Palazzo Reale Napoli, storia e info utili

30 Gen 2017 | Musei e Monumenti

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Il Palazzo Reale di Napoli rappresenta uno dei simboli più maestosi della città partenopea. Questo straordinario complesso monumentale racconta le vicende delle dinastie che hanno governato il Regno di Napoli, dall’epoca vicereale spagnola fino all’Unità d’Italia.

Il Palazzo Reale costituisce uno dei lati della magnifica Piazza del Plebiscito, il cuore monumentale di Napoli e una delle piazze più grandi e scenografiche d’Italia. Prende il nome dal plebiscito del 1860 che sancì l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia.

Di fronte al palazzo si erge la Basilica di San Francesco di Paola, ispirata al Pantheon di Roma, con il suo imponente colonnato semicircolare. Ai suoi lati Palazzo Salerno e il Palazzo della Prefettura.

Insieme alla Reggia di Caserta, di Capodimonte e alla Reggia di Portici, rappresenta una delle principali residenze utilizzate dai Borbone durante il Regno delle Due Sicilie.

Palazzo Reale di Napoli: la Facciata

Storia del Palazzo

Le origini: l’epoca spagnola (1600-1734)

La storia del Palazzo Reale inizia all’alba del Seicento, quando Napoli, tra le più popolose metropoli d’Europa, era governata dalla corona di Spagna. Nel 1600, il viceré Fernando Ruiz de Castro, conte di Lemos, decise di far erigere un nuovo palazzo in onore del re Filippo III d’Asburgo, con l’intenzione di accoglierlo personalmente durante una sua visita a Napoli.

Sebbene il sovrano non giunse mai nella città partenopea, il palazzo divenne comunque il fulcro del potere vicereale, teatro di cerimonie solenni, decisioni politiche cruciali e vita di corte. Il sito scelto si trovava ai piedi della collina di Pizzofalcone, in una posizione strategica dominante sul porto, garantendo al re, in caso di pericolo, una via di fuga sicura verso il mare.

La costruzione sorse accanto alla residenza vicereale, incorporandone parte dei giardini e unendo così funzionalità, prestigio e valore simbolico. Di fronte all’edificio si estendeva un ampio piazzale — l’attuale Piazza del Plebiscito — ideale per parate militari, celebrazioni e raduni pubblici.

L’architetto Domenico Fontana, già celebre per aver lavorato al servizio dei papi a Roma, conferì al palazzo uno stile tardo-rinascimentale caratterizzato da un cortile centrale e una loggia interna al primo piano. Il progetto rispondeva alle esigenze dell’epoca, incentrate più sulla rappresentanza e il decoro che sulla funzione difensiva, riflettendo il ruolo del palazzo come centro del potere politico e simbolico.

L’epoca borbonica: splendore e trasformazione (1734-1860)

Nel 1734, con l’ingresso trionfale di Carlo di Borbone a Napoli, la città ritrovò il ruolo di capitale di un regno autonomo dopo secoli di dominazione straniera. Il nuovo sovrano scelse il palazzo come sua dimora principale e avviò una profonda trasformazione che ne accentuò la magnificenza e la funzionalità.

L’edificio venne ampliato considerevolmente: si allungò verso il mare con l’Appartamento del Maggiordomo e si protese verso il Vesuvio con l’Appartamento dei Reali Principi, dando origine a due nuovi cortili che si aggiunsero al Cortile d’Onore originario. Questa espansione triplicò quasi le dimensioni del complesso, trasformandolo in una vera reggia degna di una capitale europea.

Gli ambienti interni vennero sontuosamente decorati secondo il gusto tardo barocco e rococò, con l’impiego di marmi pregiati, stucchi dorati e cicli pittorici celebrativi. Tra gli artisti che contribuirono a questa fase di splendore spiccano i nomi di Francesco De Mura, autore di grandiose composizioni allegoriche, e Domenico Antonio Vaccaro, che curò importanti interventi decorativi.

Durante il regno di Carlo, il palazzo divenne non solo sede del potere politico, ma anche centro culturale e artistico di primaria importanza, ospitando collezioni d’arte, una biblioteca e manifestazioni della vita intellettuale napoletana.

L’intervento neoclassico di Ferdinando II (1838-1858)

Le ultime grandi modifiche strutturali risalgono al regno di Ferdinando II di Borbone. Tra il 1838 e il 1858, a seguito di un devastante incendio che danneggiò le stanze della Regina Madre, l’architetto Gaetano Genovese curò un ampio intervento di restauro e riqualificazione improntato al gusto neoclassico, allora dominante in Europa.

