Chi si trova a passare per Piazza del Plebiscito di Napoli, una delle piazze più belle e famose d’Italia, può ammirare due bellissime statue equestri raffiguranti Carlo III di Borbone (1716-1788) e suo figlio, Ferdinando I delle due Sicilie (1751-1825). Photo credit Flickr.com @Antonio Piccialli.

Entrambi i sovrani sono raffigurati con lo sguardo rivolto verso il Palazzo Reale con un incedere solenne e vestiti alla romana.



Piazza del Plebiscito è abbracciata da edifici di grande rilevanza storica ed artistica la chiesa di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale e, ai lati, da Palazzo Salerno e Palazzo della Foresteria, due palazzi simmetrici ed identici.

La storia dei cavalli di Bronzo

La storia dei due cavalli di bronzo di piazza del Plebiscito inizia nel 1799, durante la piccola parentesi della Repubblica Napoletana. Preludio al decennio francese che portò sul trono del Regno d Napoli due re francesi per volere di Napoleone l’imperatore dei francesi.

Il primo fu Giuseppe Bonaparte che regno tra il 1806 e il 1808, gli seguì suo cognato Gioacchino Murat, che regnò fino al 1815.

Per onorare la grandezza del fratello Napoleone, il re Giuseppe volle dedicargli la costruzione di una statua bronzea a cavallo, in posa imperiale, per la sua realizzazione si fece appello a Antonio Canova.

Statua equestre Carlo III Napoli

Purtroppo il dominio francese durò solo alcuni anni; la sconfitta riportata da Napoleone a Lipsia nel 1813 sancì l’inizio della fine per l’imperatore e la fine dei vari regni che l’imperatore aveva affidato ai suoi parenti, tra cui anche quello napoletano. Fu cosi che nel 1815 la famiglia reale borbonica rientrava da Palermo nella capitale del Regno.

Ripresosi il suo Regno, Ferdinando IV, diventato nel frattempo Ferdinando I delle due Sicilie, conservò tutte le opere di miglioramento del governo francese.

Anche il destriero di Napoleone venne conservato anche se si optò a un cambio di cavaliere; Napoleone venne sostituito da Carlo III di Borbone, l’iniziatore della dinastia napoletana. Ma non solo, Re Ferdinando commissionò la costruzione di un secondo cavallo, su cui doveva esserci lui stesso, come simbolo della continuazione della dinastia borbonica a Napoli.

Le due statue, sistemate sopra dei basamenti in marmo, furono inaugurate nel 1829 nella futura piazza del Plebiscito a circa 50 metri una dall’altra.

Con la conquista di Napoli da parte dei garibaldini, nulla fu più lo stesso. Le due statue borboniche divennero dei personaggi politicamente molto ingombranti. C’era chi ne voleva la distruzione e chi addirittura propose di sostituire la teste di Carlo e Ferdinando con quelle di Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Fortunatamente non se ne fece nulla.

Statua equestre Ferdinando I Napoli

La statua equestre di Carlo III fu realizzata da Antonio Canova, tra il 1818 e 1822; quella di Ferdinando I da Antonio Calì, che subentrò in luogo del maestro dopo la sua morte.

A differenza dei due Cavalli di Bronzo a guardia del giardino di Palazzo Reale, le due statue equestri di Piazza del Plebiscito vennero create a Villa Bruno, una delle Ville Vesuviane del Miglio d’Oro. La Fonderia Righetti, installata nella villa, era il fonditore di fiducia del Canova.

Attraversare bendati Piazza Plebiscito: la leggenda

Non stupitevi se in Piazza Plebiscito si vedono delle persone bendate che cercano di attraversare la piazza. L’impresa prevede che una persona bendata tenti di percorrere i 170 metri di distanza tra la porta d’ingresso del Palazzo Reale e le statue equestri. Chiunque ci abbia provato ha fallito nell’ardua prova a causa di una maledizione della regina Margherita.