San Vincenzo Ferrer, detto affettuosamente O’Munacone, vigila sul Rione Sanità di Napoli. Pochi sanno che il predicatore domenicano è uno dei cinquantadue santi che proteggono Napoli da ogni sciagura. Foto Instagram – Jsph86



La seicentesca Basilica di Santa Maria della Sanità custodisce una scultura in legno di San Vincenzo Ferrer; è raffigurato con le ali di arcangelo, mentre stringe tra le mani un giglio, una tromba e il libro dell’apocalisse. La chiesa, una perla barocca edificata tra il 1602 ed il 1610, si trova al di sopra delle catacombe di San Gaudioso.

Il predicatore domenicano di origine spagnola (Valencia, 23 gennaio 1350 – Vannes, 5 aprile 1419) è stato canonizzato nel 1455 e proclamato santo nel 1458 da papa Callisto III.

Anche la Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel Duomo di Napoli, custodisce un busto in argento di San Vincenzo Ferrer, è un ex voto da parte della città.

San Vincenzo e il miracolo di Napoli

La storia ci narra che nel 1836 gli abitanti del quartiere Sanità chiesero l’intercessione di San Vincenzo Ferrer per la salvezza dall’epidemia di colera; uno dei tanti momenti difficili che il popolo ha dovuto affrontare.

La grazia fu accordata e l’epidemia cessò dopo che la statua del santo ebbe percorso tutte le strade del rione sanità “Evviva San Vincenzo! Evviva ‘o Munacone!”, urlava la gente nei quartieri.

Da allora il Santo Napoli viene celebrato nel rione Sanità due volte all’anno: il 5 aprile giorno della sua morte e il primo martedì di luglio per ricordare il primo miracolo compiuto dal santo nella città partenopea.

Processione San Vincenzo Ferrer Napoli Foto Facebook – Catacombe di Napoli

Nella prima data i festeggiamenti cominciano con una funzione religiosa nella Basilica di Santa Maria della Sanità per poi passare al rito “trase e jesce”. Una processione molto particolare durante la quale i portatori si fermano sull’uscio della chiesa e poi tornano indietro di tre passi, quasi saltellando, e così per tre volte.

Anche per la seconda data la statua è portata in processione lungo le strade del quartiere mentre la Piazza antistante la chiesa è addobbata con luminarie e bancarelle. Per l’occasione i bambini sono vestiti da fraticelli domenicani e le bambine da contadinelle; terminata questa ritualità seguono festeggiamenti canori e pirotecnici.