Ultima Modifica il 31 Dicembre 2020

Il gioco simbolo del Natale è sicuramente la Tombola napoletana, un gioco da tavolo nato nella città partenopea come alternativa al gioco del lotto.

La tradizione vuole che a Natale, ma anche il 1° gennaio e il giorno dell’Epifania, dopo pranzi e cene, le famiglie e gli amici si ritrovino per giocare a tombola.



La variante partenopea ricorre frequentemente alla Smorfia napoletana, l’antica arte della interpretazione dei propri sogni così da tradurli in numeri da giocare al lotto.

La Tombola Napoletana, un pò di storia

Tutto ha inizio con il Gioco del Lotto, una pratica in uso a Genova nel XVI secolo. Correva l’anno 1576 quando il patrizio genovese Benedetto Gentile ebbe l’idea di associare un numero ai nomi dei candidati alla carica di Membri del serenissimo Collegio della Repubblica.

E’ solo nel 1682 che il gioco del lotto (la bonafficiata) si diffonde nella città partenopea, diventando parte della tradizione e della cultura popolare. I napoletani iniziarono a scommettere su qualunque cosa: sul sesso dei nascituri, sulla morte dei papi, sulle guerre e tanto altro ancora; la città di Napoli diventa cosi la capitale del banco lotto.

Con l’arrivo di re Carlo di Borbone sul trono del Rego delle Due Sicilie (1734) il gioco del lotto viene ufficializzato così da poterlo tenere sotto controllo e dirottarne i profitti verso le casse dello stato borbonico.

La Tombola Napoletana

Ne nacque una controversia tra il re e il frate domenicano Gregorio Maria Rocco, che la riteneva un gioco amorale ed ingannevole che induceva i cittadini a praticare il gioco d’azzardo a scapito delle attività religiose e di preghiera.

Alla fine il re l’ebbe vinta, il Lotto sarebbe rimasto legale, ma a condizione che venisse sospeso durante le festività natalizie, perché il popolo non doveva distrarsi dalle preghiere.

Il popolo partenopeo, che non volle rinunciare a giocare, si inventò la Tombola napoletana, una versione casalinga del Lotto. I 90 numeri furono messi in un cesto di vimini, detto panariello, e disegnati i numeri sulle cartelle.

Curiosità – La Smorfia è anche il nome del gruppo, o meglio del trio di cabarettisti formato da Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro.

Come si gioca?

Obbiettivo del gioco consiste nel fare tombola, cioè coprire i 15 numeri presenti su una cartella. Prima però si premiano l’ambo, il terno, la quaterna e la cinquina (copertura di due, tre, quattro, cinque numeri sulla stessa riga).

Nella versione tradizionale le schede sono semplici cartoncini stampati e i numeri vengono coperti con fagioli, ceci, lenticchie o altro materiale disponibile dopo i cenoni natalizi come i gusci di frutta secca.

I Numeri della Tombola Napoletana

Nella tombola napoletana i numeri hanno un significato; in realtà ogni numero ha differenti significati in base al sogno che si vuole interpretare.

1 l’Italia, 48 il morto che parla, 30 le palle del tenente, 33 gli anni di Cristo, 37 il monaco e 90 la paura; questi sono solo alcuni dei novanta numeri che compongono la Smorfia napoletana.

Oltre alla tradizionale Tombola Napoletana c’è anche la Tombola Vajassa, solitamente giocata nei quartieri popolari di Napoli. Si tratta di una versione scostumatissima, con battute sboccate ed allusioni sessuali. Il femminiello, ritenuto portatore di buona ‘ciorta (fortuna) tira i numeri urlandoli.