In questa fase cruciale, gli appartamenti privati della famiglia reale furono trasferiti al secondo piano, garantendo maggiore privacy e intimità, mentre le sale del piano nobile vennero trasformate in spazi di rappresentanza ancora più grandiosi. Qui la magnificenza del potere si fondeva con l’arte e la luce naturale, creando ambienti di straordinaria bellezza ed eleganza.

Genovese ripensò anche lo Scalone d’Onore, accentuandone il carattere scenografico e monumentale, e curò la decorazione di numerose sale con un linguaggio neoclassico che si sovrappose alle preesistenze barocche, creando quella stratificazione stilistica che ancora oggi caratterizza il palazzo.

Dal Regno d’Italia ad oggi (1860-presente)

Dopo l’Unità d’Italia nel 1860, il Palazzo Reale cessò di essere la residenza dei sovrani napoletani e divenne proprietà dei Savoia. Fu utilizzato come residenza occasionale dei Principi di Piemonte durante le loro visite al Sud.

Nel 1919, il re Vittorio Emanuele III cedette il palazzo allo Stato italiano. Gran parte dell’edificio venne destinata alla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, una delle più importanti istituzioni culturali d’Italia, mentre l’ala più antica affacciata sul Cortile d’Onore fu trasformata nel Museo dell’Appartamento di Etichetta, aperto al pubblico per preservare e valorizzare la memoria storica del palazzo.

Nel corso del Novecento, il palazzo subì importanti interventi di restauro, particolarmente dopo i danni provocati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, dopo decenni di recupero e valorizzazione, il Palazzo Reale si presenta come un autentico museo-monumento, perfettamente conservato e accessibile ai visitatori.

Gli architetti del Palazzo – Pur attraversando secoli di interventi e beneficiando del contributo di numerosi architetti e maestri — da Bartolomeo Picchiatti a Luigi Vanvitelli, da Antonio Niccolini a Ferdinando Sanfelice — il Palazzo Reale ha saputo conservare l’impronta originaria immaginata da Domenico Fontana, restando fedele a un’idea architettonica unitaria che ancora oggi racconta l’eleganza e la grandezza della Napoli storica.

Palazzo Reale di Napoli , Sala del trono

Cosa vedere: itinerario di visita

Visitare il Palazzo Reale di Napoli significa immergersi negli spazi in cui per secoli si è svolta la vita ufficiale della corte napoletana. Il percorso museale è articolato in diverse sezioni che permettono di comprendere la complessità e la ricchezza di questo straordinario complesso.

Il percorso inizia attraversando il Cortile delle Carrozze e il Cortile del Belvedere, un tempo animati dal passaggio di carrozze nobiliari, dignitari e servitori. Questi spazi aperti rappresentavano il filtro tra la città esterna e l’intimità della residenza reale.

La ritualità dell’ingresso a corte trova la sua espressione più solenne nello Scalone d’Onore. Questa monumentale struttura fu realizzata da Francesco Antonio Picchiatti tra il 1651 e il 1666 e successivamente ripensata e arricchita da Gaetano Genovese durante gli interventi ottocenteschi (1838-1858).

L’imponente scalinata a doppia rampa, decorata con marmi policromi, stucchi dorati e statue, rappresenta uno dei capolavori dell’architettura barocca napoletana. Salendo i gradini, i visitatori rivivono l’esperienza delle cerimonie di corte, quando ambasciatori, nobili e dignitari accedevano agli appartamenti reali.

Il Piano Nobile: l’Appartamento Storico

Il cuore della visita è il piano nobile, sede dell’Appartamento Storico, composto da oltre trenta sale che conservano intatta l’atmosfera della residenza reale. Gli ambienti si susseguono in un percorso che alterna sale di rappresentanza e stanze private, tutte caratterizzate da soffitti riccamente decorati, pavimenti preziosi in marmo intarsiato e arredi d’epoca perfettamente conservati.

Tra gli spazi più significativi spicca la Sala del Trono, luogo simbolo del potere monarchico. Questa sala maestosa, con il suo baldacchino rosso e oro, era utilizzata per le cerimonie ufficiali più solenni: incoronazioni, ricevimenti di ambasciatori stranieri, udienze pubbliche. Le decorazioni allegoriche celebrano la monarchia e le virtù del sovrano, mentre il trono sopraelevato su una pedana sottolinea la distanza gerarchica tra il re e i suoi sudditi.

La Sala degli Ambasciatori, destinata ad accogliere gli ospiti illustri provenienti dalle corti europee. Gli arredi, i tappeti preziosi e i lampadari di cristallo testimoniano l’importanza della diplomazia e del cerimoniale nella vita di corte.

