La Napoli di sotto riscopre l’ipogeo di Piazza Plebiscito realizzato nell’Ottocento per volere di Gioacchino Murat re di Napoli e maresciallo dell’Impero con Napoleone Bonaparte.



L’ipogeo è ciò che resta dell’originario progetto di Murat di sistemazione di Piazza Plebiscito.

Il sovrano francese prevedeva in superficie un edificio pubblico di forma circolare riservato ad assemblee popolari, divenuto poi la Basilica di San Francesco, e una complessa e stupefacente architettura sotterranea, quella che ora sta per essere aperta al pubblico. Il progetto fu solo iniziato, venne poi rivisto e completato dai Borbone una volta rientrati in città.

Ipogeo piazza plebiscito 1

Foto di Riccardo Siano

Gioacchino Murat salì sul trono di Napoli nel 1808 e lo tenne per soli 6 anni, finchè i Borboni non riuscirono a recuperarlo alla loro dinastia l’ 8 giugno 1815.

L’ipogeo, posto 6 metri sotto il vestibolo della Basilica di San Francesco, è una strutturata interamente in pietra di tufo, con coperture a volta. Dalla sala centrale, con un particolarissimo pilastro a forma di fungo, si sviluppa una rete di cunicoli che collegano quattro sale più piccole corrispondenti anch’esse alle sovrastanti cappelle della chiesa.

Questa rete di cunicoli, dove fino a poco tempo fa entrava solo la luce dalle bocche di lupo, è stata riqualificata da Comune e Provveditorato alle opere pubbliche grazie a un progetto che ha coinvolto anche Demanio, Curia, Fec (Fondo edifici di culto), soprintendenza e prefettura.

Ipogeo Piazza Plebiscito 2

Foto di Riccardo Siano

Attraverso ulteriori lavori questi spazi sotterranei saranno trasformati in una prestigiosa area espositiva, capace di contenere fino a 300 persone, dove si potranno organizzare mostre, convegni e spettacoli.

L’accesso si farò attraverso due botteghe del colonnato della Basilica di San Francesco di Paola (civico 6 e 7): attraverso una scala e un ascensore in vetro, i visitatori potranno immergendosi nel ventre della città fra archi e pietre di tufo lasciati a vista e tracce dei palazzi ottocenteschi a suo tempo abbattuti per lasciare spazio alla nuova struttura.

Si spera, in futuro, di poter collegare questo ipogeo con i percorsi già attivi come Napoli Sotterranea e la Galleria Borbonica.