Incastonata in un vicoletto del panoramicissimo Corso Vittorio Emanuele c’è la piccola chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La Chiesa, dallo stile barocco, si trova più precisamente in Piazzetta San Sepolcro a pochi passi dalla cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa.



La facciata della chiesa, oggi abbandonata, del Santo Sepolcro è caratterizzata da un bellissimo portone ottocentesco intarsiato con una gigantesca croce, e un immensa ostia. Due pilastri corinzi affiancano il portale sovrastato da un finestrone a mezza luna con il nome della chiesa inciso.

Come la chiesa di San Giovanni Battista ai Camaldoli o la chiesa all’interno del Cimitero delle Fontanelle, la chiesa del Santo Sepolcro è stata ricavata in una una grotta naturale di tufo.

L’antica Grotta degli Spagari, che regge la certosa di San Martino, è stata modellata fino a diventare un luogo di culto nel 1500 circa, quando un gruppo di frati, alla ricerca di luoghi isolati per i ritiri spirituali.

Santo Sepolcro a Napoli

Dal monte spunta anche parte del corpo strutturale del vicino convento cinquecentesco di Santa Lucia a Monte oggi trasformato in un magnifico albergo denominato Hotel San Francesco al Monte.

Qui dentro, in solitudine, il venerabile Carlo Carafa trascorse mesi di isolamento e preghiera prima di intraprendere il suo percorso a favore in favore dei poveri, dei diseredati, delle donne perdute, una volta ordinato sacerdote, iniziò ad assistere i malati dell’ospedale degli Incurabili. Oggi il corpo di Carlo Carafa è venerato da centinaia di fedeli nella chiesa di S. Nicola alla Carità.

Una leggenda metropolitana racconta che questa storica chiesa partenopea è stata chiusa in seguito a uno scandalo. Pare, infatti, che qui venissero celebrati matrimoni anche tra persone divorziate.

Purtroppo, la chiesa risulta oramai abbandonata a se stessa, esposta alle intemperie ed all’incuria di un popolo che, per la maggior parte non conoscendone neanche l’esistenza, non ha possibilità di riportarla all’antico splendore.