La Sala d’Ercole, decorata con affreschi e stucchi che richiamano le imprese mitologiche dell’eroe greco, rappresenta la forza e la virtù del sovrano attraverso il linguaggio allegorico tipico dell’epoca barocca.

Altre sale degne di nota includono la Sala di Marte (dedicata alle virtù militari), la Sala di Astrea (che celebra la giustizia) e numerosi salotti e anticamere riccamente decorati.

Di particolare fascino è il Teatrino di Corte un ambiente raccolto e raffinato destinato agli spettacoli privati della famiglia reale. Con una capienza limitata e decorazioni intime, questo piccolo teatro ospitava rappresentazioni operistiche, balletti e concerti riservati alla corte e agli ospiti più selezionati. L’acustica eccellente e la decorazione elegante ne fanno un gioiello nascosto del palazzo.

La Cappella Reale dell’Assunta rappresenta uno degli spazi più suggestivi della reggia, dove arte sacra e spiritualità convivono in un raffinato insieme decorativo. L’ambiente si sviluppa in un’unica navata affiancata da tre cappelle laterali per lato, secondo lo schema tipico delle chiese di corte.

Al suo interno si ammirano preziosi stucchi e decorazioni pittoriche realizzati da artisti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, tra cui spicca il nome di Domenico Morelli, uno dei maggiori pittori italiani dell’Ottocento. L’altare maggiore, realizzato in pietre dure con intarsio e commesso marmoreo, proviene dalla chiesa di Santa Teresa degli Scalzi ed è considerato un capolavoro dello stile barocco napoletano, opera di Dionisio Lazzari.

All’interno della cappella è custodito il prestigioso Presepe del Banco di Napoli. Un capolavoro dell’arte presepiale napoletana formato da oltre trecento figure scolpite e vestite, risalenti al periodo compreso tra il Settecento e l’Ottocento.

L’ingresso alla cappella avviene attraverso un imponente portone ligneo del XVI secolo, finemente intagliato, proveniente dall’antico Palazzo Vicereale.

Le Collezioni d’Arte

Tutte le sale del Palazzo ospitano una straordinaria varietà di opere d’arte e oggetti preziosi che raccontano il gusto e la magnificenza delle corti napoletane:

– Mobili napoletani e napoleonici : arredi originali realizzati dalle migliori botteghe ebaniste della città.
– Tappeti e arazzi: preziosi tappeti francesi e arazzi prodotti dalla manifattura dei Gobelins e dalla Reale Arazzeria di Napoli.
– Porcellane: servizi da tavola e oggetti decorativi provenienti dalle manifatture di Capodimonte, Sèvres e Meissen.
– Orologi: una raffinata collezione di orologi da tavolo e da camino, esempi dell’alta orologeria europea del Settecento e Ottocento.
– Dipinti: opere dal Cinquecento all’Ottocento, tra cui ritratti di sovrani, scene storiche e allegorie, eseguite da maestri napoletani e artisti di corte.
– Sculture: busti marmorei, statue decorative e opere in bronzo.
– Armi e armature: collezioni di armi da parata e armature cerimoniali.

Particolarmente notevoli sono le sale cinesi, decorate con lacche, porcellane e pannelli dipinti che testimoniano il gusto per l’esotismo tipico del Settecento europeo.

Il Giardino Pensile

Alla fine del 2019, dopo un lungo e articolato intervento di restauro, è stato restituito al pubblico il Giardino Pensile del Palazzo Reale. Questo ampio terrazzo panoramico affacciato sul Golfo di Napoli unisce eleganza architettonica e bellezza paesaggistica in un equilibrio perfetto.

Nato come Giardino del Belvedere, questo luogo era pensato per offrire alla corte un punto privilegiato da cui ammirare il mare, il Vesuvio e la città distesa ai piedi del palazzo. Oggi i visitatori possono passeggiare tra aiuole fiorite, fontane e pergolati, godendo di una delle viste più spettacolari di Napoli.

Biblioteca Nazionale Vittorio-Emanuele III Salone di lettura

La Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III

All’interno del complesso del Palazzo Reale ha sede la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, una delle più importanti istituzioni bibliotecarie d’Italia. Conserva un patrimonio librario e documentario di inestimabile valore, con oltre due milioni di volumi, manoscritti antichi, incunaboli, carte geografiche e documenti storici.

