Il cenone della Vigilia di Natale non è una cena come tutte le altre perché bisogna mangiare con moderazione per onorare l’attesa della nascita di Gesu. Scopriamo la cena tradizionale del 24 dicembre a Napoli.

Manca davvero poco al Natale e i napoletani vanno su e giù per la città alla ricerca di tutto quello che serve per imbandire la tavola della vigilia di Natale. Perché la cena della vigilia è quello più importante delle Feste e deve essere preparato con cura.



Nella notte della vigilia, tra il 23 e il 24 dicembre, il mercato di Porta Nolana e il mercato della Pignasecca diventano una tappa imprescindibile per chi vuole comprare il pesce per la cena della Vigilia.

Vigilia di Natale, i piatti della tradizione

Come da tradizione la cena della vigilia di Natale a Napoli – un pasto che dura ore e ore – è una sequenza di portate a base di pesce e verdure che si ripete rigorosamente da anni.

In attesa del secondo round, ovvero il pranzo di Natale del giorno successivo, le danze si aprono con gli antipasti; un’insalata di polpo e la pizza di scarole, una torta rustica che viene farcita con alici, olive nere e capperi.

Spaghetti alle Vongole Veraci

La cena entra nel vivo con il primo piatto della Vigilia di Natale; per tradizione il 24 dicembre si preparano gli Spaghetti (o vermicelli) con le vongole; qualcuno li preferisce in bianco, qualcuno “macchiati”, con i pomodorini, rigorosamente del pinnolo del Vesuvio. Ricetta napoletana degli spaghetti con vongole.

Anche per i secondi si continua con le pietanze a base; c’è solo l’imbarazzo della scelta: spigola all’acqua pazza o al forno, orata in cartoccio o una frittura di gamberi e calamari fatta al momento. Sulla tavola della vigilia non può mancare il Baccalà ccompagnato da pezzi di Capitone fritto o in umido. 

A seguire fanno il loro ingresso gli immancabili contorni. I broccoli di Natale e l’insalata di rinforzo con cavolo bollito, acciughe, olive e papaccelle (un particolare tipo di peperone dolce).

Gli Struffoli di Natale

Prima di affrontare i dolci tipici napoletani, c’è o’ spass (la frutta secca) con un assortimenti di nocciole, pistacchi, noci, mandorle e datteri.

Il modo migliore per finire questo pasto luculliano arrivano sulla tavola rococò, mostaccioli, divinamore, sesamielli. i roccocò, deliziose ciambelline croccanti. Sulla tavola della  vigilia non possono mancare gli struffoli, deliziose palline di pasta fritta ricoperte di miele. Ricetta tradizionale degli struffoli.

Questa cena all’insegna dell’abbondanza e dell’ospitalità campana si conclude con un giro di digestivi e la divisione degli avanzi, che viaggeranno di casa in casa almeno fino a Santo Stefano.