Il Conservatorio di San Pietro a Majella, nel centro storico di Napoli e a pochi passi da Piazza Bellini e Piazza Miraglia, ospita tra le sue mura una delle più prestigiose scuole di musica in Italia.

Il Conservatorio di San Pietro a Majella nasce nella sede dell’antico convento dei Celestini nel 1826 e dalla fusione di quattro conservatori, quelli di Santa Maria di Loretto (fondato nel 1537), della Pietà dei Turchini (fondato nel 1583) di Sant’Onofrio a Capuana (fondato nel 1578) e dei Poveri di Gesù Cristo, tutti fondati per istruire giovani orfani, inizialmente riuniti nell’antico Real Collegio della Musica in San Sebastiano.

Il conservatorio ancor oggi continua ad essere un luogo di accoglienza e aggregazione per persone che hanno una grande passione in comune: la musica.

La visita turistica al Conservatorio di San Pietro a Majella è un emozionante tuffo nel passato, attraverso autografi, carte di archivio, dipinti, cimeli, busti, strumenti musicali si ripercorrere la storia della musica e dell’arte non solo napoletana, ma anche di quelle corti europee che tanto amarono i nostri insigni musicisti.

Molti e illustri sono i nomi legati al Conservatorio, qui nacquero musicisti del calibro di Domenico Cimarosa, Vincenzo Bellini, Alessandro Scarlatti, Giovan Battista Pergolesi, Saverio Mercadante, tra i più recenti il pianista Aldo Ciccolini, il violinista Salvatore Accardo e, soprattutto, Riccardo Muti.

Il portale d’ingresso è sormontato dall’iscrizione marmorea “Regio Conservatorio di Musica”, abbellito con decori raffiguranti strumenti musicali. L’interno del complesso è caratterizzato da un primo chiostro di rappresentanza, dove è collocata una statua, opera di Francesco Jerace, che rappresenta Ludwing Van Beethoven.

Ludwing Van Beethoven - Conservatorio San Pietro a Maiella

Da qui si accede alla Sala Scarlatti, la sede prestigiosa per tutti i concerti e alla Sala Muti, nella quale si può visitare una mostra interamente dedicata a Giovanni Paisiello, uno dei più importanti e influenti compositori d’opera del XVIII secolo.

Dal secondo chiostro, invece, si entra nella Sala Martucci, l’ex refettorio del convento, caratterizzata dal magnifico affresco sul soffitto di Giuseppe Aprea che raffigura l’Allegoria della Musica.

Al primo piano, invece, è collocato l’Archivio Storico, il “cuore” del conservatorio con un patrimonio documentale, che permette di ricostruire ben cinque secoli di musica a Napoli. Sempre al primo piano vi è il Museo degli strumenti musicali, tra i cimeli spicca la piccola arpa di Antonio Stradivari, un clavicembalo del 1636 di Andreas Ruckers, il pianoforte appartenuto a Domenico Cimarosa e quello appartenuto a Giovanni Paisiello.

Conservatorio San Pietro a Maiello - Museo degli strumenti musicali

Dopo mesi di restauro presso un’azienda specializzata è tornato a Napoli, il pianoforte a cristalli, realizzato nei primi anni del XIX secolo da un artigiano napoletano che lo concepì durante un’esecuzione su glassharmonica al Teatro San Carlo di Napoli. Questo sofisticato meccanismo di stampo artigianale, produce attraverso i martelletti di legno stimolati dai tasti del pianoforte, un suono speciale.

Al piano nobile, infine, troviamo la Biblioteca del Conservatorio, famosa per la raccolta di spartiti dei più famosi musicisti, ma anche di manoscritti e autografi di Verdi, Rossini, Doninzetti, Mozart, Bellini e Mercadante. La preziosa collezione si è arricchita grazie ad un decreto di Ferdinando IV di Borbone che nel 1795 in cui ordinava “agli impresari di teatri in questa capitale… che diano alla medesima Biblioteca una copia di ogni spartito di opera o commedia che daranno sulle scene del rispettivo teatro”.

Informazioni sul Conservatorio di San Pietro a Majella

  • Indirizzo: Via San Pietro a Majella, 35
  • Sito web: http://www.sanpietroamajella.it

Come arrivare: Da piazza Garibaldi Linea metro L1, stazione Dante, percorrere Via Port’Alba e Vico San Pietro a Majella (circa 4 minuti a piedi).