Miracolo di maggio – Il sabato che precede la prima domenica di maggio San Gennaro rinnova il suo legame con Napoli tramite il miracolo dello scioglimento del suo sangue. ( Foto @ Stefano Fiore)

Secondo tradizione l’evento prevede una solenne processione in ricordo della prima traslazione delle Reliquie del Santo dal cimitero posto nell’Agro Marciano (Fuorigrotta) alle Catacombe di Capodimonte.

Quest’anno, a causa della pandemia, la liturgia per il miracolo di San Gennaro sarà trasmessa dalle ore 19.00 in diretta streaming sulla Pagina Facebook ufficiale e sul sito ufficiale della Cappella di San Gennaro.



Il Miracolo di Maggio, la processione delle statue

Quello di maggio è il primo dei tre prodigi della liquefazione del sangue di San Gennaro attesi ogni anno insieme a quelli del 19 settembre, giorno della solennità di San Gennaro vescovo e martire e il 16 dicembre, giorno del cosiddetto miracolo laico.

Per l’appuntamento di maggio l’ampolla con il Sangue del Martire e il busto del Patrono, accompagnati dai busti argentei dei Santi Compatronidi Napoli, vengono condotti in processione nel cuore di Napoli.

Un percorso che parte dal Duomo, attraversa la via omonima, via S. Biagio dei librai e via B. Croce fino alla Basilica di Santa Chiara; mentre al ritorno percorre via S. Sebastiano e via dei Tribunali per tornare di nuovo al Duomo. La processione è preceduta da un breve momento di preghiera guidata dall’arcivescovo.

Processione di San Genanro, Foto Kris de Curtis Processione di San Genanro, Foto @ Kris de Curtis

La processione è detta anche “processione degli infrascati“, per la consuetudine del clero partecipante di proteggersi dal sole coprendosi il capo con corone di fiori.  Anche la teca con il sangue di San Gennaro è “protetta dal sole” da una corona in argento proprio a memoria di questo;  al centro c’è un enorme smeraldo, dono della città, di provenienza centroamericana.

Chi era San Gennaro

Gennaro, nato a Napoli nella seconda metà del III secolo, è eletto vescovo di Benevento. Viene decapitato per ordine di Diocleziano il 19 settembre del 305.

Secondo la tradizione, il suo sangue fu raccolto da una nobildonna di nome Eusebia che le custodi con molta venerazione. Dopo l’editto di Costantino un vescovo di Napoli fa traslare solennemente le ossa di san Gennaro da Pozzuoli alle catacombe della sua città. Durante il tragitto Eusebia regala al vescovo le due ampolle con il sangue del martire.

Il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro è considerato un segno di buon auspicio e viene accolto dai devoti con preghiere di ringraziamento ed applausi. Il ritardo o il mancato miracolo sono, invece, segni negativi.