Dopo una lunga ristrutturazione, le statue dei Re di Napoli sono tornate a splendere agli occhi del pubblico. La lunga facciata del Palazzo Reale si apre con una serie di archi e di nicchie, all’interno delle quali i Savoia vollero collocare otto statue rappresentanti i più illustri sovrani delle varie dinastie ascese al trono di Napoli.

La successione delle statue dei re, partendo da sinistra rispetto alla facciata del palazzo, è: Ruggero il normanno, Federico II di svevia, Carlo I d’Angiò, Alfonso V d’Aragona, Carlo V d’Asburgo, Carlo III di Spagna, Gioacchino Murat ed infine Vittorio Emanuele II. Quest’ultima è la più grande, ma anche la più discussa, perché aggiunta per ultima dallo stesso sovrano che non fu mai re di Napoli, ma d’Italia.

Le statue negli anni hanno dato origine ad una storiella che sottolinea l’aspetto umano dei regnanti, eliminando ogni alone di sovrana regalità. Bisogna spostarsi verso il centro della piazza, e come una striscia a fumetti la storiella si mostrerà davanti ai vostri occhi e vi ritroverete ad essere giudici del processo senza fine in compagnia delle due statue equestri, in bronzo, di Carlo III di Borbone, capostipite della casata e di Ferdinando I, suo figlio.

Statue dei Re di Napoli, la storiella

Si dice che, Carlo V D’Asburgo indicando una pozza d’acqua a terra esclamò: “Chi ha fatto pipì per terra?” Carlo III risponde: “Io non ne so niente”, mentre Gioacchino Murat ribatte: “Sono stato io e allora?” A questo punto interviene Vittorio Emanuele II che drasticamente, sguainando la spada esclama: “Ora te lo taglio!”

I re di Napoli, Facciata del Palazzo Reale

In realtà Palazzo reale e l’antistante Piazza Plebiscito sono al centro di un altro gioco che la tradizione fa risalire alla regina Margherita. Il gioco consiste nell’attraversare la Piazza ad occhi chiusi, percorrendo circa 170 metri in linea retta, partendo dalla porta del Palazzo Reale, ritrovandosi però senza ragione quasi sempre dalle parti del Gambrinus o verso via Cesario Console.

Secondo la leggenda, la regina Margherita concedeva la salvezza ai prigionieri del Regno qualora avessero superato questa prova difficilissima , ma non ci riuscì mai nessuno a causa di una maledizione lanciata dalla stessa sovrana, che ancora oggi non permette di farcela.

Palazzo Reale di Napoli: Piazza del Plebiscito, 1, 80132 Napoli