Ultima Modifica il 28 Luglio 2021

Port’Alba, collocata sul lato sinistro di piazza Dante, è una delle porte più antiche della città di Napoli; questo storico pertugio introduce al centro storico di Napoli e al Decumano maggiore.



Una volta varcata la sua soglia si viene catapultati in una cortissima via, ugualmente chiamata Port’Alba, che da accesso a piazza Bellini. La zona era conosciuta a tutti come largo Sciuscelle per la presenza di alberi di carrube i cui frutti i napoletani chiamano sciuscelle.

Port’Alba, un varco nelle mura di Napoli

La porta, all’interno dell’antica murazione angioina, nasce ufficialmente nel 1625 per volere del vicerè spagnolo Don Antonio Álvarez de Toledo, duca d’Alba. La sua costruzione fu più una soluzione che un’invenzione; il discendente del celebre viceré Don Pedro de Toledo la fece costruire per risolvere il problema dei pertugi abusivi.

Port'Alba Napoli

Si narra che che i napoletani, stufi di fare lunghi cammini per aggirare le mura aragonesi, avevano creato in questo luogo nu pertuso” dentro i possenti mattoni per tagliare la strada e raggiungere il decumano maggiore. Malgrado le autorità provassero a chiudere il famoso buco, esso ogni giorno riappariva più grande.

La porta, costruita dall’architetto Pompeo Lauria mette in mostra gli stemmi di Filippo III di Spagna, della città di Napoli e del Viceré. Sulla sua sommità, anni dopo, è stata issata la statua bronzea di San Gaetano da Thiene, proveniente dalla porta dello Spirito Santo.

Port’Alba è sempre stato un luogo con molte attività commerciali.

Per la presenta di una grande concentrazione librarie, purtroppo molto meno di un tempo, è ancora oggi considerato l’epicentro del libro in città.

All’ingresso della via, lato piazza Bellini, si trova un’antica targa del 1796 che informava i commercianti di sanzioni pecuniarie e ammende da pagare se avessero causato l’ostruzione del passaggio della Porta.

Malgrado l’editto i napoletani non si persero d’animo ed iniziarono a metter su bottega proprio attorno a Port’Alba.

Via Port'Alba Napoli

Port’Alba è anche la via dove si trova la più antica pizzeria di Napoli, la “pizzeria Port’Alba”, dove ancora oggi è possibile fermarsi e mangiare la famosa pizza a portafoglio, lo street food più ambito di Napoli.

La Leggenda di Maria La Rossa

Napoli si sa è ricca di leggende, una di queste narra del tragico amore di Michele, un conciatore di pelli, e Maria ‘a Rossa, una giovane donna dalla folta chioma rosso fuoco, ricordata oggi come la strega di Port’Alba.

Per i due giovani, che non vivevano dallo stesso lato della mura cittadine, l’apertura di Port’Alba rappresentò il coronamento del loro amore; una gioia che durò pochissimo a causa di un maleficio.

Si narra che la sera delle nozze i due novelli sposi, tornando a casa, una forza misteriosa sbarrò il passo al ragazzo e lo immobilizzò; inutili furono i tentativi di Maria di portarlo con sé a casa. Si dice che il giovane, interpretato quel segno come un presagio di sventura, si sia allontanato dall’amata.

Port'Alba Napoli

Fu così che Maria si chiuse nella sua sofferenza e si abbandonò alla stregoneria, giurando vendetta, è cosi che venne additata da tutti come la strega di Port’Alba.

In quell’epoca il destino che toccava alle streghe non era certo piacevole. Maria è processata e rinchiusa in una gabbia sospesa sotto Port’Alba e lasciata morire di fame e sete alla vista di tutti. Come testimonianza di quella pena terribile rimane solo il gancio che la sosteneva.

Ancora oggi non ci è dato sapore quale stregoneria abbia messo fine all’unione tra Maria e Michele ma c’è chi giura di sentire il suo pianto di notte, mentre vaga per i vicoli intorno a Port’Alba.