Castel Nuovo: Il Maschio Angioino di Napoli

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Il Castello Simbolo del Potere Regale Napoletano

Cos’è il Castel Nuovo? Il Castel Nuovo, chiamato dai napoletani Maschio Angioino, è il castello medievale più imponente di Napoli e uno dei monumenti simbolo della città. Con le sue massicce torri cilindriche di piperno grigio e lo spettacolare Arco di Trionfo rinascimentale in marmo bianco, domina Piazza Municipio dal 1279, testimoniando oltre 700 anni di storia napoletana: dalla corte intellettuale angioina alle sontuose feste aragonesi, dalla sede del Parlamento del Regno alle funzioni istituzionali moderne come sede del Consiglio Comunale.

In questa guida completa scoprirete la storia affascinante del Maschio Angioino, cosa vedere durante la visita (Arco Trionfale, Sala dei Baroni, Cappella Palatina, percorso museale, torri e camminamenti), informazioni pratiche aggiornate su orari, biglietti, visite guidate, come arrivare e tutti i consigli per vivere al meglio l’esperienza in questo simbolo di potere e magnificenza napoletana.

Storia del Castel Nuovo: Dal Medioevo al Rinascimento

Le Origini Angioine (1279-1282)

Carlo I d’Angiò, divenuto Re di Napoli nel 1266 dopo aver sconfitto gli Svevi, volle costruire una nuova residenza reale (da cui il nome “Castel Nuovo”) più vicina al mare e al porto rispetto ai castelli esistenti (Castel Capuano e Castel dell’Ovo). Nel 1279 iniziarono i lavori su progetto di architetti francesi Pierre de Chaule e Pierre d’Angicourt, completati in tempi record nel 1282.

Caratteristiche del castello angioino originale:

  • Pianta quadrangolare con quattro torri quadrate agli angoli
  • Fossato profondo e ponte levatoio
  • Architettura militare franco-provenzale
  • Doppia funzione: Reggia sontuosa e fortezza difensiva
  • Cinta muraria con merlature guelfe

La scelta della posizione non fu casuale: il castello doveva controllare il porto, essere facilmente difendibile dal mare e dalla terraferma, e rappresentare visivamente il nuovo potere angioino che sostituiva quello svevo.

La Corte Angioina: Splendore Culturale Europeo

Sotto la dinastia angioina (1266-1442), Castel Nuovo divenne uno dei principali centri culturali d’Europa, alla pari con Parigi e Avignone. Qui si incontravano e si fondevano la cultura francese d’origine angioina, la tradizione italiana e le influenze mediterranee, favorite dalla posizione strategica di Napoli come grande capitale portuale.

Roberto d’Angiò “Il Saggio” (1309-1343) trasformò il castello in una vera e propria corte intellettuale:

  • Ospitò Francesco Petrarca nel 1341, che vi rimase impressionato dalla magnificenza
  • Giovanni Boccaccio visse a lungo a Napoli e ambientò parte del Decameron alla corte partenopea
  • Giotto fu chiamato a affrescare la Cappella Palatina tra il 1328 e il 1333 (opere purtroppo perdute)
  • Biblioteca reale con preziosi codici miniati e manoscritti
  • Circolo di filosofi, teologi, giuristi, poeti e artisti

Ma Castel Nuovo custodisce anche storie di tensione e drammi che hanno segnato la storia. Il 13 dicembre 1294, il papa Celestino V, travolto dalle responsabilità del suo ruolo e dai giochi di potere della curia romana, decise di abdicare. Pietro del Morrone, ricordato da Dante come “Colui che fece per viltade il gran rifiuto” (Inf., III, 59-60), imprimé così al castello un alone di mito: un luogo dove il potere, l’arte e la storia si intrecciano in maniera indelebile.

La corte angioina era celebre per i tornei cavallereschi, i banchetti sontuosi, le dispute filosofiche e le feste che duravano giorni. Il castello rappresentava il punto d’incontro tra la cultura francese, quella italiana e le influenze mediterranee.

La Trasformazione Aragonese (1443-1503)

Alfonso I d’Aragona, detto “il Magnanimo”, dopo aver conquistato Napoli nel 1442 con un assedio durato sei mesi, decise di ricostruire radicalmente il castello (1443-1468) per celebrare la propria vittoria e manifestare la potenza aragonese.

Trasformazioni architettoniche fondamentali:

Torri cilindriche: Le quattro torri angolari quadrate furono sostituite da cinque possenti torri cilindriche in piperno grigio, molto più resistenti all’artiglieria moderna (le palle di cannone rimbalzavano sulle superfici curve invece di sgretolare gli angoli). Le torri prendono i nomi di: Torre di Guardia (o di Mezzo), Torre San Giorgio, Torre dell’Oro, Torre di Beverello.

Arco di Trionfo: L’elemento più spettacolare è il monumentale Arco di Trionfo (1453-1467) che celebra l’ingresso vittorioso di Alfonso a Napoli. Capolavoro rinascimentale incastonato tra due torri, rappresenta la perfetta fusione tra architettura militare medievale e arte celebrativa rinascimentale, sul modello degli archi romani antichi.

Interni rinascimentali: Gli spazi interni furono ampliati e decorati con affreschi, stucchi e decorazioni rinascimentali in stile catalano-toscano. La Sala dei Baroni fu dotata della celebre volta a ombrello stellare.

Architetti e artisti: Il progetto aragonese vide la collaborazione di maestri provenienti da tutta Europa: Guillermo Sagrera (catalano, autore della volta della Sala dei Baroni), Francesco Laurana (dalmata, scultore dell’Arco), Pere Johan, Isaia da Pisa e altri maestri toscani.

Dal Viceregno Spagnolo all’Età Moderna

Periodo Spagnolo (1503-1734): Dopo la caduta degli Aragonesi, Napoli divenne vicereame spagnolo e il castello fu sede dei viceré. La funzione residenziale diminuì gradualmente a favore di quella militare e amministrativa.

Regno Borbonico (1734-1860): Con l’arrivo dei Borbone, la corte si trasferì al nuovo Palazzo Reale. Il Castel Nuovo ospitò l’Archivio di Stato e divenne caserma militare, perdendo molto del suo smalto rinascimentale.

Unità d’Italia (1860-1990): Dopo l’Unità d’Italia, il castello subì restauri pesanti nell’Ottocento che alterarono alcuni elementi originali. Fu sede di vari uffici amministrativi e militari.

Restauro contemporaneo (1990-oggi): Nel 1990 fu aperto al pubblico come Museo Civico dopo importanti lavori di restauro. Tra il 2006 e il 2015, gli scavi archeologici in Piazza Municipio portarono alla luce resti romani e navi antiche, visibili nella stazione metro sottostante.

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Cosa Vedere al Castel Nuovo: Il Percorso di Visita

L’Arco di Trionfo: Capolavoro Rinascimentale

È il primo arco trionfale rinascimentale d’Italia, fatto erigere da Alfonso V d’Aragona (1453-1467) dopo la conquista del Regno di Napoli nel 1443, come chiaro manifesto di potere, legittimazione politica e magnificenza dinastica.

Alto oltre 35 metri, realizzato in candido marmo di Carrara e Maiori, è incastrato tra due torri cilindriche, creando un contrasto cromatico spettacolare: il bianco luminoso del marmo contro il grigio scuro delle pietre vulcaniche.

Struttura architettonica a tre livelli:

Livello inferiore (Primo ordine):

  • Arco principale: Ispirato agli archi trionfali romani (Arco di Tito, Arco di Costantino)
  • Grande rilievo centrale: Raffigura l’Ingresso trionfale di Alfonso d’Aragona a Napoli (26 febbraio 1443). Il re è rappresentato su un carro trionfale trainato da quattro cavalli, circondato dai suoi condottieri e preceduto dalle personificazioni delle Virtù. La processione attraversa una porta della città mentre il popolo festante lo accoglie.
  • Fregi laterali: Scene di battaglie, virtù aragonesi, simboli araldici
  • Artisti: Scultori Pere Joan, Francesco Laurana, Isaia da Pisa, Paolo Romano

Livello intermedio (Secondo ordine):

  • Quattro nicchie con statue: Rappresentano le Virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza) che dovevano guidare il buon governo del re
  • Iscrizione dedicatoria: A grandi caratteri capitali romani: “ALPHONSVS REX HISPANVS SICVLVS ITALICVS PIVS CLEMENS INVICTVS” (Alfonso re di Spagna, Sicilia e Italia, pio, clemente, invincibile)
  • Decorazioni: Putti, ghirlande floreali, festoni, stemmi aragonesi con il fascio di frecce
  • Medaglioni: Ritratti di imperatori romani, collegamento ideale con l’antichità

Livello superiore (Attico):

  • San Michele Arcangelo: Grande statua apicale (il santo patrono scelto dagli Aragonesi per proteggere il regno)
  • Statue laterali: Due angeli musicanti che annunciano la gloria del sovrano
  • Tondo centrale: Stemma del Regno di Napoli-Aragona
  • Cornice finale: Coronamento con acroteri decorativi

Dettagli artistici e simbolici:

Il materiale principale è il marmo bianco, con inserti originali in bronzo dorato (oggi sostituiti da copie) e basi in pietra di piperno locale. La tecnica scultorea mescola:

  • Stile catalano: Per la ricchezza decorativa e alcuni dettagli goticheggianti
  • Rinascimento toscano: Per la pulizia formale, la prospettiva, il naturalismo
  • Classicismo romano: Per l’ispirazione agli archi antichi e la mitologia

Simbolismo politico: L’arco non è solo un’opera d’arte, ma un manifesto propagandistico che comunica:

  • Legittimazione del potere aragonese (collegamento con Roma imperiale)
  • Virtù del sovrano (giusto, forte, prudente, temperante)
  • Protezione divina (angeli, santi)
  • Vittoria militare ma anche culturale (riferimenti umanistici)

Stato di conservazione: L’arco ha subito vari restauri nei secoli. Alcuni elementi originali in bronzo furono rimossi e sostituiti. Il marmo ha sofferto l’inquinamento atmosferico ma recenti restauri hanno restituito candore alle sculture.

