Ultima Modifica il 25 Ottobre 2020

La misteriosa isola di Vivara, l’appendice verde di Procida, accoglie il visitatore abbracciandolo con una bellezza selvaggia. Qui i profumati arbusti della macchia mediterranea si mescolano con possenti querce e fichi d’India.

Oggi l’isolotto di Vivata è un’oasi naturalistica protetta e incontaminata, collegato con Procida da un ponte pedonale (promontorio di Santa Margherita – Marina Chiaiolella).



Isola di Vivara, riserva naturale e oasi protetta

Vivara, pur essendo riserva di Stato è una proprietà privata dei discendenti di Domenico Scotto Lachianca, un medico filantropo morto nel 1940.

L’isola di Vivara, con la sua particolarissima forma di mezzaluna, è ciò che resta di un cratere vulcanico sommerso ormai da moltissimo tempo. L’anello si completa con il promontorio di Santa Margherita vecchia sull’isola di Procida; lo specchio di mare è chiamato Golfo di Gènito.

Oltre a essere popolata da conigli selvatici e numerosi uccelli acquatici, offre una serie di sentieri caratterizzati da una vegetazione lussureggiante e incontaminata.

Isola di Vivara: il ponte

Oltrepassato il piccolo ponte, una scala (costruita per la visita di Maria José nel 1930) conduce al sentiero principale che, con un percorso di circa un’ora e mezza, unisce i due capi estremi dell’isola, Capitello e punta Mezzogiorno.

Il punto panoramico che più di tutti lascia senza fiato è la cosiddetta “Tavola del Re” da cui ammirare le tre inconfondibili Isole Flegree: Procida, Ischia e Capri.

Per i romani Vivara era un luogo di caccia, nelle acque all’interno del cratere c’era un vivaio di pesci. Da qui è derivato il toponimo Vivarium, divenuto poi Vivario, Vivaro e infine Vivara.

Nel 1500, Alfonso d’Avalos d’Aragona trasformò l’isola in una riserva di caccia facendovi introdurre svariate specie di animali. L’isola mantenne questa funzione anche dopo l’avvento dei Borboni al trono di Napoli, nella seconda metà del Settecento.

Isola di Vivara: Golfo di Napoli

Gli scavi archeologici hanno documentato un insediamento che risale al periodo tra il XVII e il XIV secolo a.C. L’unica costruzione di rilievo sull’isola è una villa colonica del 1681.

Come visitare

La riserva apre ai visitatori ogni venerdì, sabato e domenica con l’accompagnamento di una guida naturalistica autorizzata.

La prenotazione obbligatoria si effettuabile dal sito del comune di Procida con un anticipo di 24 ore rispetto alla visita medesima.

L’escursione ha la durata di circa due ore con due partenze al giorno, una alle 9 e l’altra alle 15.00. Il prezzo del tour è di 10 euro, 7 per i residenti, gratis fino a 6 anni e 5 euro fino ai 18.