In Piazza Vittoria di Napoli, crocevia tra la città e il mare, si staglia solitario il Monumento ai Caduti del mare, meglio conosciuto come la Colonna Spezzata, una colonna in marmo dedicata a tutti coloro che hanno perso la vita in mare per la patria.



Monumento quanto mai attuale dunque… eppure non avrebbe dovuto trovarsi lì. Al suo posto, infatti, ci sarebbe dovuta essere una statua che ricordasse Francesco Caracciolo (oggi sepolto nella Chiesa della Madonna della Catena, in via Santa Lucia), un grande personaggio della storia napoletana e che oggi dà il nome al lungomare di Napoli famoso in tutto il mondo.

La Colonna Spezzata Napoli

La storia della colonna spezzata di piazza vittoria si intreccia con quella altrettanto movimentata del basamento che oggi la sostiene.

Una colonna antichissima che fu rinvenuta nel XVII secolo durante i lavori di scavo del campanile del Duomo di Napoli, ma quasi sicuramente ha provenienze ben più antiche, potrebbe essere, infatti, una delle colonne a sostegno e a decoro del Tectum, il teatro di Nerone.

Ripulita e risistemata avrebbe dovuto essere utilizzata per erigere l’obelisco di San Gennaro, ma i ripetuti litigi tra l’Arcivescovo Ascanio Filomarino e le rappresentanza nobili della città compromisero questa scelta. Fu Cosimo Fanzango che la portò a termine come la si vede oggi.

Colonna Spezzata Piazza Vittoria

Per la colonna fu l’inizio di una lunga serie di spostamenti: prima accanto alla porta laterale della basilica di San Paolo Maggiore, poi nel Museo Archeologico Nazionale, solo in epoca recente (1914) fu posizionata al termine della Piazza Vittoria, il cui nome celebra appunto la vittoria che  vide la Santa Alleanza trionfanti contro i turchi di Lepanto combattuta nel 1571.

Nel cortile della Biblioteca Universitaria è possibile ammirare un busto, realizzato dallo scultore Aniello Di Maria come bozzetto preparatorio alla statua che doveva essere posta in piazza Vittoria.