Consiglio fotografico: La luce del mattino (9-11) illumina perfettamente l’arco frontalmente, esaltando i rilievi. Il contrasto con le torri scure crea un effetto drammatico. Dal cortile interno, la prospettiva inversa offre scorci unici con controluce suggestivo.

Dietro l’arco puoi invece vedere la copia del portone bombardato custodito nel museo. Approfondisci Porta di bronzo del Maschio Angioino e la palla di cannone →

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Il Cortile Interno: Architettura Gotico-Catalana

Attraversato il maestoso Arco di Trionfo, si entra nel cortile quadrangolare (45×45 metri circa) circondato da eleganti portici con arcate gotiche catalane a sesto acuto.

Elementi architettonici:

Portici gotici: Su tre lati del cortile corrono portici con arcate ogivali sostenute da snelli pilastri ottagonali. I capitelli sono finemente scolpiti con motivi vegetali e geometrici. Le nervature delle volte a crociera creano un gioco di linee elegante tipico del gotico internazionale con influenze catalane.

Scalone monumentale: Sul lato sud, un imponente scalone a doppia rampa conduce al piano nobile dove si trovano la Sala dei Baroni e gli appartamenti reali. Lo scalone fu modificato nel XIX secolo ma mantiene l’impostazione aragonese.

Pozzo centrale: Al centro del cortile si trova un pozzo in pietra piperno, funzionale per l’approvvigionamento idrico del castello. Elemento decorativo e pratico insieme, testimonia la vita quotidiana della corte.

Resti di affreschi: Sulle pareti del cortile si intravedono ancora tracce di affreschi e decorazioni pittoriche che un tempo ricoprivano l’intero spazio. Alcune iscrizioni latine sono ancora leggibili. Gli affreschi erano principalmente motivi araldici, finti marmi e scene celebrative.

Funzione storica: Il cortile era il cuore pulsante del castello, teatro di cerimonie ufficiali, tornei cavallereschi, rappresentazioni teatrali, mercati e vita quotidiana. Durante le feste aragonesi, veniva addobbato con arazzi, stendardi, illuminazioni e allestito per banchetti con centinaia di commensali.

Atmosfera: Oggi il cortile conserva un’atmosfera sospesa nel tempo. Il contrasto tra il silenzio attuale e l’immaginazione della vita frenetica di corte crea un’emozione particolare. Nelle serate estive ospita concerti e rappresentazioni teatrali che rievocano la funzione originaria.

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La Sala dei Baroni: Capolavoro Gotico-Catalano

La sala più spettacolare del castello, testimone di potere, feste e tradimenti.

La Sala dei Baroni (o Sala Grande o Sala Maggiore) è il salone di rappresentanza più importante del Castel Nuovo, voluto da Alfonso d’Aragona come simbolo di magnificenza e potere. Il nome attuale deriva dalla drammatica Congiura dei Baroni (1485-1487): i nobili napoletani si ribellarono a Ferrante I d’Aragona accusandolo di tirannia, ma il re con un inganno li invitò in questa sala per una finta riconciliazione e li fece arrestare tutti.

Architettura e dimensioni:

  • Dimensioni: 26 metri per 28 metri di base, altezza 28 metri
  • Pianta: Quadrata, tipica delle sale gotiche catalane
  • Volume: Oltre 20.000 metri cubi di spazio interno
  • Funzione originale: Sala del trono, banchetti reali, cerimonie ufficiali, udienze

La Volta a Ombrello Stellare:

L’elemento più spettacolare è la volta a ombrello (bóveda de crucería estrellada) progettata e costruita da Guillermo Sagrera (1407-1454), il più grande architetto catalano del Quattrocento, tra il 1454 e il 1458.

Struttura tecnica:

  • 28 nervature (costoloni) partono da un’unica colonna centrale ottagonale
  • Le nervature si aprono a raggiera come le stecche di un ombrello o i rami di una palma
  • Si diramano verso le pareti perimetrali dove trovano appoggio su mensole
  • Pietra di piperno grigio locale per tutta la struttura
  • Altezza della chiave di volta: 28 metri dal pavimento

Innovazioni tecniche:

  • Sistema strutturale ardito che anticipa soluzioni rinascimentali
  • Distribuzione intelligente dei pesi attraverso le nervature
  • La colonna centrale è quasi decorativa, il peso è scaricato sulle pareti perimetrali
  • Resistenza sismica eccezionale (ha superato terremoti devastanti nei 570 anni)
  • Acustica perfetta per la voce umana e la musica

Effetto visivo ed emotivo: L’effetto è di leggerezza, slancio verso l’alto ed eleganza. Nonostante le dimensioni monumentali e il peso enorme della pietra, la sala trasmette una sensazione di grazia. La geometria stellare della volta crea un effetto quasi mistico, come un cielo pietrificato.

Illuminazione: Originariamente la sala era illuminata da oculi (finestre circolari) alla base della volta che lasciavano filtrare luce zenitale. Oggi l’illuminazione artificiale esalta la struttura di notte.

Decorazioni perdute: In origine, la sala era riccamente decorata con:

  • Affreschi sulle pareti con scene mitologiche e storiche
  • Arazzi fiamminghi durante le cerimonie
  • Trono reale dorato sul fondo
  • Pavimento maiolicato o marmoreo (sostituito)
  • Stemmi e bandiere appesi

Purtroppo, secoli di abbandono e l’uso come caserma e deposito hanno causato la perdita totale delle decorazioni pittoriche. Oggi rimane la nuda architettura gotica, che però proprio nella sua essenzialità rivela la purezza della concezione strutturale.

Funzioni storiche:

Periodo aragonese: Sala del trono, cerimonie di investitura, ricevimento ambascerie straniere, banchetti per centinaia di nobili, feste sontuose con musica e danze, rappresentazioni teatrali.

Congiura dei Baroni (1486): Il re Ferrante I invitò i nobili ribelli per una finta pace. Mentre banchettavano, le porte si chiusero e i soldati arrestarono tutti i partecipanti. Alcuni furono giustiziati, altri imprigionati nelle segrete sottostanti dove morirono di stenti. La sala divenne simbolo di tradimento e vendetta reale.

Sede del Parlamento: Dal Cinquecento fino all’Ottocento, ospitò le sedute del Parlamento del Regno di Napoli (organo consultivo con rappresentanti della nobiltà, del clero e delle città demaniali).

Oggi: Sede del Consiglio Comunale di Napoli per le sedute più importanti, eventi istituzionali, concerti di musica classica (l’acustica è straordinaria), mostre temporanee, matrimoni civili.

Curiosità acustiche: L’acustica della Sala dei Baroni è considerata tra le migliori d’Europa per la musica corale e da camera. Una persona che parla normalmente da un angolo viene sentita perfettamente dall’angolo opposto a 35 metri di distanza. I concerti tenuti qui sono esperienze sonore indimenticabili.

Suggerimento di visita: Cercate di assistere a un concerto serale nella Sala dei Baroni (programmazione variabile). L’emozione di ascoltare musica in questo spazio gotico, illuminato da luci soffuse, è unica. Informazioni su www.comune.napoli.it/cultura

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La Cappella Palatina: Gioiello Gotico Sopravvissuto

L’unica parte del castello angioino originale miracolosamente preservata.

La Cappella Palatina (dedicata a Santa Barbara, protettrice degli artiglieri) fu costruita tra il 1307 e il 1330 durante il regno di Roberto d’Angiò ed è l’unico ambiente del castello angioino originale sopravvissuto alla ricostruzione aragonese. Questo la rende un documento architettonico preziosissimo del gotico provenzale a Napoli.

Architettura gotica pura:

  • Stile: Gotico provenzale francese con influenze italiane
  • Pianta: Rettangolare con navata unica
  • Volta: A crociera con costoloni in pietra
  • Altezza: Slancio verticale tipico gotico (circa 15 metri)
  • Luce: Finestre ogivali strette e alte che creano atmosfera raccolta e mistica

Portale Rinascimentale (1470):

Il contrasto più sorprendente è il portale d’ingresso rinascimentale aggiunto dagli Aragonesi nel 1470, opera di Francesco Laurana e della sua bottega. È un capolavoro di scultura rinascimentale toscana:

Elementi scultorei:

  • Lunetta: Madonna col Bambino seduta in trono, affiancata da due angeli adoranti. La delicatezza dei volti, la morbidezza dei panneggi, la grazia delle pose rappresentano il vertice della scultura quattrocentesca.
  • Stipiti: Decorati con candelabri, festoni di frutta, putti che giocano
  • Architrave: Ghirlande floreali finemente scolpite
  • Materiale: Marmo bianco di Carrara che contrasta con la pietra grigia della chiesa

Il portale rinascimentale incastonato nella facciata gotica crea un dialogo affascinante tra due epoche artisticheseparate da 150 anni, simbolo della continuità storica del castello.

