Sono tante le leggende di Napoli, una di queste ha a che fare proprio con uno dei luoghi più belli di Napoli, l’isola della Gaiola.

La “maledizione di Gaiola” sembra voler ridicolizzare chiunque vogliono acquistarla, evidentemente perché non vuole essere posseduta.



L’isola di Gaiola è al centro di un’Area Marina Protetta (Parco Subacqueo di Gaiola), un’area archeologica che custodisce tesori nascosti; una sorta di paradiso sotto il livello del mare.

La Gaiola in realtà è costituita da due minuscole isole che si tengono per mano grazie a un caratteristico ponticello naturale.

Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola

La sua storia inizia ai tempi dei romani, quando questa bellissima area di Napoli era inclusa nella vasta villa del Pausilypon (tregua dagli affanni), fatta erigere nel I Sec a.C. dal Cavaliere romano Publio Vedio Pollione.

Un uomo solitario e misterioso senza alcuna pietà per la sua servitù; pare avesse la fastidiosa abitudine di lanciare qualche schiavo disobbediente nella vasca delle murene, unicamente per affermare la sua malvagità.

La maledizione della Gaiola

Alcuni pensano che la maledizione sia iniziata proprio da Publio Vedio Pollione, altri pensano che Virgilio abbia la sua parte di responsabilità.

Una leggenda vuole che il poeta mantovano, con l’intento d’insegnare ai suoi adepti i “trucchi del mestiere”, avrebbero contaminato le acque circostanti. Leggi anche Storia e misteri del Palazzo degli Spiriti a Marechiaro.

Con la decadenza dell’impero romano la splendida villa di Pollione viene dimenticata fino all’inizio del XIX secolo quando Guglielmo Bechi, un toscano appassionato di archeologia, riporta alla luce l’antica dimora e ne fa la propria residenza.

La Gaiola a Posillipo

Da questo momento divenne una sorta di isola maledetta; ogni persona che si succedette come proprietario dell’isola subì conseguenze più o meno gravi.

Tra gli episodi meno drammatici ci sono il fallimento di Luigi De Negri e di Paul Karl Langheim o più gravi come l’oscura morte di Hans Braum e Otto Gruenback, che acquistarono l’isola all’inizio del XX secolo.

Senza dimenticare Maurice-Yves Sandoz (morto suicidata), Gianni Agnelli, che ha sofferto la morte di molti parenti, e di Paul Getty, che ha subito il sequestro di un nipote da parte della mafia.

L’ultimo proprietario privato dell’isola è stato Gianpasquale Grappone, arrestato per truffa fallimentare. Dopo Grappone, nessuno ha mai più voluto riacquistare l’isola di Gaiola.

Oggi la proprietà della villa è della Regione Campania, che l’acquistò all’asta. In questi anni l’amministrazione ha affidato la gestione a diverse associazioni, ma nessuna di queste però ha mantenuto la promessa di restaurare l’edificio, e la cattiva fama della villa non è stata mai cancellata.

La Gaiola Bella e Maledetta

Insomma, l’Isola della Gaiola sembra veramente jellata e oggi, forse per motivi scaramantici, è del tutto disabitata; perché, come affermava il grande Eduardo De Filippo: “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”.

Godetevi la bellezza di Gaiola, il suo mare, i suoi paesaggi unici, la sua storia, ma non disturbatela. Lasciatela tranquilla.