In Piazza Vittoria di Napoli, crocevia tra la città e il mare, si staglia solitario il Monumento ai Caduti del mare, meglio conosciuto come la Colonna Spezzata. Una colonna in marmo dedicata a tutti coloro che hanno perso la vita in mare per la patria.

Monumento quanto mai attuale dunque, eppure non avrebbe dovuto trovarsi lì.



Al suo posto, infatti, sarebbe dovuta esserci una statua che ricordasse il prode e sventurato Ammiraglio Francesco Caracciolo, tra i protagonisti della Repubblica Napoletana del 1799. Per la sua ribellione alla dinastia Borbonica il prode e sventurato Ammiraglio venne impiccato all’albero della fregata Minerva il 29 giugno 1799.

Purtroppo la statua non fu mai realizzata per mancanza di soldi. I fondi bastarono solo a costruire la base del monumento. Il basamento però era stato istallato, quindi una decisione andava presa. La decisione arrivò solo nel 1914.

Curiosità –  è sepolto nella Chiesa della Madonna della Catena, in via Santa Lucia.

La Colonna Spezzata Napoli

La colonna spezzata

La colonna è protagonista di una storia alquanto tormentata. La storia narra che  fu rinvenuta nel XVII secolo durante i lavori di scavo del campanile del Duomo di Napoli ma quasi sicuramente ha provenienze ben più antiche. Potrebbe essere, infatti, una delle colonne a sostegno e a decoro del Tectum, il teatro di Nerone.

Venne ripulita e risistemata da Cosimo Fanzango per essere per erigere l’obelisco di San Gennaro, ma i ripetuti litigi tra l’Arcivescovo Ascanio Filomarino e le rappresentanza nobili della città compromisero questa scelta.

Colonna Spezzata Piazza Vittoria

Per la colonna fu l’inizio di una lunga serie di spostamenti. Prima accanto alla porta laterale della basilica di San Paolo Maggiore, poi nel Museo Archeologico Nazionale.

solo in epoca recente (1914) la colonna fu posizionata in Piazza Vittoria, proprio sul basamento della mancata statua di Francesco Caracciolo.

Piazza della Vittoria, più comunemente chiamata Piazza Vittoria, è ubicata in pieno centro cittadino del Lungomare Francesco Caracciolo. La sua denominazione si deve alla vittoria dei cristiani contro i turchi nella battaglia di Lepanto combattuta nel 1571.

Nel cortile della Biblioteca Universitaria è possibile ammirare un busto, realizzato dallo scultore Aniello Di Maria come bozzetto preparatorio alla statua che doveva essere posta in piazza Vittoria.