Affreschi trecenteschi (frammenti):

All’interno, sulle pareti e nell’abside, sopravvivono preziosi frammenti di affreschi del XIV-XV secolo:

Parete sinistra: Storie della Vergine e Santi, stile giottesco napoletano. Si riconoscono scene dell’Annunciazione, Natività, figure di santi in nicchie dipinte. I colori originali sono sbiaditi ma si intuisce la ricchezza cromatica: azzurri intensi, rossi vermiglio, ori.

Abside: Una delicata Madonna col Bambino trecentesca, di scuola toscano-napoletana. Il volto della Vergine ha l’espressione dolce e malinconica tipica del Trecento, gli incarnati rosati, l’oro del fondo.

Parete destra: Santi aragonesi aggiunti nel XV secolo quando la cappella fu adattata al culto catalano. Si riconoscono San Giorgio, San Michele Arcangelo.

Rosone e vetrate:

Il rosone gotico sulla controfacciata è stato restaurato con vetrate moderne che riproducono modelli medievali. Quando la luce filtra attraverso i vetri colorati, la cappella si riempie di riflessi policromi creando un’atmosfera quasi ultraterrena, come nelle cattedrali gotiche francesi.

Funzione storica:

La cappella era la chiesa privata dei sovrani, dove i re assistevano alla messa quotidiana, si celebravano matrimoni reali, battesimi di principi, funerali di corte. Era riservata alla famiglia reale e ai nobili più stretti. Il popolo non poteva accedervi.

Leggenda di Giotto: Secondo le fonti storiche, Giotto affrescò la Cappella Palatina tra il 1328 e il 1333, chiamato da Roberto d’Angiò. Purtroppo questi affreschi giotteschi sono completamente perduti (forse rimossi durante i lavori aragonesi o coperti da intonaci successivi). Sarebbe stato uno dei cicli pittorici più importanti del Trecento italiano.

Stato di conservazione: Nonostante i 700 anni, terremoti, incuria e restauri pesanti ottocenteschi, la cappella mantiene intatta la sua struttura gotica e i frammenti pittorici superstiti sono stati restaurati. È un luogo di grande suggestione dove si percepisce tangibilmente il peso della storia.

Esperienza di visita: La cappella è piccola e raccolta. Si entra da soli o in piccoli gruppi. Il silenzio, la penombra, i frammenti di affreschi antichi creano un’emozione spirituale anche per chi non è credente. È un momento di pausa contemplativa durante la visita al castello.

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Il Museo Civico: Arte dal Medioevo al Novecento

Il percorso museale del Castel Nuovo si sviluppa nei vari piani del castello e ospita le collezioni del Museo Civico di Napoli con opere che spaziano dal Medioevo al XX secolo.

Livello 1: Scultura Medievale e Rinascimentale

Frammenti dell’Arco Trionfale: Alcuni pezzi scultorei originali dell’Arco di Trionfo furono rimossi per conservazione e sostituiti con copie. Qui si possono osservare da vicino i dettagli della scultura rinascimentale: volti espressivi, panneggi virtuosistici, iscrizioni.

Sculture gotiche napoletane: Provenienti da chiese demolite o ristrutturate: capitelli scolpiti, bassorilievi con scene sacre, statue lignee policrome, elementi architettonici decorati.

Portale della Cappella di Santa Barbara: Un’intera sezione è dedicata all’analisi del capolavoro di Francesco Laurana, con approfondimenti sulla tecnica scultorea rinascimentale.

Stemmi e araldica: Collezione di stemmi aragonesi, angioini e delle famiglie nobili napoletane che hanno abitato o gravitato attorno al castello. Un affascinante compendio di storia attraverso l’araldica.

Livello 2: Pinacoteca (XV-XIX secolo)

Pittura napoletana rinascimentale: Opere di pittori napoletani del Quattro e Cinquecento, influenzati dai maestri fiamminghi e toscani. Polittici, pale d’altare, ritratti.

Barocco napoletano (XVII secolo): La sezione più ricca. Capolavori di:

  • Luca Giordano (1634-1705): “Il Presto” napoletano, uno dei più prolifici pittori barocchi
  • Mattia Preti (1613-1699): Il “Cavalier Calabrese”, tenebrismo caravaggesco
  • Francesco Solimena (1657-1747): Massimo esponente del barocco napoletano tardo
  • Andrea Vaccaro, Massimo Stanzione, opere minori di Jusepe de Ribera

Vedute di Napoli: Collezione di vedute della città tra Seicento e Ottocento. Affascinanti testimonianze della Napoli antica: il porto, i castelli, il lungomare, il Vesuvio fumante. Opere di vedutisti napoletani e della Scuola di Posillipo (paesaggismo romantico).

Ritratti reali e nobiliari: Galleria di ritratti di sovrani, viceré, cardinali, nobili che hanno fatto la storia di Napoli. Dalla dinastia angioina ai Borbone.

Sale Tematiche:

Sala dell’Armeria: Collezione di armi medievali e rinascimentali: spade, alabarde, armature, balestre, archibugi. Ricostruzioni di armamenti d’epoca che aiutano a immaginare la vita militare nel castello.

Sala della Dinastia Aragonese: Documenti storici, stampe antiche, genealogie, cronache che raccontano la storia degli Aragonesi a Napoli. Tavole esplicative sulla Congiura dei Baroni.

Percorso nelle Torri: Alcuni tratti del camminamento difensivo sulle mura e l’accesso ad alcune torri permettono di vedere da vicino l’architettura militare: feritoie, caditoie, piombatoi, scale elicoidali interne alle torri.

Opere principali da non perdere:

Tavola di Colantonio (XV sec.): San Francesco che consegna la Regola, uno dei capolavori della pittura napoletana quattrocentesca.

Vedute settecentesche: I quadri che mostrano il porto di Napoli nel Settecento con decine di velieri, il castello, il Vesuvio sullo sfondo.

Affreschi staccati: Frammenti di affreschi provenienti da edifici napoletani demoliti nell’Ottocento durante i “risanamenti” urbanistici.

Durata consigliata: Minimo 1 ora per le sale principali, 1h30-2h per una visita completa con calma. Il percorso è ben segnalato ma non sempre lineare (si sale e scende tra vari piani).

Audioguide: Disponibili in italiano, inglese, francese, spagnolo (€5). Consigliate per approfondire la storia delle opere.

Visita il Museo Archeologico (MANN) →

Le Torri e i Camminamenti Difensivi

Il castello conserva cinque possenti torri cilindriche in pietra di piperno che rappresentano il capolavoro dell’architettura militare quattrocentesca.

Le Cinque Torri:

Sul lato rivolto verso la città, dove si trova l’ingresso:

1. Torre di Guardia (a destra: Situata sul lato destro dell’ingresso principale, aveva una funzione prevalentemente difensiva e di controllo. Insieme alla Torre di Mezzo incornicia l’arco trionfale aragonese, rafforzandone il valore simbolico.

2. Torre di Mezzo (al centro): È una delle torri più importanti perché affianca direttamente l’Arco di Trionfo rinascimentale. Svolgeva un ruolo difensivo ma anche rappresentativo, diventando parte integrante della scenografia monumentale voluta da Alfonso d’Aragona.

3. Torre di San Giorgio (a sinistra): Collocata sul lato orientale del castello, prende il nome da un’antica cappella. Era destinata alla difesa e al controllo del perimetro, ma anche a funzioni interne legate alla vita di corte.

Sul lato rivolto verso il mare:

4. Torre dell’Oro (a sinistra): Situata sul lato sud-occidentale, deve il nome probabilmente alle decorazioni interne. Secondo tradizione qui era custodito il tesoro reale aragonese. Era una torre difensiva ma anche di rappresentanza, collegata agli ambienti nobili del castello.

5. Torre di Beverello (a destra): Rivolta verso il porto, prende il nome dall’antico approdo del Beverello. Aveva un ruolo strategico fondamentale per la difesa marittima e per i collegamenti con il mare.

