Appena inizia la salita di San Gregorio Armeno, all’incrocio con Via San Biagio dei Librai (Spaccanapoli), sorge un complesso monumentale composto di due chiesette contigue: San Gennaro all’Olmo e San Biagio Maggiore.

Le due chiese contigue oggi sono aperte e visitabili grazie alla fondazione Giambattista Vico, che ne ha curato il restauro.



La tradizione vuole che la chiesa di San Gennaro all’Olmo, una fra le più antiche di Napoli, sia stata costruita intorno alla fine del VII secolo quale ex voto in onore di San Gennaro per aver salvato la città da una violentissima e disastrosa eruzione del Vesuvio. La chiesa fu il primo edificio di culto edificato in città in onore di San Gennaro dopo quella eretta fuori le mura cittadine presso le catacombe a lui intitolate.

Chiesa di San Gennaro all'Olmo Napoli

La denominazione all’Olmo è dovuta al fatto che, di fronte a questa chiesa, un tempo sorgeva un albero di olmo sui quali rami, i vincitori delle giostre e delle gare a cavallo, deponevano i premi ottenuti, come ex voto a San Gennaro.

All’interno degni di nota ci sono l’altare maggiore con marmi intarsiati e policromi, pavimenti in maiolica, sopra l’altare il coro e l’organo, sono accomunati da un unico palchetto. La Chiesa conserva anche reperti del periodo antico, come ad esempio alcune colonne paleocristiane.

La storia ci racconta che nel VIII secolo la Chiesa di San Gennaro all’Olmo ospitò le monache armene che portando con loro le reliquie di San Gregorio e il cranio di San Biagio. Per il culto di quest’ultimo venne appositamente dedicata una cappella nel corpo della chiesa. Nel 1631 la devozione verso il santo crebbe a tal punto che la cappella fu integrata nella chiesa attigua di San Biagio.

Chiesa di San Biagio Maggiore Napoli

La Chiesa di San Biagio Maggiore, così come appare oggi, fu edificata nel XVII secolo attraverso l’opera di ingrandimento della preesistente cappella dedicata al santo, che di fatto andò ad inglobare la sagrestia della più antica San Gennaro ad Olmo.

Attualmente la chiesa è raggiungibile passando attraverso la chiesa di San Gennaro, e anche se il tesoro del santo è stato trasferito altrove (nella chiesa dei santi Filippo e Giacomo), la visita è interessante soprattutto per la presenza del pavimento maiolicato e dell’altare maggiore.

Aneddoto – I negozianti della zona, che all’epoca erano in gran parte librai, decisero di prendersi cura della chiesetta, di qui la denominazione di San Biagio dei Librai che ha dato il nome alla strada del centro storico.