Villa Pignatelli, sede del museo Diego Aragona Pignatelli Cortes e del museo delle Carrozze, è uno dei rari esempi di casa-museo a Napoli.



La prestigiosa villa, caratterizzata dal maestoso colonnato neodorico, venne edificata a partire dal 1826 dall’architetto Pietro Valente per volere del baronetto inglese sir Ferdinand Richard Acton. Dopo gli Acton la struttura fu acquisita e quasi interamente riassestata dalla famiglia di banchieri tedeschi Rothschild, che vi dimorarono fino al 1867, anno della caduta dei Borbone. Furono i Pignatelli, proprietari fino al 1955, a renderla uno dei più eleganti luoghi di ritrovo mondani della Belle Epoque napoletana.

Villa Pignatelli si trova un po arretrata rispetto all’asse stradale della riviera di Chiaia evitando così di mostrarsi in maniera troppo evidente ai passanti.

L’aspetto odierno della villa si deve proprio alla principessa Rosina Pignatelli, ultima abitante della splendida dimora neoclassica della Riviera di Chiaia, che deciderà di donarla allo Stato Italiano perché fosse trasformata in un museo destinato a perpetuare il nome del marito, principe Diego Aragona Pignatelli Cortes.

Museo Pignatelli, Salotto Rosso

Museo Pignatelli, Salotto Rosso

Nelle varie sale sono conservati maioliche, argenti, bronzi, porcellane, alcune delle quali realizzate dalla famosa Real Fabbrica di Capodimonte, smalti, cristalli, sculture, dipinti, mobilia. Interessanti anche le  sculture marmoree, come i busti di papa Innocenzo XII Pignatelli e di papa Clemente XI Albani di Domenico Guidi, e quelle bronzee di Vincenzo Gemito. Tra i dipinti, si ricorda in particolare “le Storie della Vergine” di Giovanni Filippo Criscuolo.

Rosina Pignatelli donò anche l’archivio di famiglia, le collezioni d’arte e un piccolo fondo librario composto da oltre 2.000 libri e anche oltre 4.000 microsolchi di musica lirica e classica. Tutt’oggi Villa Pignatelli mantiene questa attenzione alla musica ospitando le “Settimane di musica d’insieme” e concerti nella veranda.

Lo scalone conduce al piano superiore dove è esposta la collezione d’arte del Banco di Napoli con tesori che vanno dal Cinquecento all’Ottocento. Il piano interrato, totalmente ristrutturato, ospita convegni e mostre.

La Villa, di poco arretrata rispetto all’asse stradale, si trova all’interno dell’omonimo parco disegnato da Guglielmo Bechi sul modello del giardino all’inglese, con i suoi viali alberati e una grande fontana ad ornamento. È possibile fare passeggiate immerse nella natura e nelle numerose specie di piante e fiori presenti, consigliato per chi voglia allontanarsi dal traffico e dal trambusto della città per trovare un po’ di pace. Il suggestivo scenario del parco è completato da una torretta neogotica, uno chalet svizzero e una serra, edificati alla fine dell’Ottocento. E’ possibile anche entrare solo nel parco, senza necessariamente visitare il museo.

Villa Pignatelli, Museo delle carrozze

Villa Pignatelli, Museo delle carrozze

Dal 1975 al piano terra della palazzina Rothschild c’è il Museo delle Carrozze, intitolato al generoso donatore Marchese Mario D’ Alessandro di Civitanovacon esemplari di carrozze e calessi di svariate manifatture della fine dell’Ottocento Oltre ai diversi tipi di vetture come Ragno, Mail Coach, Dog Kart, Poney-Chaise e Coupè, si custodiscono in questo museo anche accessori di ogni sorta, dai frustini ai finimenti. Da qualche anno sono presenti anche delle postazioni multimediali con schermate di approfondimento che spiegano la storia dei vari modelli esposti.

Oltre alle visite guidate e alle passeggiate nel giardino, Villa Pignatelli è anche luogo di eventi di una certa importanza. Ospita, infatti, mostre fotografiche e nel periodo estivo concerti di musica classica e orchestrale.

Villa Pignatelli informazioni

Dove: Riviera di Chiaia 200 – Napoli, di fronte alla Villa comunale e a pochi metri dal lungomare di Napoli.
Come Arrivare: Fermata della Metro Linea 2 più vicina, Piazza Amedeo.
Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 14Chiuso martedì.
Costo del biglietto: 2 €. La biglietteria chiude un’ora prima