San Gennaro, come da tradizione, viene venerato nel Duomo di Napoli ma esiste un altro posto in cui il santo patrono di Napoli è veneratissimo ed amato. Questo luogo è il Santuario di San Gennaro alla Solfatara (Pozzuoli), sorto nel punto esatto in cui il Santo più venerato della Campania venne decapitato.



Laddove sorgeva una piccola chiesa commemorativa dedicata a San Gennaro i fedeli decisero di elevare, nel 1580, un vero e proprio santuario degno del nome del Santo Patrono. I lavori di restauro avvenuti alla fine del 800 diedero alla chiesa la struttura attuale.

Nel 1926 fu ulteriormente abbellita con l’aggiunta di dipinti e decorazioni mentre nel 1945 il vescovo di Pozzuoli Alfonso Castaldo elevò il santuario a parrocchia, intitolandola a San Gennaro vescovo e martire e Santi Festo e Desiderio martiri, affidandone la cura delle anime agli stessi Frati Minori Cappuccini.

Santuario di San Gennaro alla Solfatara, Interno

Curiosità – la chiesa, nonostante fosse sul suolo puteolano, sin dalla sua costruzione divenne proprietà della città di Napoli, situazione in vigore ancora oggi.

Il Santuario di San Gennaro alla solfatara si presenta con una sola navata sormontata da una volta e con delle cappelle laterali che custodiscono varie capolavori, tra questi è impossibile non citare la grazia del volto del Cristo, il bassorilievo del 1695 di Andrea Vaccaro e il quadro di Pietro Gaudioso che ritrae la scena del martirio in cui il santo perse la vita.

Il Santuario custodisce, in una delle cappelle di destra, due importantissime reliquie, la pietra venerata come quella sulla quale, secondo la tradizione, fu decapitato San Gennaro.

Sulla pietra si distinguono alcune macchie del sangue che, secondo la tradizione, sono nere durante l’anno e diventano di un colore più rosso nei giorni che precedono l’anniversario della sua decapitazione (19 settembre) giorno del Miracolo di San Gennaro.

In realtà recenti studi hanno dimostrato che la pietra è un altare paleocristiano risalente a circa due secoli dopo la morte del Santo e che le macchie rosse non sono altro che vecchi residui di vernice rossa e cera.

Busto di San Gennaro Santuario della Solfatara

Nella stessa cappella è conservato anche un busto raffigurante il santo, opera anonima risalente circa al XII secolo, e al quale vengono attribuiti moltissimi avvenimenti miracolosi tra cui la guarigione di Pozzuoli dall’epidemia di peste che la stava flagellando.

Una leggenda racconta che quando dei pirati saraceni saccheggiarono la città tagliarono per sfregio il naso della statua del Santo. I fedeli più volte ordinarono a vari scultori un nuovo naso ma nessuno di quelli proposti riusci ad attaccarsi al sacro busto. Poco tempo dopo un pescatore trovò nella sua rete un pezzettino di marmo che somigliava ad un naso e non appena entrò in chiesa il pezzettino schizzò via da solo dalle mani dell’uomo e si ricollocò miracolosamente al suo posto, sul viso di San Gennaro.

Tutt’oggi le spoglie di Santo sono conservate la Cappella del Tesoro di San Gennaro una meravigliosa cappella nel ‘600 che custodisce anche le ampolle con il sangue. Altro luogo legato alla figura di San Gennaro è il Museo del Tesoro di San Gennaro.

Santuario di San Gennaro alla Solfatara

Indirizzo: Via S. Gennaro Agnano, 7, 80078 Pozzuoli NA, Italia
Telefono: +39 081 526 1114