I dolci di Natale sono indubbiamente uno dei pezzi forti di questo periodo dell’anno, vere e proprie leccornie, che si cominciano a preparare nelle case e nelle pasticcerie dai primi giorni dell’Avvento (la domenica più vicina al 30 novembre), fino all’Epifania (06 gennaio).

Napoli a Natale è una sinfonia di dolci: struffoli, roccocò, mustaccioli, sapienze e Divino amore. E ancora, la cassata partenopea e la celebre pastiera. Nessuna altra città italiana vanta un repertorio così ampio e variegato di dolci delle feste.

Passeggiando per le strade di Napoli a natale potrete notare come, ogni 100 metri praticamente, c’è una pasticceria con vetrine illuminate addobbate a festa e con dolci di Natale di tutti i tipi che vi chiameranno… sembrerete dei bambini nel paese dei balocchi!

Ecco l’ABC dei dolci di Natale

D come Divinamore – dolcetti a base di pan di spagna ricoperto di glassa colorata rosa,devono il loro nome dalle religiose del convento del Divino Amore a Spaccanapoli che li preparavano. Le sue origine sono antichissime: pare che a inventarlo furono, nel XIII secolo, le suore del convento, in onore di Beatrice di Provenza, madre del re di Napoli Carlo II d’Angiò.

M come Mustacciuoli – hanno una caratteristica forma a rombo; sono ricoperti di una gustosa glassa di cioccolato. Il nome è legato all’uso nelle antiche ricette contadine del mosto (dal latino mostacea), con il quale venivano preparati per essere più dolci.

Dolci di Natale - Mustaccioli

Fonte: blog.giallozafferano.it

P come Pasta reale –  morbidi dolci di Natale in diverse varianti, con pinoli, con mandorle, con canditi, ai pistacchi, al cioccolato. La leggenda racconta che un giorno Ferdinando IV di Napoli, un giorno si recò nel Convento di San Gregorio Armeno. Qui le monache gli prepararono un ricco buffet. Ma il sovrano declinò perché aveva già mangiato. Ma le suorine insistettero fino a quando il re, assaggiata la prima pietanza, si accorse che tutto quel ben di Dio erano in realtà dei dolci!

R come Roccocò – dolci di Natale a forma di ciambella, adatti a chi ha denti buoni, sono un mix a base di mandorle, farina, zucchero, canditi e spezie varie. La loro origine pare risalga al 1320, per mano delle monache del Real Convento del Real Convento della Maddalena, mentre il nome deriva dal francese “rocaille”, elemento decorativo a forma di roccia o conchiglia.

Dolci di Natale - Roccoco

Fonte; italianosveglia.com

R come Raffiuoli – Golosissimo dolce a base di pan di Spagna, ricoperto di marmellata di albicocche e che poggia su una base di glassa di zucchero. Esiste anche la versione a cassata, farciti con crema di ricotta, cioccolato, zucchero, canditi, cannella maraschino e vaniglia. Il nome deriva dai ravioli del Nord Italia (detti anticamente “raffioli”); ad inventarli, nel Settecento, furono le benedettine del monastero di San Gregorio Armeno.

Dolci di Natale - gli Struffoli

S come Struffoli – Sono forse i più famosi tra i dolci di Natale partenopei. Queste palline di pasta fritte, cosparse di miele caldo e poi arricchite da canditi (cedro, arancia e zucca, la famosa “cucuzzata”) e confettini colorati (“diavolilli”). A Napoli un tempo gli struffoli venivano preparati nei conventi e recati in dono a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità.

Di seguito alcune pasticcerie napoletane dove gustare i dolci sopraelencati

  • Pasticceria Giovanni Scaturchio – Piazza S. Domenico Maggiore, 19
  • Pasticceria Carraturo – Via Casanova, 97
  • Pasticceria Pintauro Via Toledo, 275
  • Pasticceria Vincenzo Bellavia Via Onofrio Fragnito, 82

Le prelibatezze sono tante, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Almeno per natale, è d’obbligo chiudere un occhio alla dieta e lasciarsi un po’ andare! Che Natale sarebbe senza cotanta dolcezza?