Caratteristiche tecniche delle torri:

  • Forma cilindrica: Rivoluzione rispetto alle torri quadrate. Le palle di cannone rimbalzano sulla superficie curva invece di sgretolare angoli.
  • Diametro: 15-18 metri
  • Altezza: 50-55 metri
  • Spessore mura: 6-8 metri alla base, 3-4 metri in sommità
  • Materiale: Pietra di piperno, tufo napoletano resistente
  • Scale interne: Elicoidali in pietra, strette e ripide

Camminamenti sulle mura:

Tra le torri corrono i camminamenti di ronda (cammino di ronda), percorsi pedonali sulle mura perimetrali dove le sentinelle pattugliavano 24 ore su 24. Oggi alcuni tratti sono visitabili:

Elementi difensivi visibili:

  • Merlatura: Merloni quadrati (ghibellini) che proteggevano i difensori
  • Feritoie: Aperture strette per l’uso di archi e balestre
  • Piombatoi: Aperture sul pavimento per gettare olio bollente, pietre, frecce sugli assalitori
  • Caditoie: Simili ai piombatoi, sporgenze aggettanti
  • Balestriere: Nicchie per i balestrieri

Vedute panoramiche dai camminamenti:

Il percorso sui camminamenti e l’accesso ad alcune torri offrono panorami spettacolari su:

  • Porto di Napoli: Vista privilegiata su Molo Beverello, terminal traghetti, navi da crociera
  • Golfo e Vesuvio: Il vulcano fumante sullo sfondo, il mare turchese
  • Centro storico: Tetti rossi, campanili, cupole delle chiese
  • Piazza Municipio: Dall’alto si apprezza l’urbanistica moderna e la stazione metro archeologica
  • Castel dell’Ovo: Si vede in lontananza l’altro castello sul mare

Esperienza di visita: Camminare sugli stessi percorsi battuti dalle sentinelle 500 anni fa, affacciarsi dalle stesse feritoie, immaginare gli assedi, le battaglie navali nel porto, è un’emozione forte. Il vento che soffia sulle mura, il panorama a 360°, la sensazione di potenza e invulnerabilità del castello.

Accessibilità: Attenzione, i camminamenti e le torri sono raggiungibili solo tramite scale medievali strette, ripide, senza ascensore. Non accessibili a persone con difficoltà motorie o claustrofobiche. Richiedono un minimo di forma fisica.

Sicurezza: I parapetti sono adeguati ma chi soffre di vertigini potrebbe sentirsi a disagio. Bambini piccoli da tenere per mano. Nei giorni di vento forte l’accesso può essere limitato.

Migliore orario fotografico: Tardo pomeriggio (17-18), quando la luce calda del tramonto illumina il golfo e il Vesuvio si staglia dorato contro il cielo.

Visita Castel Sant’Elmo per altri panorami →

Le Segrete: Le Prigioni Sotterranee

Le carceri oscure dove furono rinchiusi i baroni traditori e altri prigionieri illustri.

Sotto il castello si estendono sale sotterranee, depositi, cisterne e soprattutto le prigioni (le “segrete”) che hanno ospitato nei secoli prigionieri politici, nobili caduti in disgrazia, nemici del regno.

Le Prigioni della Congiura dei Baroni:

Le celle più tristemente famose sono quelle dove furono rinchiusi i baroni napoletani arrestati nel 1486 dopo la finta riconciliazione nella Sala dei Baroni. Le condizioni erano durissime:

  • Buio totale: Nessuna finestra, solo una porta blindata
  • Umidità: Umidità altissima (80-90%), muri stillanti acqua
  • Freddo: Temperature basse tutto l’anno
  • Isolamento: I prigionieri non potevano comunicare tra loro
  • Alimentazione: Pane e acqua, a volte neanche quello

Secondo le cronache, alcuni baroni morirono di stenti, fame e malattie nelle segrete prima ancora di essere processati. Il re Ferrante I era noto per la sua crudeltà e la leggenda (probabilmente falsa ma significativa) dice che facesse imbalsamare i nemici uccisi e li esponesse in un museo personale.

Altre celle sotterranee:

Nei secoli successivi, le prigioni ospitarono:

  • Prigionieri politici durante il Viceregno spagnolo
  • Giacobini e rivoluzionari durante la Repubblica Napoletana (1799)
  • Liberali e carbonari nell’Ottocento
  • Partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale (quando i tedeschi occuparono il castello)

Cisterne e depositi:

Oltre alle prigioni, il sottosuolo ospitava:

  • Cisterne d’acqua: Grandi vasche scavate nel tufo per raccogliere l’acqua piovana e garantire l’autonomia del castello in caso di assedio
  • Depositi di viveri: Granai, cantine, magazzini per conservare cibo per mesi
  • Depositi di armi: Polveriere, armerie sotterranee
  • Stalle sotterranee: Per i cavalli

Passaggi segreti (leggenda):

La leggenda popolare vuole che dal castello partissero passaggi segreti sotterranei che permettevano al re di fuggire in caso di pericolo:

  • Un tunnel verso il porto per imbarcarsi su una nave
  • Un cunicolo verso Castel dell’Ovo
  • Vie sotterranee verso il centro città

Non ci sono prove archeologiche certe di questi tunnel (anche se molti castelli medievali ne avevano), ma la leggenda è radicata nella tradizione napoletana.

La Leggenda del Coccodrillo

Il Maschio Angioino, come ogni castello che si rispetti, è protagonista di numerose leggende. Una di queste narra di un famelico coccodrillo, arrivato in città seguendo una nave proveniente dall’Egitto, utilizzato per sbarazzarsi dei nemici più scomodi della corte.

Pare che il rettile, attraverso una stretta apertura comunicante con il mare, trascinava nelle profondità marine i prigionieri rinchiusi nelle segrete poste sotto la Cappella Palatina: la “prigione della congiura dei Baroni” e la “fossa del miglio”, conosciuta come “fossa del coccodrillo”.

Due Sovrani, Stesso Mostro. La leggenda narra che il coccodrillo del Maschio Angioino abbia “prestato servizio” in due periodi diversi
Si narra che Giovanna II, regina di Napoli (1414-1435) dai facili costumi, ospitasse all’interno del castello i tanti amanti scelti tra i popolani di bell’aspetto. Per tutelare il suo buon nome, una volta saziate le sue voglie, soleva rinchiudere i malcapitati amanti nella “fossa del miglio”. Una delle due prigioni che si trovano nei sotterranei del Maschio Angioino,

Pare che Ferrante D’Aragona, re di Napoli dal 1458 al 1494 si servì del rettile per eliminare i partecipanti alla congiura dei Baroni del 1486.
Fu proprio Ferrante ad ordinare la cattura del coccodrillo. Fu ucciso, imbalsamato e appeso all’ingresso del castello come monito. Stampe dell’Ottocento mostrano ancora la carcassa appesa all’entrata. Era quello della leggenda o solo un trofeo esotico?

Visite alle segrete:

L’accesso alle segrete dipende da:

  • Aperture straordinarie: Durante eventi speciali (Maggio dei Monumenti, Giornate FAI)
  • Visite guidate tematiche: “I Segreti del Maschio Angioino” (verificare calendario)
  • Tour notturni: Occasionalmente organizzati con atmosfera suggestiva

Normalmente le segrete non sono incluse nel percorso standard di visita per motivi di sicurezza (ambienti angusti, umidi, scalinate ripide). Chi è interessato deve informarsi preventivamente.

Atmosfera: Le segrete hanno un’atmosfera da brivido. Buio, silenzio, umidità, il peso della storia di sofferenza umana. Non adatte a tutti ma un’esperienza unica per chi ama la storia “oscura”.

Scopri Napoli Sotterranea →

Informazioni Pratiche per la Visita

Orari di Apertura (2025-2026)

Dal Lunedì al Sabato:

  • Orario: 8:30 – 19:00
  • Ultimo ingresso: 18:00
  • Chiusura cassa: 18:00

Domenica e Festivi:

  • Orario: 8:30 – 14:00
  • Ultimo ingresso: 13:00
  • Chiusura cassa: 13:00

Giornate di chiusura:

  • 1 gennaio (Capodanno)
  • 1 maggio (Festa dei Lavoratori)
  • 25 dicembre (Natale)
  • Martedì (chiusura settimanale – VERIFICARE, può variare)

Variazioni stagionali: Gli orari possono subire variazioni nei mesi invernali (novembre-marzo) con chiusura anticipata. Consigliamo sempre di verificare sul sito ufficiale del Comune di Napoli prima della visita: www.comune.napoli.it/castelnuovo

Chiusure straordinarie: Il castello può chiudere per eventi istituzionali (sedute del Consiglio Comunale nella Sala dei Baroni), allestimenti per mostre, restauri. Controllare sempre online o telefonare.

Aperture serali straordinarie: Durante l’estate (giugno-settembre) e per eventi speciali (concerti, mostre), il castello può rimanere aperto fino alle 22:00-23:00. Programma su www.comune.napoli.it/cultura

Biglietti e Tariffe (2025-2026)

Biglietto Intero:

  • €6.00 (Castello + Museo Civico + Cappella Palatina)

Biglietto Ridotto:

  • €4.00
  • Chi ne ha diritto:
    • Studenti universitari 18-25 anni (con tessera universitaria europea)
    • Over 65 anni (cittadini UE con documento)
    • Gruppi organizzati di 15+ persone (previa prenotazione)
    • Insegnanti scuole pubbliche (con documentazione)

Ingresso Gratuito:

  • Under 18 anni (con documento)
  • Disabili con certificazione + 1 accompagnatore
  • Insegnanti accompagnatori di gruppi scolastici
  • Guide turistiche abilitate (con tesserino)
  • Giornalisti (con tesserino ordine)
  • Prima domenica di ogni mese (per tutti, museo civici gratuiti)
  • Giornate Europee del Patrimonio (settembre)
  • Maggio/Dicembre dei Monumenti (iniziative Comune di Napoli)

Biglietti Combinati:

“Musei Comunali Napoli”: Biglietto cumulativo per visitare più siti comunali con risparmio:

Campania Artecard: Il pass turistico regionale include il Castel Nuovo tra i siti accessibili con ingresso gratuito o ridotto (secondo formula scelta).

