Proprio di fronte alla collina di Posillipo, a Napoli, si erge maestosa Nisida, l’isola che non c’è. Questa piccola isola, incastonata nell’area dei Campi Flegrei, è legata alla terraferma da una lunga gittata di cemento che l’ha definitivamente ancorata alla base di Posillipo, nelle vicinanze di Città della Scienza.

Un tempo sede dell’Accademia Aeronautica, oggi a Pozzuoli, l’isola è divisa tra un presidio militare e un carcere minorile aperto nel 1934, ma fin dai tempi antichi ha ispirato scrittori e poeti da Omero, Cicerone per arrivare a Cervantes, Dumas, Matilde Serao, fino a Yves Bonnefoy che ai ragazzi del carcere ha regalato una preziosa poesia. Fondamentale è stato anche l’impegno del grande Eduardo De Filippo nei confronti dei ragazzi disagiati del carcere ospitato dall’isola, durante la sua attività di Senatore a vita. Con la cosiddetta Legge Eduardo infatti, il drammaturgo volle sostenere i ragazzi a rischio.

Nisida, l'isola che non c'è

Il fatto che ancora oggi l’isola resti inaccessibile, se non in occasioni eccezionali e molto rare, ha consentito di preservare quasi intatte tutte le sue risorse naturali, soprattutto nel versante che dà verso il mare, occupato da un’insenatura chiamata Porto Paone (o Pavone) per la sua forma somigliante alla coda di questo uccello. Sull’isola, servita da un porticciolo, vi sono vari manufatti costruiti in varie riprese fin dal periodo romano. L’isola non è visitabile ma una bellissima vista di essa si gode dal parco Virgiliano a Posillipo.

C’è una vecchia leggenda legata a questo pezzo di roccia eroso dalle onde, che merita di essere riportata. Si narra che Nisida, una splendida fanciulla, fosse corteggiata da Posillipo, il quale, figlio di una divinità, era già stato promesso in sposo. Entrambi furono colpiti dalle ire divine e trasformati in scogli, lui per aver disubbidito alle soprannaturali volontà, lei per aver respinto l’amore di un figlio degli dèi.
L'Isola di Nisida, Napoli

La storia classica vuole, invece, che sull’ isola ci fossero le ville di Lucio Licinio Lucullo, celebre per gli sfarzi delle feste e dei banchetti, e quella di Marco Giunio Bruto che proprio a Nisida avrebbe ordito insieme a Cassio la congiura per assassinare Giulio Cesare. Tra i proprietari dell’isola viene ricordato Giovanni Piccolomini, poi Duca d’Amalfi, che fece costruire un castello, sistemò la vegetazione e fece di Nisida un luogo di richiamo per nobili ed artisti.

Oggi Nisida è diventata, al pari di altre isole italiane, un luogo di reclusione: prima lazzaretto, poi ergastolo borbonico, trasformato nell’Ottocento in bagno penale e poi, negli anni Trenta, in casa di rieducazione…

Isola di Nisida Napoli

Indirizzo: via Nisida, 59 Napoli
Come arrivare: Metropolitana Linea 2, stazione Cavalleggeri Aosta, poi autobus C1 fermata Coroglio – Città della Scienza