Il borgo di Antignano, nel cuore del quartiere collinare del Vomero, è ciò che resta di uno degli antichi casali che circondavano Napoli.

Un luogo antico di Napoli che fa da sfondo ad un coloratissimo mercato diurno. Di sera, poi, le pescherie diventano piccoli ristoranti, Largo Antignano si anima di spritz, taralli e altre specialità culinarie.

 

Il Borgo di Antignano: la storia

La storia di Antignano affonda le sue radici in epoca greco-romana, quando i primi nuclei abitativi rurali si svilupparono nei pressi di un antica strada greca, ampliata nel II secolo a.C. dai romani, tra le due città di Pozzuoli e Napoli.

Borgo di Antignano Arcate

La Via Puteolis Neapolim per colles, poi via Antiniana, assicurava insieme alla via per Cryptam (Crypyta Napoletana), il collegamento tra Napoli e Pozzuoli e i maggiori centri come Cuma, Capua, Nola. L’antica strada corrisponde all’odierna Via S. Gennaro ad Antignano.

L’origine del toponimo “Antignano” è un pò dubbia. Secondo alcuni  deriverebbe da Antinianum forse per onorare l’imperatore romano Antonino; per altri invece deriverebbe dal latino ante Agnanum in quanto posto di fronte al piccolo Lago di Agnano, da secoli prosciugato.

Malgrado la zona collinare di Napoli iniziasse a popolarsi, soprattutto a partire dalla costruzione di Castel Sant’Elmo, per secoli il Borgo di Antignano ha saputo preservare la sua vocazione agricola.

Dogana Antignano

In epoca Borbonica il Borgo di Antignano assunse una funzione di controllo del passaggio delle persone tra il centro della città e la zona flegrea.

I più attenti visitatori del quartiere possono ancora oggi scoprire il vecchio palazzo della dogana di Antignano. Sul piccolo edificio a due archi del 1827, campeggia ancora l’iscrizione: “Qui si paga per gli regj censali”.  La struttura costituisce uno dei rari elementi superstiti di architettura rurale dell’antico Vomero.

Il miracolo di San Gennaro

La storia vuole che proprio in quei luoghi, nell’anno 305 d.c., si verificò il primo miracolo della liquefazione del sangue di S. Gennaro.

San Gennaro Miracolo a Antignano

Si racconta che mentre si effettuava la processione per la traslazione del corpo del Santo da Pozzuoli alle catacombe a lui intitolate, il corteo si fermò in località Antinianum. Pare che Eusebia, la nutrice del santo, offri ai sacerdoti due ampolle contenenti il sangue del Santo che immediatamente si sciolse.

E’ sicuramente per questo motivo nei dintorni ci sono ben tre chiese dedicate al patrono napoletano: San Gennaro al Vomero, la Piccola Pompei e San Gennaro ad Antignano. Al santo è dedicata anche una minuscola edicola con un’ effigie marmorea che si può scorgere, con un pò di attenzione, all’imbocco di Via della Cerra.

Il mistero di Antignano

La mattina di Pasqua, il borgo di Antignano diventa un vero e proprio teatro religioso con una solenne folkloristica processione del Gesù Risorto, nota come il “Mistero di Antignano”.

Processione - Mistero di Antignano

Per l’occasione i fedeli del quartiere portano in spalla ben quattro statue settecentesche, tutte realizzate legno e cartapesta. La processione si svolge come se fosse un teatro all’aperto; le statue “parlano” tra loro e si inscena l’attesa della resurrezione di Gesù, culminando il tutto con uno squillo di tromba.

Le quattro statue, che rappresentano Gesù risorto, la Madonna velata di nero, la Maddalena e l’apostolo Giovanni, sono custodite nella chiesa di Santa Maria della Libera.

La festa in passato era malvista da più parti per gli aspetti più popolari ricchi d’intemperanza.