La Chiesa di Santa Maria Maggiore detta della Pietrasanta, fondata nel VI° secolo dal Vescovo Pomponio, è stata la prima struttura di Napoli ad essere dedicata alla Madonna e venne chiamata Pietrasanta perché all’interno veniva custodita una pietra con sopra incisa una croce, che baciandola procurava sollievo e perdono dai peccati.

La chiesa è situata in via dei Tribunali, centro storico di Napoli lì dove un tempo sorgeva in epoca Romana un maestoso tempio romano dedicato alla dea Diana: divinità femminile, che concedeva alle sue devote parti poco dolorosi.

Una leggenda narra che prima che sorgesse l’attuale chiesa, nel tempio di Diana e nelle strade vicine, si aggirasse un diavolo travestito da maiale che terrorizzava i passanti con il suo spaventoso grugnito. Il Vescovo Pomponio pregò la Vergine, che gli apparve in sogno, chiedendogli di effettuare alcuni semplici passaggi: andare nel luogo infestato dal demonio, cercare un panno di colore celeste, scavare una buca fino a quando non avesse trovato una pietra di marmo… proprio in quel punto avrebbe dovuto erigere una chiesa, soltanto seguendo questo rito purificatore, si sarebbero liberati del diavolo-maiale. Eseguiti gli ordini Pomponio fece edificare le fondamenta dell’attuale chiesa, con annesso il monumentale campanile.

Chiesa di Pietrasanta, Napoli

Nel 1653 la Chiesa, ormai in rovina, fu abbattuta e, con il sostegno economico dei fedeli, fu intrapresa la costruzione della nuova Basilica il cui progetto fu affidato a Cosimo Fanzago. La nuova chiesa, a croce greca, non conservò l’antico impianto, infatti l’ingresso fu collocato dove prima sorgeva l’abside e accanto alla cappella del SS. Salvatore fu realizzato un maestoso frontespizio. La porta piccola rimase nello stesso posto, vicino alla Sagrestia allestita con banchi preziosi, presumibilmente, appartenuti all’antica Basilica.

Ulteriori modifiche furono apportate nel XIX secolo durante il quale il santuario fu anche utilizzato come caserma dei pompieri. Dopo i danni prodotti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il complesso non fu più utilizzato fino al 1975, anno durante il quale iniziarono i lavori di restauro necessari a risanare l’interno complesso.

All’interno dell’edificio, spoglio di altari e dipinti, vi sono un pavimento maiolicato di Giuseppe Massa, databile metà Settecento, e statue in stucco raffiguranti san Simone e David di Matteo Bottigliero. I resti del tempio di Diana sono ancora visibili all’interno e all’esterno della cripta della chiesa.

Usciti dalla chiesa, è possibile ammirare il campanile della Pietrasanta, risalente al  X-XI secolo. Si tratta di una delle più antiche torri campanarie d’Italia e conserva numerosi elementi architettonici e iscrizioni di epoca romana, in marmo, rilavorati e riutilizzati come blocchi da costruzione, in particolare alla base della struttura. Sul lato della base che affaccia sul Decumano Maggiore è possibile notare un blocco di marmo intarsiato e un’ara, entrambi di epoca romana.

Dal 2011 Pietrasanta è stata affidata, in comodato d’uso, all’Associazione Pietrasanta Polo Culturale, che ha preso in carico l’onere della valorizzazione dell’intero complesso.

Basilica di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta

Indirizzo: piazzetta Pietrasanta 17-18, Napoli
Sito web: www.polopietrasanta.it