Dove e come acquistare:

Biglietteria fisica:

  • All’ingresso del castello (cortile interno, dopo l’arco)
  • Contanti e carte accettate
  • Possibili code nei weekend e alta stagione

Online (consigliato):

  • Sito ufficiale Comune Napoli (quando attivo)
  • Piattaforme di prenotazione turistiche (GetYourGuide, Tiqets, Viator)
  • Vantaggio: Salta la fila in biglietteria
  • Sovrapprezzo: Circa €1-2 per diritti prenotazione

Prenotazioni gruppi: Obbligatoria per gruppi scolastici e gruppi turistici 15+ persone.

  • Email: cultura@comune.napoli.it
  • Tel: +39 081 795 7722

Gratuità prima domenica: La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito per tutti, ma aspettatevi code molto lunghe (anche 1-2 ore di attesa) e massimo affollamento. Sconsigliato se volete una visita tranquilla.

Visite Guidate e Tour

Visite Guidate Ufficiali (Comune di Napoli):

L’ufficio turistico comunale organizza visite guidate in italiano, inglese, francese, spagnolo:

  • Durata: 90 minuti
  • Prezzo: €8-12 (oltre biglietto ingresso)
  • Prenotazione: cultura@comune.napoli.it o tel. +39 081 795 7722
  • Orari: Variabili, verificare calendario mensile

Guide Turistiche Abilitate Private:

È possibile prenotare guide turistiche abilitate Regione Campania per tour privati personalizzati:

  • Costo: €100-150 per gruppo (fino 25 persone) + biglietti ingresso
  • Lingue: Tutte le principali lingue europee + giapponese, cinese, russo
  • Durata: 1h30-2h30
  • Temi: Storia medievale, arte rinascimentale, leggende del castello, focus architettura

Audioguide:

Disponibili alla biglietteria:

  • Prezzo: €5
  • Lingue: Italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco
  • Durata: Circa 90 minuti di audio
  • Contenuto: Storia castello, descrizione sale, opere d’arte, aneddoti

App Mobile Gratuita:

Il Comune di Napoli ha sviluppato un’app gratuita “Castel Nuovo” (iOS e Android):

  • Audioguida gratuita
  • Mappe interattive
  • Realtà aumentata (ricostruzioni virtuali)
  • Galleria fotografica storica
  • Approfondimenti storici

Tour Tematici Speciali:

Durante l’anno vengono organizzati tour tematici:

“I Segreti del Maschio Angioino”: Visita ai sotterranei, segrete, passaggi nascosti (quando aperto). Prenotazione obbligatoria, posti limitati.

“Congiura dei Baroni”: Tour teatralizzato con attori in costume che rievocano la drammatica storia (eventi speciali).

Visite Notturne: Estate, con illuminazione suggestiva e aperitivo in terrazza (eventi speciali, 20-30€).

Concerti nella Sala dei Baroni: Musica classica, jazz, concerti corali. Ticket concerti include ingresso castello prima del concerto (programma variabile, 15-40€).

Info e prenotazioni tour speciali: www.comune.napoli.it/eventi o ufficio IAT Piazza Gesù Nuovo

Prenota tour guidati di Napoli →

Come Arrivare al Castel Nuovo

Posizione: Piazza Municipio, 80133 Napoli (centro città, fronte porto)

Coordinate GPS: 40.8387° N, 14.2531° E

Il Castel Nuovo è in posizione centralissima, facilmente raggiungibile con tutti i mezzi di trasporto.

Metro (Consigliato):

Linea 1 (Metropolitana dell’Arte):

  • Fermata Municipio (nuovissima, inaugurata 2015)
  • Uscita: Direttamente su Piazza Municipio (30 secondi a piedi dal castello!)
  • Frequenza: Ogni 7-10 minuti
  • Orari: 6:00-23:00 (venerdì-sabato fino 1:30)
  • Biglietto: €1.60 (90 minuti)

Bonus: La stazione Municipio è una stazione-museo archeologica. Durante gli scavi sono emerse navi romane (I-III sec. d.C.) e resti del porto antico, visibili gratuitamente nella stazione. Vale la pena visitarla!

Linea 2 (Trenitalia):

  • Fermata Montesanto o Piazza Amedeo (Chiaia)
  • Poi 15 minuti a piedi o bus

Autobus:

Numerose linee fermano a Piazza Municipio:

  • R2: Circolare centro storico
  • 151, 154: Collegamenti vari quartieri
  • 201: Stazione Centrale – Porto
  • C82, E1: Collegamenti rapidi
  • Alibus: Aeroporto – Stazione – Porto (ferma Piazza Municipio)

Fermata: Piazza Municipio (tutte le linee)

A piedi (da punti d’interesse):

Il castello è in posizione ideale per un itinerario a piedi:

  • Da Spaccanapoli/Centro Storico: 15 minuti (1.2 km) – via Toledo e Via Medina
  • Da Piazza Plebiscito/Palazzo Reale: 8 minuti (600 m)
  • Da Stazione Centrale: 25 minuti (2 km) – via Depretis
  • Da Lungomare Caracciolo: 20 minuti passeggiata sul mare
  • Da Porto (Molo Beverello – traghetti isole): 3 minuti (200 m)
  • Da Via Toledo/Galleria Umberto: 10 minuti

Taxi:

  • Da Stazione Centrale: €10-12 (10 min)
  • Da Aeroporto Capodichino: €23 (tariffa fissa) (20-30 min)
  • Da Vomero: €8-10 (15 min)
  • Da Posillipo: €12-15

App taxi consigliate: Free Now, It Taxi (taxi bianchi ufficiali, sicuri)

⚠️ Attenzione: Usare SOLO taxi ufficiali bianchi. NO abusivi (rischio truffe).

In Auto (Sconsigliato):

Guidare e parcheggiare nel centro di Napoli è molto difficile:

  • Traffico caotico
  • Piazza Municipio è ZTL (Zona Traffico Limitato) – multe automatiche per accesso non autorizzato
  • Parcheggi scarsi e costosi

Se proprio necessario, parcheggi vicini:

Parcheggio Brin (Via Brin):

  • 800 posti auto
  • €2/ora, €20/giorno
  • 10 minuti a piedi dal castello
  • Più economico

Parcheggio Municipio (sotto Piazza Municipio):

  • Modernissimo (aperto 2015)
  • €2.50/ora, €25/giorno
  • 2 minuti dal castello
  • Comodo ma caro

Parcheggio Turistico (Via De Gasperi):

  • Per bus turistici e camper
  • €15-30/giorno secondo mezzo

Consiglio: Se arrivate in auto, parcheggiate in hotel o in parcheggio di interscambio fuori centro e usate metro/bus. Il centro di Napoli si visita a piedi o con mezzi pubblici.

Come muoversi a Napoli: guida completa →

Accessibilità e Servizi

Accessibilità Disabili:

Il castello è parzialmente accessibile:

Accessibile:

  • Cortile interno (rampa d’accesso dall’ingresso)
  • Sala dei Baroni (ascensore dal cortile)
  • Piano terra museo (alcune sale)
  • Servizi igienici adattati

Non accessibile:

  • Torri (solo scale strette medievali)
  • Camminamenti sulle mura (scale)
  • Piani superiori museo (ascensore limitato)
  • Cappella Palatina (gradini)
  • Segrete (scale ripide)

Persone con disabilità motoria possono visitare le parti principali (cortile, Sala Baroni, parte museo) ma non l’intero castello. Ingresso gratuito disabile + accompagnatore.

Servizi disponibili:

Guardaroba/Deposito bagagli: Piccoli zaini ok, valigie e bagagli grandi NO. Usare depositi bagagli stazione o hotel.

Servizi igienici: Nel cortile interno, puliti, con bagno disabili.

Bookshop: Piccolo negozio con guide, libri di storia napoletana, cartoline, souvenir di qualità.

Caffetteria: NO all’interno. Numerosi bar e caffè in Piazza Municipio e dintorni (1-2 minuti).

Wi-Fi gratuito: Disponibile nelle sale principali.

Aria condizionata: NO (edificio storico). In estate può fare molto caldo. Consigliato portare acqua e ventilatore portatile.

Fotografie: ✅ Permesse senza flash. ❌ Vietati treppiedi professionali senza autorizzazione. ❌ Vietate foto/video commerciali senza permessi.

Animali: ❌ Non ammessi (tranne cani guida per non vedenti).

