In Italia non è davvero Natale senza il Pandoro o il Panettone. Scopriamo insieme la storia di queste due prelibatezze tipiche del feste Natalizie da Nord a Sud.

Quando arriva il Natale sulle tavole imbandite a festa della Campania il Panettone e il Pandoro sono in buona compagnia. Non mancano mai gli Struffoli, i Roccocò e i Mostaccioli. Scopri i Dolci di Natale a Napoli.



Pandoro o Panettone?

Pandoro e Panettone, due dolci natalizi capaci di dividere gli italiani in due fazioni – amichevoli ma ben distinti.

A decidere da che parte stare è solo il palato di ciascuno, c’è chi ama l’uvetta e i canditi, e chi preferisce la semplicità di un impasto soffice ricoperto di zucchero a velo.

Storia del Pandoro, il soffice dolce a forma di stella

La storia del Pandoro, così come lo conosciamo oggi, nasce ufficialmente il 14 ottobre 1894 per mano del pasticcere Domenico Melegatti. Quando il fondatore dell’omonima azienda dolciaria veronese ne registra il brevetto.

Pandoro

Soffice e dorato, il Pandoro ha la forma di tronco di cono ed i suoi contorni sono a forma di stella originariamente a otto punte. È così infatti che lo disegnò il pittore impressionista Angelo Dall’Oca Bianca.

L’origine del suo nome è legata a una leggenda. Pare che un garzone, al taglio della prima fetta di questo dolce ricco di burro e uova, vedendola illuminata dal sole, esclamò stupito: l’è proprio un pan de oro!”.

Sembra che il Pandoro moderno sia l’erede dell Nadalin un dolce creato per festeggiare il primo Natale di Verona sotto la signoria degli Scaligeri, che governarono sulla città dal 1262 al 1387.

Il pandoro della tradizione veronese è preparato con tre lavorazioni a base di lievito madre, lievito di birra, uova, burro, vaniglia e zucchero a velo. Viene di solito servito con dello zucchero a velo spolverato sulla superficie prima di essere tagliato a fette verticali.

Origini e storia del panettone

La storia del panettone, per antonomasia il dolce di Milano, è molto antica ed è legata a una suggestiva storia – simpatica ma non necessariamente vera – avvenuta alla corte di Ludovico il Moro a capo del Ducato di Milano dal 1480 al 1494.

Si racconta che un certo Toni, a servizio degli Sforza, bruciò il dolce preparato per il banchetto della vigilia di Natale. Decise cosi di preparare un dolce lavorando burro, farina, uova, uvetta, canditi e zucchero. Il risultato avrebbe soddisfatto così tanto gli Sforza al punto da spingere Ludovico il Moro a rinominare quel dolce improvvisato “Pan di Toni” in omaggio al suo creatore.

Panettone

Leggenda a parte a Milano era costume di celebrare il Natale con un pane – detto “Pan de Sciori” o “Pan de Ton” – più ricco di quello di tutti i giorni dell’anno. Era realizzato con frumento – materia prima per l’epoca di gran pregio – e arricchito con zucchero, burro e uova.

Col passare dei secoli, piano piano, il semplice e sacro pane di Natale si è trasformato nel Panettone che conosciamo oggi. A completare l’opera di trasformazione – negli anni venti del 900 – si cimentò Angelo Motta. Il fondatore della omonima ditta dolciaria gli diede la forma odierna, fasciando l’impasto con carta sottile in modo da farlo crescere verticalmente.

A Milano è tradizione conservare una porzione del panettone di Natale, per poi mangiarlo il 3 febbraio, festa di San Biagio per tenere lontano i malanni e proteggersi dal mal di gola.

Il panettone milanese è ottenuto da un impasto lievitato a base di acqua, farina, burro, uova (tuorlo). Al quale si aggiungono uvetta sultanina, scorze di arancia candite e cedro candito.

Che siate amanti del panettone o fanatici del pandoro in tutte le varianti possibili, siete pronti a festeggiare il Natale con i vostri dolci preferiti?