La misteriosa isola di Vivara, l’appendice verde di Procida, accoglie il visitatore abbracciandolo con una bellezza selvaggia; qui i profumati arbusti della macchia mediterranea si mescolano con possenti querce e fichi d’India.

Oggi l’isolotto di Vivata è un’oasi naturalistica protetta, collegato con Procida da un ponte pedonale (promontorio di Santa Margherita – Marina Chiaiolella).

E’ di poche settimane fa la notizia in cui si annuncia che l’isola di Vivara, verrà resa accessibile dall’8 aprile 2017 a tutti coloro che vorranno scoprire questo piccolo paradiso nel golfo di Napoli. ( L’accesso è sospeso sine die!!)



Isola di Vivara, riserva naturale e oasi protetta

Vivara, pur essendo riserva di Stato è una proprietà privata dei discendenti di Domenico Scotto Lachianca, un medico filantropo morto nel 1940.

Con la sua particolarissima forma di mezzaluna, l’isola di Vivara, piccola, selvaggia e incontaminata, è ciò che resta di un cratere vulcanico circolare sommerso ormai da moltissimo tempo. L’anello si completa con il promontorio di Santa Margherita vecchia all’isola di Procida e racchiude lo specchio di mare di cui è riempito chiamato Golfo di Gènito.

Vivara, oltre a essere popolata da conigli selvatici e numerosi uccelli acquatici, offre una serie di sentieri caratterizzati da una vegetazione lussureggiante e incontaminata.

Isola di Vivara: il ponte

I romani consideravano Vivara un luogo di caccia e le acque all’interno del cratere, un vivaio di pesci. Da qui è derivato il toponimo Vivarium, divenuto poi Vivario, Vivaro e infine Vivara.

Nel 1500, Alfonso d’Avalos d’Aragona trasformò l’isola in una riserva di caccia facendovi introdurre svariate specie di animali di interesse venatorio. Anche dopo l’avvento dei Borboni al trono di Napoli, nella seconda metà del Settecento, Vivara mantenne questa connotazione.

Gli scavi archeologici tutt’ora attivi hanno documentato un insediamento che risale al periodo tra il XVII e il XIV secolo a.C. Per circa due millenni, la vita stabile su Vivara sembra sparire del tutto, per riprendere in epoca moderna.Nel 1681 viene costruita una villa colonica, ancora oggi l’unica costruzione di rilievo sull’isola.

Isola di Vivara: Golfo di Napoli

Come visitare Vivara

La riserva apre ai visitatori ogni venerdì, sabato e domenica con l’accompagnamento di una guida naturalistica autorizzata. La prenotazione obbligatoria si effettuabile dal sito del comune di Procida con un anticipo di 24 ore rispetto alla visita medesima.

L’escursione ha la durata di circa due ore con due partenze al giorno, una alle 9 e l’altra alle 15.00. Il prezzo del tour sarà di 10 euro, 7 per i residenti (gratis fino a 6 anni e 5 euro fino ai 18).