Non si può passeggiare per le strade di Napoli e respirarne fino in fondo l’atmosfera magica e ricca di tradizione, senza conoscere quanta storia e quanti aneddoti si celino dietro ad un nome. A Napoli, come in molte città, ci sono parecchie stranezze distribuite lungo le strade cittadine. Strade con nomi che cambiano più volte, omonimie, numerazioni diverse o con un doppio nome, cioè uno “ufficiale” ed uno tipicamente popolare.

Cenni Storici – La nomenclatura ufficiale delle strade di Napoli, insieme con la numerazione delle case, avvenne più tardi che in altre città straniere e italiane. Il provvedimento, voluto da Ferdinandi IV di Borbone nel 1792, era stato escogitato dal reggente della Vicaria, Luigi Medici di Ottajano, che lo ritenne utile allo scopo di trovare le persone con maggiore facilità.

Fino al 1860 la toponomastica istituita dai Borbone rimase quasi indisturbata con pochissimi mutamenti durante il decennio francese. Fu dopo l’unificazione dell’Italia che cominciarono notevoli mutazioni e soppressioni, ciononostante molti nomi tradizionali delle strade di Napoli furono conservati ed ancora vivono nell’uso comune, fatta eccezione per vicoli e fondaci che sparirono con il risanamento edilizio di fine Ottocento.

Via Roma o Via Toledo? Ancora oggi c’è grande confusione su quale si il nome da utilizzare. Originariamente si chiamava Via Toledo, poi nel 1870 il sindaco Paolo Emilio Imbriani per celebrare l’annessione di Roma all’Italia la ribattezzò Via Roma fra roventi polemiche di stampa e cittadini. Nel 1980 la strada è tornata al suo vecchio nome, Toledo. Insomma in tutta questa confusione anche i cittadini faticano a distinguere i due nomi e le ragioni storiche di tutti questi cambiamenti.

Le strade di Napoli: Piazza Borsa

Piazza Giovanni Bovio, conosciuta anche come piazza Borsa. Centro storico di Napoli

Numerose sono le omonimie nella toponomastica di una città vasta come Napoli. Alcune di queste danno una ragione al perchè talune strade siano indicate con nome e cognome e non solo col conognome. Abbiamo infatti una via Carlo deCesare (traversa di via Toledo) perchè esiste anche la via Raffaele deCesare a Santa Lucia, per non parlare di via Alessandro Poerio che va verso porta Capuana, da non confondere con via Carlo Poerio del quartiere Chaija che da piazza dei Martiri va a S.Pasquale a Chiaja, nota ai napoletani come vico freddo.

C’è inoltre la nuova via Salvatore Morelli (ex via Vittorio Emanuele) che dai cavalli di bronzo arriva in piazza del municipio, da non confondere con la via Domenico Morelli nei pressi di piazza Vittoria.

Chi non conosce Spaccanapoli, la strada che non c’è? In realtà Spaccanapoli è un nomignolo attribuito dai napoletani ad un percorso di ben sette strade che si susseguono lineari dai Quartieri Spagnoli fino ad arrivare alle spalle di Castel Capuano.

Strade di Napoli: Domenico Morelli

Non da meno il Corso Umberto I, una delle strade storiche più recenti di Napoli, comunemente chiamata Rettifilo. La strada collega il centro storico di Napoli con Piazza Garibaldi dove si trova la stazione di Napoli Centrale, è per questo è chiamata anche piazza della Ferrovia.

Circa alla metà del rettifilo c’è la piazza dedicata al sindaco Nicola Amore, ma, visto che vi si affacciano 4 fabbricati di identica architettura è nota come ‘e quatto palazzi.

Il Corso Umberto termina con la piazza dedicata al politico Giovanni Bovio, ma per i napoletani è piazza della Borsa, in quanto vi era la sede della Borsa napoletana.

Malgrado il cambio di nome in viale Gramsci, tutti a Napoli sappiamo come si chiamava prima, viale Regina Elena.