La biblioteca, accessibile dalla vicina Piazza Trieste e Trento, è aperta agli studiosi e al pubblico per consultazione e ricerca. Tra i tesori custoditi si annoverano papiri ercolanesi, manoscritti medievali miniati, prime edizioni di opere fondamentali della letteratura italiana ed europea, e archivi storici di importanza nazionale.

Il Museo Caruso

Con l’apertura del Museo Caruso, dal 20 luglio 2023, il Palazzo Reale di Napoli celebra il celebre tenore napoletano (1873-1921), considerato una delle voci più iconiche della storia della lirica.

Il museo trova sede nella maestosa Sala Dorica, l’antica rimessa delle carrozze ottocentesca, e si sviluppa su 500 metri quadrati di spazi espositivi. Qui, la visita diventa un’esperienza immersiva e multimediale, capace di unire tradizione e innovazione tecnologica, andando oltre la semplice esposizione di cimeli. Un’esperienza imperdibile per chi vuole scoprire da vicino la storia di uno dei più grandi interpreti della lirica mondiale.

Il Museo della Fabbrica

A partire dal 16 luglio 2024 è aperto al pubblico il Museo della Fabbrica del Palazzo Reale di Napoli, accessibile dal Cortile d’Onore al piano terra. Si tratta di uno spazio espositivo permanente concepito come tappa introduttiva alla scoperta non solo dell’Appartamento di Etichetta, ma dell’intero complesso monumentale.

Il museo illustra, attraverso documenti, disegni, modelli e installazioni multimediali, la storia della costruzione e delle trasformazioni del palazzo nel corso dei secoli. I visitatori possono così comprendere le tecniche costruttive, i progetti architettonici, i restauri e gli interventi che hanno plasmato l’edificio attuale, apprezzando il lavoro di generazioni di architetti, artisti e maestranze.

Informazioni Pratiche per la Visita

Orari di apertura

Appartamento di Etichetta – 09.00 – 20.00 (ultimo ingresso 19.00).
Chiusure annuali: mercoledì, 1° gennaio e 25 dicembre.

Museo della Fabbrica – 09.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.30)
Chiusure annuali: mercoledì, 1 gennaio e 25 dicembre.

Giardini e Cortili – Per accedere al Giardino Pensile è obbligatorio acquistare il biglietto d’ingresso al Palazzo e un biglietto dedicato ( 2 Euro)
Giardino Romantico: temporaneamente chiuso per lavori di restauro

Museo Caruso – 09.00 – 14.00 (ultimo ingresso 13.00)
Chiusure annuali: mercoledì , 1 gennaio e 25 dicembre

Biglietti
– Intero: €6,00 – Ridotto: €3,00 (giovani 18-25 anni cittadini UE)
– Gratuito: minori di 18 anni, portatori di handicap con accompagnatore, guide turistiche, docenti con documentazione, prima domenica del mese per tutti

Come arrivare
– Metro: Linea 1, fermata “Toledo” o “Municipio”
– Autobus: Linee R2, R3, C57, 140, 152, 201, fermata “Piazza Trieste e Trento”
– Parcheggi**: disponibili in Piazza Municipio e nelle vicinanze

Contatti
– Sito web: https://palazzorealedinapoli.org
– Telefono: +39 081 580 8255

Consigli per la visita
– Durata consigliata: 2-3 ore per la visita completa
– Visite guidate: disponibili su prenotazione
– Accessibilità: il palazzo è accessibile a visitatori con disabilità motoria
– Fotografia: consentita senza flash negli spazi espositivi
– Guardaroba: disponibile all’ingresso.

Curiosità e Aneddoti

La Facciata e le Statue dei Re
La facciata principale del Palazzo Reale, che si affaccia su Piazza del Plebiscito, è caratterizzata da otto nicchie monumentali che ospitano le statue di altrettanti sovrani che hanno regnato su Napoli. Queste statue furono aggiunte solo nel 1888, su iniziativa di Umberto I di Savoia, e rappresentano: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò, Alfonso I d’Aragona, Carlo V d’Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II.

Il Palazzo nel Cinema
Il Palazzo Reale è stato set di numerosi film e produzioni televisive, grazie alla sua magnificenza e alla perfetta conservazione degli interni. Tra i film più celebri girati tra le sue sale si ricordano “Il Gattopardo” di Luchino Visconti e scene di produzioni internazionali.

I Sotterranei
Sotto il Palazzo esistono ambienti sotterranei e passaggi segreti, alcuni dei quali collegavano la reggia direttamente al porto, come via di fuga in caso di emergenza. Questi spazi, in parte ancora inesplorati, testimoniano l’importanza strategica del palazzo.

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