A poche centinaia di metri dalla zona archeologica di Ercolano scopriamo Villa Campolieto, una delle più prestigiose residenze nobiliari di epoca borbonica del “Miglio d’Oro”.



Tra la periferia di Napoli ed i confini dei comuni di Torre Annunziata e Torre del Greco c’è una strada, là dove prima c’era l’antica strada delle Calabrie, caratterizzata da meravigliose ville settecentesche; tutte sono opera dei più grandi maestri che nel tardo Settecento operavano in queste zone, da Vanvitelli a Vaccaro a Sanfelice. Questa strada fu soprannominata il Miglio d’Oro.

Tutto ebbe inizio nel 1741 quando Carlo di Borbone Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia decisero di far costruire la celebre Reggia di Portici. Desiderosa di essere vicine ai propri sovrani anche durante i periodi di svago e di riposo, l’aristocrazia napoletana, cominciò a far erigere sontuose ville lungo quella che – all’ epoca – era conosciuta come la Strada Regia delle Calabrie.

Villa Campolieto

La Villa Campolieto, vicina alla Villa Favorita e non troppo lontano dalla Reggia di Portici, è quella che più è riuscita a conservare al meglio il suo antico splendore.

La villa, voluta dal Principe Luzio De Sangro, Duca di Casacalenda, fu progettata e costruita (tra il 1755 e il 1775) da Mario Gioffredo e dai Vanvitelli padre e figlio. Illustri architetti che l’hanno resa una tra le ville Vesuviane più interessanti.

Villa Campolieto interno

Villa Campolieto, un capolavoro di epoca borbonica, si caratterizza per l’inconfondibile tocco vanvitelliano. Ad iniziare dalla facciata posteriore su cui si apre un portico ellittico a colonne toscane che sorregge il panoramico belvedere; da qui si ammira una suggestiva veduta sul Golfo di Napoli.

Dalla terrazza a pianta circolarepartono due rampe di scale ellittiche speculari che terminano nell’area destinata a roseto.

Dal vestibolo superiore, con un atrio coperto a cupola, si ha accesso ad alcuni degli ambienti di rappresentanza del piano nobile sulle cui pareti Fischetti realizzò finte prospettive architettoniche, figure monocrome ispirate ai reperti ercolanesi.

La dimora, acquisita nel 1977 dall’Ente per le Ville Vesuviane, è stata riportata al suo primitivo splendore. Oltre le visite guidate la Fondazione organizza anche eventi e convegni che finalmente rianimano questo luogo fantastico.

Lo scalone d’onore e la stanza del gazebo

Miglio d'Oro Scalone Villa Campolieto

Ma l’elemento che porta indiscutibilmente la firma del Vanvitelli è lo scalone d’onore. L’architetto del re, stravolgendo totalmente il progetto originario di Gioffredo, ha creato uno scalone d’onore sul modello sperimentato alla Reggia di Caserta.

L’ingegno del Vanvitelli, lo si scopre anche al piano nobile e in particolare modo nella “stanza del gazebo”; grazie agli affreschi di Fischetti e del Magrì, sembra davvero di entrare all’interno di un gazebo con un finto pergolato di viti intrecciate a rampicanti in fiore su cui volteggiano amorini e uccelli esotici.

In questa sala, più che altrove, appare esplicito l’intento degli ideatori di creare un rapporto costante tra spazi esterni ed ambienti interni che si trasformano in prolungamenti dei primi.

Informazioni utili

Villa Campolieto, Corso Resina 283, Ercolano
Contatti: +39 081 732 2134 – info@villevesuviane.net – www.villevesuviane.net
Apertura: martedì-venerdì 10:00 – 18:00; sabato e domenica: 10:00 – 13:00; la visita comprende anche il Parco sul mare di Villa Favorita.