L’anfiteatro Flavio di Pozzuoli è uno dei maggiori anfiteatri di epoca romana in Italia, battuto solo dagli esemplari di Roma e di Capua. Un autentico gioiello, che i bravi architetti di Vespasiano, gli stessi del Colosseo di Roma, costruiscono in opus reticulatum e in laterizio.

Il Colosseo Puteolano venne costruito là dove confluivano le principali vie della regione, la Via Domitiana e la via per Napoli.

La sua edificazione in sostituzione dell’Anfiteatro Minore di età romana repubblicana, non fu troppo celere, e vide il passaggio di Nerone, Vespasiano e Tito. Fu solo nel 79 d.C. che potè definirsi completo anche nei paramenti esterni.

L’Anfiteatro Minore invece, era l’anfiteatro che già Pozzuoli possedeva prima della costruzione di quello Flavio. Si trattava di un anfiteatro più piccolo e meno adatte alle esigenze sceniche dell’epoca. Le rovine del minore e più antico anfiteatro puteolano si intravedono ancora oggi dalla strada (ad altezza del cavalcavia della metropolitana).

Anfiteatro Flavio Pozzuoli

Anfiteatro Flavio di Pozzuoli il percorso Archeologico

La sua costruzione, inizia all’epoca neroniana, venne completata in età flavia. Nel II sec. d.C. per motivi di staticità l’edificio suoi alcune modifiche. L’esterno è in reticolato e mattoni è di età flavia; i sotterranei, i pilastri di un portico esterno e vari punti di rinforzo sono tutti in mattoni, costruiti dunque secondo una tecnica tipica del II secolo d.C.

All’interno vi si accedeva mediante quattro ingressi principali o attraverso altri dodici secondari, garantendo, quindi, una accessibilità comoda ed efficiente.

L’arena è il primo elemento che scorgiamo quando entriamo nel grande Anfiteatro Flavio. Qui avevano luogo i ludii gladiatores, giochi con animali, seguiti dalle esecuzioni dei criminali, combattimenti di gladiatori o la riproposizione di famose battaglie.

Tutto intorno gli spalti, o cavea, che potevano contenere fino a un massimo di 40.000 spettatori. Come nella maggior parte degli anfiteatri la cavea ha ben tre ordini sovrapposti (ima, media e summa cavea). Sotto l’ambulacro esterno c’ erano luoghi di culto e sedi di molte associazioni professionali.

La struttura, di pianta ellittica, era provvisto di un sistema di schermatura per la luce e la calura estiva con pali e vele. Il tutto era abilmente mosso dai marinai di Miseno.

I sotterranei

Anfiteatro Flavio Sotterranei

Suggestiva è la visita dei sotterranei posti a circa 7 metri di profondità. La pianta è piuttosto semplice con due corridoi rettilinei che si tagliano a croce e un corridoio circolare. E poi tante piccole gallerie che regalano ai visitatori suggestivi giochi di luce.

Qui è possibile scorgere, ancora oggi, le parti degli ingranaggi per sollevare le gabbie che portavano sull’arena belve feroci e probabilmente altri elementi di scenografia degli spettacoli.

L’anfiteatro romano di Pozzuoli è legato fortemente anche alla grande devozione che il popolo partenopeo rivolge a San Gennaro.

Nell’arena, infatti, si svolsero i primi martirii cristiani, secondo la tradizione, nel 305 d.C. San Gennaro, San Procolo (patrono di Pozzuoli) e i loro compagni furono dati in pasto agli orsi nell’arena, ma essendone usciti miracolosamente illesi, il giudice ordinò che venissero decapitati nei pressi della Solfatara, dove ora è situato il Santuario di San Gennaro.

Informazioni Utili

Indirizzo: Corso Nicola Terracciano, 75 – 80078 Pozzuoli
Apertura: Tutti i giorni dalle 9:00 fino ad un’ora prima del tramonto.
Chiusura settimanale: martedì. Chiusura festiva: 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
Come arrivare: Metropolitana L2: Pozzuoli – Solfatara – Cumana: fermata Pozzuoli Porto – Autobus 152: fermata via Solfatara