Consigli per la Visita

Quando Visitare il Castel Nuovo

Orari migliori durante la giornata:

Mattina presto (8:30-10:00) – IDEALE:

  • Meno visitatori
  • Luce mattutina perfetta per fotografare l’Arco di Trionfo (illuminato frontalmente)
  • Temperature fresche (estate)
  • Possibilità di visitare con calma

Tardo pomeriggio (16:00-18:00) – BUONO:

  • Meno affollato rispetto a metà giornata
  • Luce calda del tramonto per foto panoramiche dalle torri
  • Atmosfera suggestiva

Da evitare:

  • Ore centrali (11:00-15:00): Massimo affollamento, caldo intenso (estate), contro luce per foto Arco
  • Domenica mattina: Molto affollato, gruppi turistici
  • Prima domenica del mese: Gratis ma code lunghissime (1-2 ore attesa)

Giorni migliori della settimana:

Lunedì, Mercoledì, Giovedì: Meno visitatori, esperienza tranquilla ✅ Venerdì: Discreto ❌ Sabato, Domenica: Weekend affollati, soprattutto se bel tempo

Stagioni migliori:

⭐⭐⭐ Primavera (Aprile-Maggio):

  • Clima ideale (20-25°C)
  • Poca pioggia
  • Luce perfetta
  • Città fiorita

⭐⭐⭐ Autunno (Settembre-Ottobre):

  • Temperature ancora calde ma non eccessive
  • Meno turisti rispetto estate
  • Luce dorata per fotografia

Estate (Giugno-Agosto):

  • Molto caldo (30-35°C+)
  • Alta stagione turistica (affollamento)
  • Lunghi orari apertura
  • Eventi serali (concerti, aperture notturne)
  • ⚠️ Portare acqua, cappello, crema solare

Inverno (Novembre-Febbraio):

  • Meno turisti (esperienza autentica)
  • Prezzi bassi
  • Possibile freddo/pioggia
  • Orari ridotti (chiusura 14:00 domenica)
  • Perfetto per chi vuole visitare senza folla

Durata consigliata della visita:

  • Visita veloce: 45-60 minuti (solo Arco, Cortile, Sala Baroni, Cappella)
  • Visita standard: 1h30-2h (+ museo, alcune torri)
  • Visita completa: 2h30-3h (tutto con calma, camminamenti, audioguida)

Prenotazione consigliata?

  • Non obbligatoria per visitatori individuali (tranne eventi speciali)
  • Consigliata online per:
    • Saltare la fila in biglietteria (weekend, alta stagione)
    • Garantirsi ingresso in giornate molto affollate
    • Tour guidati tematici (posti limitati)
    • Concerti Sala Baroni

Scopri quando visitare Napoli →

Cosa Portare per la Visita

Indispensabile:

Scarpe comode chiuse: Scale medievali, sanpietrini irregolari, camminamenti su mura. NO tacchi, NO infradito.

Acqua: Soprattutto in estate. Fontanella gratuita nel cortile ma portare bottiglietta ricaricabile.

Documento d’identità: Per biglietto ridotto o gratuito, potrebbero controllare.

Consigliato:

Macchina fotografica/smartphone: Il castello è fotogenicissimo (Arco Trionfale, Sala Baroni, panorami dalle torri).

Batteria portatile: Per foto e app audioguida.

Cappello e crema solare (estate): Torri e camminamenti esposti al sole. Zero ombra.

Giacca leggera (inverno): Sale interne possono essere fredde. Vento forte sui camminamenti.

Audioguida/app: Se non fate tour guidato, l’audioguida o app mobile arricchiscono molto l’esperienza.

Contanti: Alcuni servizi (bookshop, macchinette) potrebbero non accettare carte.

Da evitare/non ammesso:

Zaini grandi/valigie: Non c’è deposito bagagli adeguato. Lasciare in hotel.

Cibo e bevande (tranne acqua): Non consentiti nelle sale museali.

Treppiedi professionali: Serve autorizzazione preventiva.

Bastoni selfie ingombranti: Possono essere vietati in sale affollate.

Abbinamenti e Itinerari Consigliati

Il Castel Nuovo si trova in posizione strategica per combinare più visite nella stessa giornata.

Itinerario “Castelli e Palazzi” (Mezza giornata):

9:00 – Castel Nuovo (2h) 11:30 – Galleria Umberto I (15 min) – 5 min a piedi 12:00 – Piazza Plebiscito (foto) – 8 min a piedi 12:15 – Palazzo Reale (1h30) – stessa piazza 14:00 – Pranzo zona Chiaia o Quartieri Spagnoli

Visita il Palazzo Reale →

Itinerario “Centro Monumentale” (Giornata intera):

9:00 – Castel Nuovo (2h) 11:30 – Teatro San Carlo (visita guidata 1h) – 3 min a piedi 13:00 – Pranzo Galleria Umberto o Via Toledo 14:30 – Spaccanapoli (Centro Storico) – 15 min a piedi 15:00 – Cappella Sansevero (1h) 16:30 – Via San Gregorio Armeno (presepi) 17:30 – Duomo (30 min) 18:30 – Aperitivo zona Chiaia o Lungomare

Itinerario Napoli in 1 giorno →

Itinerario “Dal Porto alle Colline” (Giornata):

9:00 – Castel dell’Ovo (1h) + Borgo Marinari 10:30 – Lungomare passeggiata (30 min) 11:30 – Castel Nuovo (2h) 13:30 – Pranzo Piazza Municipio 15:00 – Funicolare Centrale → Vomero 15:30 – Castel Sant’Elmo (1h30) + panorama tramonto 17:30 – Certosa San Martino (1h)

Visita Castel Sant’Elmo →

Cosa vedere nei dintorni immediati (5-10 min a piedi):

  • Galleria Umberto I (5 min): Architettura liberty, cupola in vetro
  • Teatro San Carlo (3 min): Teatro lirico storico (1737), uno dei più antichi d’Europa
  • Piazza Plebiscito (8 min): Piazza monumentale, Palazzo Reale, Basilica San Francesco di Paola
  • Via Toledo (10 min): Strada commerciale, shopping, metro Toledo (stazione più bella d’Europa)
  • Quartieri Spagnoli (10 min): Vicoli autentici, street art, murale Maradona
  • Porto Molo Beverello (3 min): Traghetti per Capri, Ischia, Procida
  • Stazione Metro Municipio (1 min): Museo archeologico sotterraneo (navi romane)

Scopri tutti i Quartieri di Napoli →

Dove Mangiare Vicino al Castel Nuovo

Piazza Municipio e dintorni offrono molte opzioni per pranzo o pausa caffè.

Pizzerie (5-10 min a piedi):

Di Matteo (Via Tribunali, 94) – 15 min a piedi

  • Pizzeria storica (1936)
  • Ottima pizza fritta
  • €6-10

Sorbillo (Via Tribunali, 32) – 15 min

  • La più popolare
  • Pizza napoletana doc
  • €7-12

Ristoranti Tradizionali:

Trattoria da Nennella (Quartieri Spagnoli) – 10 min

  • Cucina napoletana autentica
  • Atmosfera popolare vivace
  • €12-20

Caffè e Pasticcerie:

Caffè Gambrinus (Piazza Trieste e Trento) – 8 min

  • Caffè storico (1860)
  • Dolci napoletani
  • Vista Piazza Plebiscito
  • €1.20 caffè banco, €5-8 al tavolo

Scaturchio (Piazza San Domenico) – 15 min

  • Pasticceria storica (1905)
  • Pastiera, ministeriali
  • €3-5

Street Food:

Friggitoria Fiorenzano (Pignasecca) – 20 min

  • Cuoppo fritto napoletano
  • Autentico, economico
  • €3-5

Dove mangiare a Napoli: guida completa →

Pranzo veloce zona Municipio:

Numerosi bar, pizzerie al taglio, rosticcerie intorno a Piazza Municipio per un pranzo veloce 5-10€.

Curiosità, Leggende e Aneddoti

La Congiura dei Baroni: Storia di Tradimento

La Congiura dei Baroni (1485-1487) è uno degli eventi più drammatici della storia napoletana, che ha dato il nome alla Sala principale del castello.

Contesto: Nel 1485, i baroni napoletani (nobili feudali) si ribellarono contro il re Ferrante I d’Aragona (figlio di Alfonso il Magnanimo) accusandolo di:

  • Tasse eccessive
  • Centralizzazione del potere (a scapito dei privilegi feudali)
  • Metodi tirannici e crudeli
  • Nepotismo

La ribellione: I baroni, guidati da Francesco Coppola (Conte di Sarno) e dal Principe di Salerno, si coalizzarono e cercarono appoggio dal Papa Innocenzo VIII e da altri sovrani italiani. La rivolta rischiò di far cadere il regno aragonese.

L’inganno reale: Ferrante, militarmente in difficoltà, finse di voler negoziare la pace. Invitò i baroni ribelli a un grande banchetto nel castello il 13 maggio 1486 per siglare la riconciliazione. I nobili, rassicurati dalle promesse reali, accettarono.

L’arresto: Durante il banchetto nella Sala dei Baroni, mentre nobili e re banchettavano, a un segnale le porte della sala si chiusero e i soldati fedeli al re arrestarono tutti i partecipanti. La trappola era scattata.

Le conseguenze: Alcuni baroni furono giustiziati immediatamente (tra cui Coppola, decapitato), altri imprigionati nelle segrete del castello dove morirono di stenti nei mesi successivi. Le loro proprietà furono confiscate dalla corona. Fu un colpo mortale per la nobiltà feudale napoletana.

Leggenda macabra: Secondo la leggenda (probabilmente esagerata ma diffusa), Ferrante I aveva l’abitudine morbosa di far imbalsamare i corpi dei nemici uccisi e conservarli in una sorta di “museo degli orrori” privato nel castello, vestiti con i loro abiti. Mostrava questi cadaveri agli ospiti come monito. La storia è controversa ma testimonia la fama di crudeltà del re.

