La visita del Palazzo Reale di Napoli si arricchisce con un nuovo percorso, sono state infatti aperte al pubblico le sale private di Re Ferdinando II di Borbone, le cosiddette sale pompeiane.



Si tratta di un vero e proprio appartamento privato, in un angolo del piano terra di palazzo Reale. Ferdinando II di Borbone lo utilizzava come ufficio personale per ricevere ospiti in maniera ufficiosa, senza i classici protocolli di corte.

Qui il monarca disponeva di una stanza per scrivere, di una galleria destinata a ricevere gli ospiti e di una stanza di toiletta con anticamere. Le stanze erano anche chiamate sale pompeiane per gli affreschi posti sulle pareti, che riproducevano le pitture ritrovate negli scavi di Pompei.

Le nuove sale sono da oggi aperte al pubblico grazie a un lavoro di restauro che ha riportato antichi affreschi al loro aspetto originario.

Pareti e soffitti riproducono, con una certa libera interpretazione, il sistema di decorazione dell’antica Pompei con un’alta zoccolatura dipinta da terra sulla quale poggiano pannelli in tinta unita. Al centro una riproduzione di scene mitologiche o figurine danzanti, separati da colonnine e porticati visti in prospettiva.

Attualmente le stanze del Re Ferdinando vengono accessibili durante visite guidate ed aperture speciali.

Palazzo Reale di Napoli - Giardino Pensile

Dopo questa visita reale, non esitate a scoprire il meraviglioso giardino pensile del Palazzo Reale (sul post avete gli orari e condizioni di accesso) con la sua incantevole vista sul Golfo.

Un tesoro nascosto per molto tempo celato dietro le vetrate e le tende della stanze reali. Il Giardino Pensile si affaccia su via Acton e i Giardini del Molosiglio, che costeggiano il litorale.

Palazzo Reale La Storia

Il Reale Palazzo di Napoli è un opera dell’architetto Domenico Fontana, costruita come palazzo del re di Spagna Filippo III d’Asburgo nell’anno 1600. Nel corso dei secoli è stata la residenza dapprima dei Viceré Spagnoli, poi della dinastia Borbonica e residenza napoletana dei sovrani di Casa Savoia. Dal 1919 è destinato in gran parte a Biblioteca Nazionale e a Museo.