.

Pare che Levante e Ponente, i due scogli sotto Cala Trentaremi, siano i massi scagliati dal ciclope Polifemo contro i Greci in fuga dalla vicina isola di Nisida.

L’isola ha ispirato anche molti altri grandi artisti, nel corso dei secoli.

Viene ad esempio citata in un racconto di Miguel Cervantes, l’autore del Don Chisciotte; mentre il famoso cantautore Edoardo Bennato le ha dedicato una canzone intitolata proprio Nisida.

Nisida Porto Paone

Nel periodo classico l’isola fu meta preferita da molti benestanti romani che vi costruirono ville lussuose; anche Giovanna II d’Angiò, nel XV secolo, la scelse come residenza.

I Borboni l’acquistarono per farne una riserva di caccia, mentre Gioacchino Murat ne fece un penitenziario ancora oggi attivo.