Fra fine novembre e Natale, Napoli diventa la città del presepe e meta turistica privilegiata per chi vuole riscoprire le tradizioni di un tempo attraverso l’arte presepiale. Che siate o meno cultori dell’arte del presepe, non perdetevi le vivaci botteghe artigianali del centro storico partenopeo, dove troverete sicuramente la statuina che state cercando.

Le Feste natalizie, a Napoli, cominciano tradizionalmente l’8 Dicembre, Festa dell’ Immacolata Concezione, e terminano il 6 Gennaio giorno dell’ Epifania o festa della Befana, quando il presepe viene disfatto.

Napoli è, senza dubbio, la città più legata alla storia e al culto del presepe: se ne ha notizia già nel 1025 in un documento che richiama una chiesa di “Santa Maria ad praesepe” (oggi scomparsa) e ancora nel 1324 quando viene citata nella vicina Amalfi una Cappella del presepe in casa D’Alagni. Ancora oggi figurine e dettagli scenografici hanno un significato simbolico, nato da superstizioni e leggende.

A Napoli il presepe non è solo tradizione popolare ma anche espressione artistica. I più celebri esempi di presepe napoletano sono il presepe del Banco di Napoli, esposto a palazzo reale e il presepe Cuciniello realizzato tra il 1887 e il 1889 ed esposto a San Martino.
Presepe storico a Napoli

Presepe del Banco di Napoli  – Cappella Palatina di Palazzo Reale

è una delle più ricche e suggestive raccolte d’arte presepiale del ‘700 napoletano e comprende 210 figurine di pastori e 144 accessori vari che provengono da presepi smontati e in larga parte venduti o dispersi agli inizi dell’Ottocento.

La scenografia è quella tipica del presepe napoletano, con la Sacra Famiglia posta sul classico scoglio di fronte ai resti di un tempio pagano, la taverna e il ricco insieme di personaggi presi dai racconti biblici (come i Re Magi) o dalla tradizione popolare napoletana (come gli zampognari, i mercanti, il panettiere o il maniscalco). Un presepe veramente meraviglioso che fa gara con il Presepe Cuciniello, esposto a San Martino.

La maggior parte dei pastori risalgono al Settecento e molti sono opera di grandi scultori napoletani come Giuseppe Sammartino, autore del Cristo Velato della cappella SanSevero, di Salvatore Franco, di Francesco Celebrano, di Giuseppe Gori, o di Lorenzo Mosca e Matteo Bottigliero.

Il Presepe è di proprietà del Banco di Napoli ed è conservato a Palazzo Reale in forma di comodato.

Dove: Palazzo Reale di Napoli Piazza del Plebiscito,1
Quando:  ore 9-19 variazioni in alcuni giorni
Prezzo biglietti: 4 Euro; fino a 18 anni gratuito

Presepe Cucciniello Napoli

Presepe Cuciniello – Museo di San Martino

esposto in una intera sala a lui dedicata presso il Museo di San Martino, è senza dubbio un vero e proprio capolavoro di arte presepiale napoletana. Il grande presepe fu presentato il 28 dicembre del 1879 nel refettorio dei monaci della Certosa, utilizzando i personaggi dei pastori donati dall’Architetto Michele Cuciniello, che li aveva ereditati dal padre. Il presepe fu poi dipinto nel fondale e nel masso dallo scenografo Luigi Masi, mentre Fausto Nicolini ideò l’illuminazione del presepe con la luce naturale. I pastori che lo compongono sono stati realizzati dai maggiori artisti del 1700.

Dove:  Museo di San Martino Largo San Martino 5 Napoli
Quando: tutti i giorni h 8.30-19.30; la biglietteria chiude un’ora prima; chiuso il mercoledì
Prezzo biglietti: intero: € 6,00 ridotto: € 3,00

Dubbio linguistico: si dice presepe o presepio? Entrambi hanno diritto di cittadinanza nella lingua italiana: il plurale è sempre “presepi”.

San Gregorio Armeno, Napoli

Luogo simbolo dell’arte presepiale di Napoli è sicuramente Via San Gregorio Armeno a Spaccanapoli (centro storico), la via degli artigiani del presepe. Qui in botteghe senza porte o su bancarelle colorate si può trovare di tutto per il presepe, dalle casette di sughero ai pastori di ogni dimensione. I più diffusi sono quelli di terracotta dipinti a mano, ma ce ne sono alcuni vestiti con veri indumenti di stoffa.

I presepi di San Gregorio Armeno si ispirano soprattutto alla tradizione settecentesca con personaggi tipici come il pastore addormentato, che qui molti chiamano Benito, la zingara, il monaco che fa la questua, di cui gli artigiani sono disponibili a raccontare anneddoti e storie. A questi nei decenni si sono aggiunti anche alcune figure simbolo della città come il pizzaiolo e il maccheronaro.

Ovviamente, si può passeggiare tra le botteghe di Via San Gregorio Armeno durante tutto l’anno, perché sono sempre aperte ed espongono le proprie creazioni, anche se in numero ridotto rispetto alla moltitudine del periodo natalizio!