Lungo Spaccanapoli si erge San Domenico Maggiore una delle chiese monumentali più belle di Napoli. La Chiesa con l’annesso convento si trova nel centro antico di Napoli e costituisce uno dei più grandi e importanti complessi religiosi della città, sia sotto il profilo storico, che artistico, che culturale.



L’appoggio degli Angioini e delle varie dinastie di Napoli, permise ai Domenicani di realizzare, con un continuo programma di rifacimenti, uno dei complessi monastici più vasti e più ricchi della città, sede della prima università napoletana.

I sovrani aragonesi elevarono la chiesa di San Domenico a pantheon dinastico: qui infatti è tuttora è possibile ammirarne le sepolture, le cosiddette Arche aragonesi.

San Domenico Maggiore Napoli Esterno

La costruzione della chiesa fu voluta da re Carlo II per un voto fatto alla Maddalena durante la prigionia patita nel periodo dei vespri siciliani. La prima pietra fu posta il 6 gennaio del 1283 e i lavori si protrassero sino al 1324. La consacrazione della chiesa avvenne nel 1255 per volere di papa Alessandro IV, come attestato da una lapide posta alla destra dell’ingresso principale.

Gli ingressi per addentrarsi nella chiesa di San Domenico Maggiore sono tre. Quello principale si trova lungo Vico San Domenico, sul lato destro della struttura. È consigliabile scegliere questa opzione se non si vuole perdere l’effetto del maestoso ingresso della chiesa.

Altri due ingressi sono presenti nell’omonima piazza, di fronte all’obelisco di San Domenico: la prima, sotto un balcone quattrocentesco, è chiusa al pubblico, mentre la seconda conduce, tramite un enorme scalinata, al transetto laterale della chiesa.

La chiesa

San Domenico Maggiore Napoli Interno

La struttura, rappresenta oggi un perfetto esempio di stile barocco napoletano e insieme all’adiacente convento, uno dei luoghi simbolo della tradizione architettonica e storica della città.

L’interno si presenta con una pianta a croce con tre navate presente in altre chiese angioine a Napoli, la spazialità originaria risulta sconvolta dal restauro ottocentesco di Federico Travaglini (1850-53) il quale qui propose un gusto neogotico molto diffuso in quegli anni in Europa. Alla trasformazione delle coperture seguì un rivestimento delle pareti ed una doratura degli archi e dei capitelli, ottenendo un cromatismo lontano da ogni suggestione gotica.

La cappella Brancaccio merita particolare attenzione – affrescata da Pietro Cavallini (1309) dà l’idea di come si presentava la chiesa nel Trecento. Nella cappella del crocifisso, secondo la tradizione, Cristo parlò a S.Tommaso d’Aquino. Nella sagrestia, sono disposti 45 feretri contenenti le spoglie dei Re Aragonesi e di personaggi come Don Ferrante d’Avalos, marito di Vittoria Colonna, che vinse e catturò a Pavia Francesco I di Valois.

La chiesa custodiva, fino a qualche anno fa, la celebre Flagellazione del Caravaggio, oggi al museo di Capodimonte, mentre è ancora visibile la copia che del celebre quadro realizzò Andrea Vaccaro.

Il Convento

Il Convento, che forma con la chiesa un complesso di grandiose proporzioni, è stato restaurato nel 2012 sullo stile originario degli inizi del 1200. Al convento vi si accede dall’ingresso di Vico San Domenico e si sviluppa su tre piani. Imperdibili la sala del refettorio, la Sala del Capitolo, la Sala della Biblioteca, le celle dei padri domenicani e quella più famosa di San Tommaso d’Aquino.

L’ordine dei Frati Predicatori di San Domenico Maggiore ha recentemente riorganizzato la sua offerta culturale creando un nuovo museo a Napoli, leggi il nosto post DOMA, il Museo dell’Opera San Domenico Maggiore .

Visitare la Chiesa di San Domenico Maggiore

Indirizzo: Piazza San Domenico Maggiore, 8 – 80134, Napoli
Orari di apertura: Mar-Gio e Dom: 9:30-12. Ven-Sab: 9:30-12 / 16:30-19. Lunedì chiuso.
Tel: +39 081 459298