Eredità: La Congiura rappresenta il trionfo del potere monarchico assoluto sulla feudalità medievale. Da allora la sala porta il nome di “Sala dei Baroni” in memoria di quella tragedia.

Il Coccodrillo della Cappella

Nella Cappella Palatina, appeso al soffitto, si trova uno scheletro di coccodrillo del Nilo imbalsamato. Cosa ci fa un coccodrillo in una cappella napoletana?

Origini: Secondo la tradizione, il coccodrillo fu portato dall’Egitto da marinai napoletani nel XV secolo come dono esotico al re Alfonso d’Aragona. All’epoca, animali esotici (leoni, elefanti, pappagalli) erano simboli di potere e ricchezza.

Simbolismo: Nel Medioevo e Rinascimento, il coccodrillo aveva significati simbolici:

  • Resurrezione: Perché si credeva rinascesse dall’acqua
  • Cristo: Animale che vive tra acqua (battesimo) e terra
  • Potenza: Predatore invincibile, come il re

Appenderlo in chiesa era un modo di esibire la potenza del regno che dominava terre lontane ed esotiche.

Stato attuale: Lo scheletro è ancora lì dopo 500+ anni, annerito dal tempo e dall’umidità. È diventato uno degli elementi più fotografati e curiosi del castello.

Gli Affreschi Perduti di Giotto

Una delle più grandi perdite artistiche della storia napoletana riguarda il Castel Nuovo.

Giotto a Napoli (1328-1333): Il sommo maestro Giotto di Bondone, già famoso per gli affreschi di Assisi e Padova, fu chiamato alla corte di Roberto d’Angiò per affrescare:

  • La Cappella Palatina (cicli di Storie dell’Antico e Nuovo Testamento)
  • Sale del castello con scene allegoriche
  • Ritratti dei sovrani

Testimonianze: Numerosi cronisti dell’epoca (Boccaccio, Petrarca, Vasari) descrissero questi affreschi come meravigliosi. Giotto ricevette compensi straordinari e fu nominato “familiare” del re.

La scomparsa: Gli affreschi andarono completamente perduti, probabilmente:

  • Distrutti durante la ricostruzione aragonese (1450-1470)
  • Coperti da intonaci successivi
  • Deteriorati per l’umidità e l’abbandono

Oggi: Non resta NULLA di quegli affreschi. Neanche un frammento. Solo citazioni scritte e una immensa nostalgia artistica. Se fossero sopravvissuti, sarebbero tesori dell’umanità al pari degli affreschi di Padova.

Ricerche: Storici dell’arte sperano ancora che tracce nascoste possano emergere da futuri restauri sotto intonaci, ma è improbabile.

Il Fantasma della Torre dell’Oro

La Torre dell’Oro, dove era custodito il tesoro reale aragonese, è al centro di una leggenda popolare napoletana.

La leggenda: Si narra che un guardiano infedele del tesoro reale rubò monete d’oro nascoste e le nascose nella torre. Scoperto il furto, il re lo fece murare vivo all’interno della torre come punizione esemplare.

Il fantasma: Da allora, secondo la tradizione, di notte si sentirebbero:

  • Lamenti strazianti provenire dalla torre
  • Tintinnio di monete d’oro
  • Passi che camminano nei corridoi deserti

Alcuni custodi del castello hanno raccontato di aver sentito rumori inspiegabili nelle notti di guardia.

Verità o suggestione?: Come tutte le leggende, probabilmente nata da echi, vento che fischia nelle feritoie, rumori di topi. Ma contribuisce all’atmosfera misteriosa del castello.

Piazza Municipio: La Scoperta Archeologica del Secolo

Durante gli scavi per la stazione metro Municipio (2003-2015), davanti al castello, furono scoperte 5 navi romaneperfettamente conservate (I-III sec. d.C.) e resti dell’antico porto romano.

L’importanza: È una delle scoperte archeologiche più straordinarie d’Europa degli ultimi decenni. Le navi erano affondate nel porto antico e furono sepolte dai sedimenti, conservandosi quasi intatte.

Cosa si vede oggi: Nella stazione metro Municipio (fermata per il castello) è stato allestito un museo archeologico sotterraneo dove le navi e i reperti sono esposti gratuitamente. Un museo sotto una stazione metro!

Collegamento: Il porto romano era esattamente dove oggi sorge il Castel Nuovo. Il castello è stato costruito sul luogo che per 2000 anni è stato il cuore marittimo della città.

Scopri la Metro dell’Arte →

Il Nome “Maschio Angioino”

I napoletani chiamano il castello “Maschio Angioino” ma perché “Maschio”?

Spiegazioni:

1. “Mâchicoulis” (francese): I piombatoi (aperture per gettare liquidi bollenti sugli assalitori) in francese antico si chiamavano “mâchicoulis”. Il termine si sarebbe trasformato in “maschio” per indicare la torre fortificata principale dotata di questi dispositivi.

2. “Maschium” (latino medievale): Indicava il torrione principale, il mastio (dall’inglese “keep”), la torre-residenza più alta e fortificata del castello dove si rifugiavano i signori in caso di assedio.

3. Potenza maschile: Simbolicamente, “maschio” evocava la forza, la virilità, la potenza militare del castello.

“Angioino”: Per distinguerlo dagli altri castelli napoletani e ricordare i primi costruttori, la dinastia francese degli Angiò (anche se poi fu completamente ricostruito dagli Aragonesi!).

Eventi e Attività Culturali

Il Castel Nuovo non è solo un museo ma un centro culturale vivo con eventi tutto l’anno.

Concerti nella Sala dei Baroni

Grazie all’acustica straordinaria, la Sala ospita:

  • Concerti di musica classica: Orchestra, quartetti d’archi, concerti solistici
  • Musica antica: Ensemble di musica barocca e rinascimentale
  • Jazz: Concerti jazz contemporaneo
  • Canto corale: Cori polifonici, gospel

Quando: Autunno-primavera (ottobre-maggio), circa 2-3 concerti al mese Biglietti: €15-40 secondo evento Info: www.comune.napoli.it/

Esperienza unica: Ascoltare musica in questa sala gotica, seduti dove 500 anni fa sedevano re e baroni, con la volta stellare sopra la testa, è un’emozione indescrivibile.

Mostre Temporanee

Il castello ospita regolarmente mostre:

  • Arte contemporanea: Artisti italiani e internazionali
  • Fotografia: Reportage, arte fotografica
  • Tematiche storiche: Esposizioni su periodi storici napoletani
  • Archeologia: Reperti da scavi recenti

Spazi: Sale del museo, cortile, torri

Durata: Mostre temporanee 2-6 mesi

Info mostre in corso: www.comune.napoli.it/

Visite Tematiche Speciali

“Napoli Sotterranea: Le Segrete del Maschio”:

  • Visita guidata ai sotterranei, prigioni, cisterne
  • Racconti della Congiura dei Baroni
  • Durata: 90 min
  • Date: Eventi speciali (Maggio/Dicembre Monumenti)

“Il Rinascimento Aragonese”:

  • Tour sull’arte rinascimentale del castello
  • Focus Arco Trionfale, sculture, architettura
  • Con storico dell’arte

“Leggende e Misteri del Castello”:

  • Visita teatralizzata con attori in costume
  • Storie di fantasmi, congiure, re crudeli
  • Adatta famiglie con bambini 8+ anni

Prenotazioni: cultura@comune.napoli.it – posti limitati

Eventi Speciali Annuali

Maggio dei Monumenti (tutto il mese di maggio):

  • Aperture straordinarie serali
  • Visite guidate gratuite
  • Concerti gratuiti cortile
  • Focus su parti solitamente chiuse

Estate a Napoli (giugno-settembre):

  • Concerti all’aperto nel cortile
  • Cinema sotto le stelle
  • Rappresentazioni teatrali
  • Aperture fino a 23:00

Giornate Europee del Patrimonio (settembre):

  • Ingresso gratuito per tutti
  • Visite guidate continue
  • Attività didattiche

Natale al Castello (dicembre):

  • Presepe artistico nel cortile
  • Mercatino artigianato
  • Concerti gospel e corali
  • Illuminazioni speciali

Dicembre dei Monumenti (tutto dicembre):

  • Come Maggio, versione invernale
  • Aperture straordinarie
  • Eventi culturali

Programma aggiornato: www.comune.napoli.it/eventi

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto tempo serve per visitare il Castel Nuovo? Per una visita essenziale (Arco, Sala Baroni, Cappella, cortile) servono 45-60 minuti. Per una visita completa con museo, torri e camminamenti si consigliano 1h30-2h30. Con audioguida o visita guidata, calcolare almeno 2 ore.

Il biglietto è incluso nella Campania Artecard? Sì, il Castel Nuovo è incluso nella Campania Artecard (ingresso gratuito o ridotto secondo formula scelta). Conviene se si visitano molti musei in regione. Info: www.campaniartecard.it

È necessario prenotare la visita? No, non è obbligatoria per visitatori individuali. È consigliata per visite guidate speciali, concerti, o se si vuole saltare la fila (weekend, alta stagione). Gruppi 15+ persone devono prenotare obbligatoriamente.

