La storia di Napoli passa anche dalla sue piazze, una di queste è la piazzetta del Grande Archivio. Uno slargo che si apre sull’omonima via che da Corso Umberto sale verso via San Biagio dei Librai (Spaccanapoli).

La piazzetta, come la vediamo oggi, è il risultato di un lungo e travagliato processo di riqualificazione dell’area realizzato dalla Società per il Risanamento di Napoli tra fine ottocento e inizio novecento.



Al centro della piazza troviamo la barocca Fontana della Sellaria; tra gli edifici che la circondano c’è l’Archivio di Stato e la chiesetta di Santa Maria a Mare.

Fontana della Sellaria

La fontana barocca viene ricomposta in questa piazzetta nel 1903; in origine era collocata nella piazza della Sellaria (piazza del Pendino), oggi scomparsa a seguito dei lavori di Risanamento.

Il monumento storico vene costruito fra il 1649 ed il 1652 per commemorare la fine della Repubblica Napoletana (quella guidata da Masaniello) per mano del vicerè Iñigo Vélez de Guevara. Le spese vennero pagate dai proprietari delle case del rione della Sellaria.

Alla sua costruzione hanno collaborato l’architetto Onofrio Antonio Gisolfi, il marmoraro Onofrio Calvano, il fabbro Salvatore Daniele e lo scappellino Domenico Pacifico.

Piazetta Grande Archivio - Fontana della Sellaria Piazza Grande Archivio PH@benedetto_Bartolomeo

La struttura della fintana è in piperno, mattoni e marmo bianco di Carrara. La grande vasca è “incastrata” tra due piedritti che sostengono l’arco a tutto sesto; su entrambi i lati ci sono due vaschette sormontate da mascheroni con fontanine.

Sul lato principale c’è lo stemma di Filippo IV di Spagna con il motto Malo mori quam foedari (preferisco la morte al disonore); ai lati quelli del vicere e della città.

Prima dello spostamento la fontana della Sellaria presentava quattro ulteriori vaschette che raccoglievano l’acqua; purtroppo sono andate perdute.

Chiesa di Stella Maris

Non lasciatevi ingannare dallo stile neogotico; la piccola chiesa che si affaccia sulla piazza (angolo con via Lucrezia d’Alagno), viene costruita per volere della Reale Arciconfraternita dei Caciolii solo all’inizio del XX secolo.

L’edificio di culto di piazzetta Archivio Grande sostituisce la chiesa di Santa Maria Stella Maris situata in Vico stretto Porto, demolita a causa dei lavori per il Risanamento di Napoli.

L’esterno della Chiesa è caratterizzato da un campanile a punta di diamante e archi a sesto acuto sia in facciata che nelle pareti laterali. Purtroppo l’interno ha perso (quasi) tuti gli elementi decoratici salvo l’altare maggiore che proviene dalla primitiva chiesa. L’associazione I Sedili di Napoli si stà dedicando al risanamento e restauro della struttura.

Archivio di Stato

L’antico monastero benedettino, addossato alla bellissima chiesa dei Ss. Severino e Sossio, da oltre 150 anni ospita l’Archivio di Stato.

Un’istituzione creata con regio decreto di Gioacchino Murat del 1808; qui è concentrata tutta la documentazione prodotta in secoli di storia.

Chiostro Archivio di Stato Napoli

Il complesso viene fondato nell’843, quando i benedettini decisero di abbandonare il vecchio monastero situato sulla collina di Pizzofalcone. L’edificio, con i suoi quattro piani, è un punto di riferimento per la ricerca nel settore della storia medievale, moderna e contemporanea d’Italia e d’Europa.

L’archivio dispone di un patrimonio inestimabile valore distribuiti tra l’imponente Atrio dei marmi, l’Atrio del platano e la Sala del Capitolo.