Proprio di fronte alla collina di Posillipo, a Napoli, si erge maestosa Nisida, l’isola che non c’è. Pare una barca tra gli scogli di Posillipo e gli acciai di Bagnoli.

“Nisida è un’isola, ma nessuno lo sa” queste le parole di Edoardo Bennato nella sua canzone.

Questa piccola isola, incastonata nell’area dei Campi Flegrei, è legata alla terraferma da una lunga gittata di cemento che l’ha definitivamente ancorata alla base di Posillipo, nelle vicinanze di Città della Scienza.



Nisida, tra storia e leggenda

Nisis, in greco, vuol dire “piccola isola”.L’isola, un tempo sede dell’Accademia Aeronautica, è divisa tra un presidio militare e un carcere minorile aperto nel 1934.

Fin dai tempi antichi l’isola ha ispirato scrittori e poeti. Si narra che lo spazio di mare tra Nisida e Capri, era il luogo in cui vivevano le sirene che tentarono Ulisse. La storia classica, Lucio Licinio Lucullo costruì sull’isola una villa divenuta famosa per le feste e le cene che vi si celebravano.

Nisida, l'isola che non c'è

La storia classica vuole che in epoca romana Lucio Licinio Lucullo, costruì sull’isola una villa divenuta famosa per le feste e le cene che vi si celebravano. Pare che proprio qui Marco Giunio Bruto avrebbe ordito insieme a Cassio la congiura per assassinare Giulio Cesare.

Tra i proprietari dell’isola viene ricordato Giovanni Piccolomini, poi Duca d’Amalfi, che fece costruire un castello, facendo di Nisida un luogo di richiamo per nobili ed artisti.

Oggi Nisida è diventata, al pari di altre isole italiane, un luogo di reclusione. E’ stato prima lazzaretto, poi ergastolo borbonico, nell’Ottocento è trasformato in bagno penale e poi, negli anni Trenta, in casa di rieducazione per minori.

Il Carcere minorile

Sulla piccola isola di Nisida ha sede l’Istituto Penale dei Minori, che oggi accoglie circa 60 ragazzi/ragazze di età compresa tra i 14 ed i 21 anni, tutti sottoposti a provvedimenti di natura penale ed amministrativa.

Le varie attività svolte dell’Istituto Penitenziario sono finalizzate alla rieducazione e all’inserimento dei ragazzi nella società civile, una volta concluso il periodo di detenzione. I ragazzi vengono coinvolti in varie attività di formazione professionale. Sono attivi laboratori di ceramica, arte presepiale, animazione teatrale, florovivaistica, edilizia, sartoria.

Anche il grande Eduardo De Filippo durante la sua attività di Senatore a vita volle sostenere i ragazzi del carcere ospitato sull’isola. La Legge Eduardo, purtroppo, non è più stata finanziata dal 2006 la legge per mancanza di fondi.

Cosa Vedere

Il fatto che ancora oggi l’isola resti inaccessibile, ha consentito di preservare quasi intatte tutte le sue risorse naturali. Il parco intorno all’istituto di pena, però, è periodicamente aperto al pubblico grazie alle visite guidate organizzate da una serie di associazioni.

Le visite sono un viaggio nella storia e nei tesori della natura. Tappa dopo tappa si scoprono vari manufatti costruiti in varie riprese fin dal periodo romano, i resti del castello di Giovanni Piccolomini, poi Duca d’Amalfi, fino allo splendore di porto Paone, l’insenatura che dà verso il mare. Un nome originale per la sua forma somigliante alla coda di questo uccello. Sull’isola, servita da un porticciolo,

L'Isola di Nisida, Napoli

La scoperta di Nisida è anche l’incontro con tutti quelli che l’hanno cantata: da Omero (Nisida sarebbe l’isola di Polifemo)  a Stazio, Plinio, Cicerone, Seneca, per arrivare a Cervantes, Dumas, Matilde Serao, fino a Yes Bonnefoy che ai ragazzi del carcere ha regalato una preziosa poesia. Senza dimenticare Eduardo che con l’istituto coltivò un legame profondo.

Dal parco Virgiliano a Posillipo si gode di una stupenda visita su Nisida, l’isola che non c’è.

La leggenda dell’amore impossibile fra Posillipo e Nisida

C’è una vecchia leggenda legata a questo pezzo di roccia eroso dalle onde, che merita di essere riportata.

Si racconta che un tempo un giovane bello e gentile di nome Posillipo si innamorò di Nisida, una fanciulla di campagna. Dopo anni vissuti sperando invano che lei ricambiasse il suo amore, Posillipo decise di porre fine al suo dolore gettandosi in mare.

Gli Dei vollero che il bel Posillipo si trasformasse nello splendido promontorio bagnato dalle acque del Golfo di Napoli. Anche la fanciulla ebbe un destino simile. Nisida venne trasformata nel piccolo isolotto che sorge dirimpetto al promontorio di Posillipo. Il braccio di mare che separa i due è l’emblema di quell’amore che non ha mai avuto modo di esistere.

Informazioni utili

Indirizzo: via Nisida, 59 Napoli
Come arrivare: Metropolitana Linea 2, stazione Cavalleggeri Aosta, poi autobus C1 fermata Coroglio – Città della Scienza