Ultima Modifica il 4 Novembre 2020

La Stazione Centrale di Napoli si mostra imponente su piazza Garibaldi, e come molti monumenti partenopei anche la sua storia è stata travagliata.



Storia della stazione centrale di Napoli

La stazione Bayard

L’antica stazione Bayard, capolinea della prima linea ferroviaria italiana, si affacciava orgogliosa sulla “via de Fossi”, odierno corso garibaldi.

Era il 3 ottobre 1839, quando, alla presenza del re Ferdinando II delle Due Sicilie, viene inaugurata la Napoli-Portici, la prima linea ferroviaria italiana. Il percorso fino alla Stazione del Granatello di Portici, l’altro capolinea, venne compiuto in nove minuti e mezzo tra ali di gente stupita e festante. Potrebbe interessarti Museo di Pietrarsa.

La stazione era elegante e ben attrezzata con sale d’attesa delle tre classi sociali, e pensiline coperte che accompagnavano i viaggiatori fino all’interno del treno.

Il suo declino comincia quando viene terminata (nel 1867) la Stazione Centrale delle Ferrovie. La stazione “Napoli Bayard” viene prima declassata a officina deposito della Rete Adriatica, per poi ospitare il dopolavoro Ferroviario delle Ferrovie dello Stato.

Oggi, purtroppo, la prima stazione ferroviaria di Napoli è ridotto a stato di rudere, in uno stato di grande degrado. A pochi metri dalle rovine, a ridosso dell’odierna stazione della circumvesuviana, c’è una lapide che commemora l’arrivo in città di Giuseppe Garibaldi. L’eroe dei due mondi arriva sul treno, il 7 settembre 1860.

La vecchia stazione

L'antica Stazione Centrale di Napoli

La prima stazione “moderna” di Napoli viene completata nel 1867 su progetto dell’architetto francese Paul Amilhan e con il sostegno del napoletano Nicola Breglia.

Con i suoi 3 padiglioni circondati da un giardino, ha occupato per 150 anni quasi tutta l’odierna Piazza Garibaldi.

Dall’ edificio frontale prendevano origine i sei binari fiancheggiati dai servizi per il pubblico in arrivo ed in partenza; la struttura ferroviaria aveva un porticato lungo l’intero perimetro e una copertura in ferro e vetro.

Nello spazio antistante la stazione vengono realizzati dei giardini, con al centro la Fontana della Sirena Partenope di Onofrio Buccino; oggi in piazza Sannazaro all’imbocco del tunnel Laziale.

La piazza antistante è battezzata prima Piazza della Stazione e poi Piazza dell’Unità d’Italia. Acquisisce il nome di Piazza Garibaldi nel 1904, anno in cui viene inaugurata la statua dell’eroe dei due mondi realizzata dall’artista Cesare Zocchi.

La nuova stazione ferroviaria di Napoli

Stazione Centrale di Napoli

Con l’enorme aumento del traffico ferroviario di inizio novecento, nel 1925 si decise di arretrare la zona dei binari.

Per la moderna Stazione Centrale di Napoli l’architetto Luigi Piccinato realizza un edificio completamente diverso rispetto ai canoni del passato. Fateci caso il tetto ha blocchi dalla forma piramidale e i pilastri sono a tre piedi.

Le colonne della vecchia stazione si sono, fortunatamente, salvate dal piccone demolitore e oggi si trovano in giro per Napoli.

Una è stata posta a sostegno della Madonna, nel centro di piazza Immacolata; un’altra a sorregge la Vergine Maria alla fine di via Santa Teresa degli Scalzi e altre collocate invece all’interno della basilica del Buon Consiglio.

Stazione Centrale di Napoli

Dopo quarant’anni di relativa calma la stazione di Piazza Garibaldi ha subito un intervento di restyling, programmato da Rfr (Rete ferroviaria italiana).

La trasformazione, ad opera di Dominique Perrault, ha riguardato non solo la stazione ma tutta la piazza. L’architetto francese ha creato una grande area verde sulla sinistra e una passeggiata coperta da un reticolo metallico di pensiline sulla destra.

La stazione centrale è oggi collegata la nuova stazione metropolitana della nuova linea 1, completa di spazi di servizio e galleria commerciale.