Il castello è accessibile ai disabili? Parzialmente. Cortile, Sala dei Baroni e parte del museo sono accessibili con rampa e ascensore. Torri, camminamenti, piani superiori museo e Cappella Palatina NON sono accessibili (solo scale medievali). Ingresso gratuito disabile + accompagnatore.

Si può salire sulle torri? Sì, su alcune torri e sui camminamenti di ronda, con vedute spettacolari sul golfo. Attenzione: si accede solo tramite scale medievali strette e ripide, non adatte a chi ha difficoltà motorie, claustrofobia o soffre di vertigini. Sconsigliato bambini piccoli senza supervisione.

La visita è adatta ai bambini? Sì! I castelli medievali affascinano i bambini: torri, armature, storie di re e battaglie. La Sala dei Baroni con la volta stellare impressiona molto. Raccontare la leggenda del coccodrillo, la Congiura dei Baroni (adattando ai più piccoli). Attenzione su scale e camminamenti. Età minima consigliata: 5-6 anni.

C’è un ristorante o caffè nel castello? No, all’interno del castello non ci sono servizi di ristorazione. Numerosi bar, caffè, ristoranti, pizzerie in Piazza Municipio e strade limitrofe (1-5 minuti a piedi). Si può uscire e rientrare con il biglietto nella stessa giornata? No, il biglietto è valido per un solo ingresso.

Posso entrare gratis? Sì in questi casi: under 18, disabili + accompagnatore, guide turistiche abilitate, insegnanti con gruppi scolastici, giornalisti, prima domenica del mese (per tutti), Maggio/Dicembre dei Monumenti, Giornate Europee Patrimonio. Verificare documenti necessari.

Il Castel Nuovo è lo stesso del Castel dell’Ovo? NO! Sono due castelli diversi. Castel Nuovo (Maschio Angioino) è in Piazza Municipio, medievale-rinascimentale, visita a pagamento (€6). Castel dell’Ovo è sul lungomare, più antico (XII sec.), ingresso gratuito. Entrambi meritano una visita!

Si possono fare fotografie? Sì, le foto sono permesse (senza flash) per uso personale. Vietati treppiedi professionali senza autorizzazione. Vietate foto/video per uso commerciale o pubblicitario senza permessi specifici.

C’è aria condizionata? No, è un edificio storico senza climatizzazione. In estate può fare molto caldo, soprattutto nelle torri e sul cortile esposto al sole. Consigliato: portare acqua, cappello, ventilatore portatile. In inverno alcune sale possono essere fredde, portare una giacca.

Castel Nuovo con Bambini

Perché visitarlo in famiglia:

Atmosfera castello medievale: Torri, mura, storie di cavalieri, re e battaglie affascinano i bambini ✅ Sala dei Baroni “magica”: La volta stellare impressiona (sembra un cielo di pietra) ✅ Leggende e storie: Congiura dei Baroni, coccodrillo misterioso, fantasmi della Torre dell’Oro ✅ Panorami dalle torri: I bambini adorano salire in alto e vedere la città dall’alto ✅ Dimensioni gestibili: Visita non troppo lunga (1h30 ideale con bambini)

Attività per bambini durante la visita:

Caccia ai dettagli nell’Arco di Trionfo: Far cercare ai bambini:

  • Quanti cavalli trainano il carro del re?
  • Dove sono gli angeli?
  • Trovare i putti nascosti

Contare le nervature: Nella Sala dei Baroni, far contare le 28 nervature della volta (matematica divertente!)

Storia della Congiura: Raccontare la vicenda come una storia avvincente (adattando ai più piccoli, senza dettagli macabri)

Il mistero del coccodrillo: Far cercare il coccodrillo nella Cappella, poi spiegare perché è lì

Disegnare il castello: Portare quaderno e matite, far disegnare torri, arco, ciò che più li ha colpiti

Immaginare di essere cavalieri: Sui camminamenti, immaginare di difendere il castello dagli assalitori

Consigli per famiglie:

✅ Visitare al mattino presto (meno affollato, più gestibile) ✅ Portare acqua e snack ✅ Scarpe comode chiuse per tutti ✅ Attenzione su scale ripide e camminamenti (tenere per mano bambini piccoli) ✅ Non forzare tutta la visita se si stancano: focus su Arco, Sala Baroni, cortile ✅ Evitare ore centrali estive (troppo caldo) ✅ Raccontare storie durante la visita (mantiene l’attenzione)

Età consigliata: 5-6+ anni (sotto i 5 potrebbero stancarsi o non apprezzare). Ideale: 8-14 anni (età d’oro per castelli!).

Durata visita con bambini: 1-1h30 (meno della visita standard adulti)

Dopo la visita: Gelato in uno dei bar di Piazza Municipio come “premio” per i piccoli visitatori!

Napoli con bambini: guida completa →

Storia dell’Arte: Approfondimenti

L’Arco di Trionfo: Manifesto Politico Rinascimentale

L’Arco di Alfonso d’Aragona non è “solo” un’opera d’arte ma un manifesto politico in marmo.

Programma iconografico: Ogni elemento dell’arco trasmette un messaggio preciso:

Primo livello (ingresso trionfale): Alfonso entra vittorioso come un imperatore romano. Il riferimento agli archi antichi (Tito, Costantino) lo collega idealmente all’autorità imperiale romana, legittimando la dinastia aragonese come erede di Roma.

Secondo livello (virtù): Le quattro Virtù cardinali dimostrano che Alfonso non è solo un conquistatore militare ma un sovrano giusto, saggio, forte, temperante. Il buon governo si basa sulle virtù morali.

Terzo livello (protezione divina): San Michele Arcangelo e gli angeli mostrano che il potere aragonese ha il consenso divino. Il re regna per grazia di Dio.

Stile artistico: La fusione di maestranze diverse (catalane, toscane, dalmate) crea uno stile internazionale che rappresenta l’apertura culturale del regno napoletano, crocevia tra Nord e Sud Europa, tra Occidente e Mediterraneo.

Innovazione: È il primo arco trionfale rinascimentale costruito ex novo (non riuso di arco antico). Anticipa gli archi rinascimentali successivi a Firenze, Roma, tutta Italia. Napoli, grazie ad Alfonso, è all’avanguardia artistica europea negli anni 1450-1470.

La Sala dei Baroni: Capolavoro Strutturale

La volta della Sala rappresenta un traguardo ingegneristico medievale.

Innovazioni tecniche di Guillermo Sagrera:

Sistema di scarico pesi: Le 28 nervature distribuiscono il peso della volta (centinaia di tonnellate di pietra) non su pilastri interni ma sulle pareti perimetrali attraverso mensole. La colonna centrale, apparentemente portante, è quasi decorativa. Geniale.

Geometria stellare: L’intersezione delle nervature crea una stella a 28 punte. Non è solo estetica ma funzionale: la geometria garantisce stabilità anche in caso di cedimenti parziali.

Resistenza sismica: La struttura ha superato terremoti devastanti in 570 anni (1688, 1805, 1980 con epicentro Irpinia). La flessibilità delle nervature assorbe le sollecitazioni sismiche.

Acustica: La forma concava della volta funziona come una cassa di risonanza perfetta. Una persona che parla normalmente da un angolo viene udita distintamente 35 metri più in là. I concerti hanno una qualità sonora straordinaria.

Confronti europei: Sale simili esistono in Spagna (Lonja di Palma di Maiorca, stessa scuola architettonica) e nell’architettura gotica catalana. Ma la Sala dei Baroni è tra le più grandi e meglio conservate.

Influenza: Il modello della volta a ombrello stellare influenzerà l’architettura rinascimentale italiana e europea nei decenni successivi.

Link Utili e Risorse

Informazioni Ufficiali

Sito Comune di Napoli (Castello e Museo Civico):

Prenotazioni e Info:

  • Email: cultura@comune.napoli.it
  • Tel: +39 081 795 7722

Campania Artecard (Pass turistico):

  • www.campaniartecard.it

IAT Napoli (Ufficio Informazioni Turistiche):

  • Piazza Municipio Pal. S. Giacomo
  • Tel: +39 081 7951111

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Itinerari:

Guide Generali:

Mappa e Indicazioni

Mappa posizione Castel Nuovo - Maschio Angioino di Napoli

Indirizzo completo: Castel Nuovo (Maschio Angioino) – V. Vittorio Emanuele III, 80133 Napoli (NA) Italia

Coordinate GPS:

  • Latitudine: 40.8387° N
  • Longitudine: 14.2531° E

Google Maps: Castel Nuovo su Maps

Metro più vicina:

  • Linea 1 – Fermata Municipio (uscita Piazza Municipio – 30 secondi a piedi)

Distanze da punti d’interesse:

  • Stazione Centrale Napoli: 2 km (20 min a piedi / 10 min metro)
  • Spaccanapoli (Centro Storico): 1 km (15 min a piedi)
  • Castel dell’Ovo: 1.5 km (20 min a piedi lungomare)
  • Vomero (Castel Sant’Elmo): 3 km (funicolare + metro 20 min)
  • Aeroporto Capodichino: 7 km (25 min taxi/Alibus)

Questa guida è stata redatta con informazioni verificate e aggiornate. Tuttavia, orari, prezzi e condizioni di visita possono variare. Si consiglia sempre di verificare sul sito ufficiale del Comune di Napoli prima di pianificare la visita.

Buona visita al Maschio Angioino! 🏰